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Resistenza Antifascista Bisogna riorganizzare un lavoro di analisi e di intervento rispetto ai nuovi tentativi della destra radicale di reinsediamento nel territorio, agendo specialmente tra i settori meno garantiti di questo paese. L'area neofascista così come l'abbiamo conosciuta dal dopoguerra agli anni '70 non esiste più, o meglio non ha alcuna ragione di esistere in termini politici, negli ultimi anni le sue parti residuali sono state succube di orientamenti culturali estranei spesso alla propria tradizione, di conseguenza si è assistito alla sua inconcludenza politica e sostanziale estinzione da larghe aree geografiche. Oggi invece è percepita una controtendenza in atto, che alimentata da diversi fattori (immigrazione di massa, cambiamenti sostanziali dei meccanismi produttivi, mutazione delle relazioni sociali, ma anche cospicui finanziamenti da centrali europee o anche MSI che diventa AN, ecc) presuppone una fase storica nuova, in cui i fascisti non sono più figli della sconfitta del 1945, ma soggetti che da una parte elaborano una nuova sintesi adattata ai tempi attuali dall'altra pongono in essere queste nuove concezioni attraverso il duttile strumento della "Comunità Militante" |
Infine, il carattere del nostro lavoro ci impone la scelta di essere slegati da appartenenze politiche vincolanti, ai militanti della "Resistenza" (e del "Foglio") è richiesta solo la consapevolezza che imprescindibile per un autentico movimento antifascista è la sua iscrizione nel più generale movimento di lotta al capitalismo e per la dignità dei popoli.
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