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LETTERA DELL'ASICUBA FATTA PERVENIRE ATTRAVERSO UN NOSTRO COMPAGNO ALLA 7A CAROVANA DEI PASTORI DELLA PACE, DEDICATA AI BAMBINI CUBANI, CHE LUNEDÌ 12 MAGGIO PASSERÀ LA FRONTIERA USA-MESSICO DIRETTA A CUBA




Bergantino, 8 maggio 1997


Spettabili partecipanti alla Carovana in favore dei bambini di Cuba;

Spettabili Pastori per la Pace;

Spettabile Lucius Walker

Da quasi quarant'anni, ormai, Cuba subisce ad opera degli Stati Uniti un blocco economico fra i più duri nella storia delle relazioni interstatali. Tale blocco, peraltro, coinvolge anche Stati terzi: e ciò in virtù degli effetti extraterritoriali degli atti normativi statunitensi con cui si sono adottate le misure economiche nei confronti di Cuba, di cui l'ultima, in ordine di tempo, è la cosiddetta "legge Helms-Burton".

L'illegalità del blocco è sancito anche dalla Carta dell'ONU che impone il generale divieto agli Stati di ricorrere all'uso della forza nelle relazioni internazionali. È noto che di questa disposizione può esser data una interpretazione restrittiva limitando il divieto al solo uso della forza militare o una interpretazione più ampia estendendo il divieto all'uso della forza economica.

È altresì vero che esiste nel mondo attuale una generale libertà dei commerci per cui uno Stato è libero di intrattenere relazioni economiche con chi preferisce, ma è pur certo che questa libertà non può essere esercitata per nuocere all'indipendenza politica ed alla stessa esistenza dì un altro Stato. In tal caso si tratta indubbiamente di uso illecito della forza. Inoltre nel caso delle sanzioni statunitensi contro Cuba l'analisi circa la loro eventuale legittimità va effettuata alla luce delle regole generali della Carta delle Nazioni Unite concernenti il divieto di ingerenza negli affari interni di altri Stati, i suoi princìpi specifici relativi ai rapporti fra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo; alla luce degli obblighi di non discriminazione derivanti dall'accordo Generale sulle Tariffe e sul Commercio.

È infine da aggiungere una osservazione generale circa gli effetti e l'efficacia delle sanzioni economiche, soprattutto quando adottate nei confronti di paesi in via di sviluppo non dotati di strutture economiche forti e capaci di autosufficienza: le sanzioni hanno ben presto effetti gravi sugli strati più deboli della popolazione (come bambini ed anziani) annullando, oltre i beni di prima necessità, ogni garanzia di diritti sociali quali il diritto alla sanità, all'istruzione, al lavoro, diritti che comunque lo Stato cubano sta difendendo con straordinario vigore.

L'accanimento nordamericano contro Cuba non si spiega solamente nella volontà di dominio dell'imperialismo USA, ma trova la sua esasperazione nell'esempio di speranza che Cuba offre innanzitutto ai popoli dei Paesi del Terzo Mondo e a chi, nei Paesi a capitalismo avanzato, crede nella collaborazione come base per una società migliore, rifiutando la competizione e la corsa al potere e alla ricchezza che conducono inevitabilmente al saccheggio degli altri popoli e dell'intero pianeta.

La difficile situazione cubana, determinata innanzitutto dalla mancanza di petrolio, di fonti idriche e di materie prime, influisce in modo determinante sull'attività produttiva, sui trasporti e nell'agricoltura. La contrazione dei beni di consumo necessari e indispensabili è forte, aggravando così le condizioni di vita della popolazione. Condizioni queste, rese ancor più dure dopo le devastazioni provocate dal recente uragano Lili e dalle conseguenti inondazioni.

In questo contesto assume straordinaria importanza il ruolo svolto dalla solidarietà internazionale, pur obbligandoci ad una riflessione sul suo uso tendenzioso che a volte viene fatto, per cui, tramite esso, molte volte si nascondono obiettivi molto distanti da ciò che il termine realmente significa. Oggi la solidarietà si utilizza anche come argomento pretestuoso da parte di Stati oppressori: campagne pubblicitarie di aziende commerciali mascherano con questa parola l'incremento delle proprie vendite, e autentiche invasioni militari sono giustificate da intenti di solidarietà, per cui, proprio in questi giorni nel nostro Paese viene chiamata "missione di pace" o "intervento umanitario" un'azione militare di una forza multinazionale, diretta dall'Italia, nei confronti dell'Albania.

In realtà, il dispiegamento dei mezzi militari in Albania serve a rilanciare le industrie belliche e a legittimare le spese militari dei Paesi occidentali. Vuole giustificare un'imprenditoria d'assalto europea, che ha chiuso le aziende in patria per aprirle in quel Paese dove la manodopera è priva di sindacalizzazione ed ha retribuzioni irrisorie. In un Paese di poco più di tre milioni di abitanti, si potevano mandare "corpi di pace", formati da medici, ingegneri, tecnici, operatori sociali... Ma si è preferito inviare carri armati!

Riteniamo che la solidarietà non può essere delegata ai governi, è un valore e una ricchezza dei popoli che debbono assumere in prima persona il compito di dimostrare un inequivocabile sentimento di fratellanza verso i propri simili, sentendo come proprie le sofferenze di questi. Da qui sorge il grande potenziale degli atti di solidarietà: non solo il popolo che la riceve ne ha un utile, ma anche chi la esercita eleva se stesso infrangendo le frontiere materiali e sub culturali imposte ai popoli da secoli di sottocultura determinata da società basate sul privilegio e sulla battaglia competitiva, che elevano a comportamento civile la lotta animale per la sopravvivenza, mentre solo la solidarietà e la collaborazione sono i presupposti inalienabili per un futuro dignitoso raggiungibile da tutti.

La solidarietà è certamente una straordinaria forma di gemellaggio fra i popoli.

E per queste motivazioni, così succintamente descritte, guardiamo con grande interesse ed ammirazione il vostro impegno e in particolar modo questa nuova Carovana dedicata ai bambini cubani. Il vostro lavoro ci è di aiuto e di stimolo, ed è con grande orgoglio che cogliamo l'occasione per farvi pervenire queste nostre righe, attraverso le quali vogliamo mandarvi il nostro migliore augurio e un abbraccio fraterno: mio personale, e di tutta la nostra Associazione

Con stima e ammirazione
il presidente nazionale

Roberto Zanetti