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EL HOMBRE NUEVO

La liberazione dell'uomo non significa solo realizzare la giustizia sociale, non significa solo sconfiggere l'ignoranza, non significa solo sopprimere la disoccupazione...
Questo è solo un aspetto della liberazione dell'uomo, ma fino a che non sarà sconfitto l'egoismo, non avremo ancora compiuto la liberazione dell'uomo; e fino a che non avremo compiuto la liberazione dell'uomo, non avremo realizzato i nostri sogni rivoluzionari...
Contemporaneamente alla base materiale bisogna fare l'uomo nuovo...

Ernesto Che Guevara


EL HOMBRE NUEVO agosto 97

SOMMARIO

V° Congresso del PCC

Festival Mondiale della Gioventù

Helms-Burton: una legge che vive della bugia

Cuba protesta con la Spagna: discriminazione

Ciò che si dice a 90 miglia da Cuba

La guerra batteriologica contro Cuba

BRIGATA DI LAVORO VOLONTARIO "GIOVANNI ARDIZZONE"

VISITA DELL'ICAP


Il Risorgente

Perché il Che ha questa pericolosa abitudine di continuare a risorgere? Quanto più lo insultano, lo manipolano, lo tradiscono, più risorge.

Egli è il più risorgente di tutti.

Non sarà perché il Che diceva quello che pensava, e faceva quello che diceva?

Non sarà proprio per questo che continua ad essere così straordinario, in un mondo dove le parole e i fatti rarissime volte s'incontrano, e quando s'incontrano non si salutano, perché non si riconoscono? (Eduardo Galeano)


È NECESSARIO RICOSTRUIRE

LA SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALISTA

Questi ultimi anni hanno prodotto profondi sconvolgimenti nello scenario geo-politico mondiale e nel sistema di relazioni internazionali, che erano consolidate da tempo. In questa fase il capitalismo si afferma su scala planetaria e, a dispetto, o meglio grazie al "nuovo ordine mondiale" che promette pluralismo e libertà per tutti, in realtà impone un ferreo totalitarismo economico-politico, dove non sono concesse eccezioni. Gli obiettivi sono il profitto e il potere personali, i "valori" per raggiungerli sono competizione e individualismo sfrenati, i beneficiari sono esclusivamente una piccola parte fra coloro che dimostrano sprezzo verso la collaborazione e arroganza verso i propri simili; per tutti gli altri, dipendenza, insicurezza ed emarginazione fino ai livelli più offensivi della dignità umana.

Le garanzie che i lavoratori avevano strappato con dure lotte e sangue versato nelle piazze sono state riassorbite, i diritti sociali sono ogni giorno meno effettivi e ogni giorno più messi in discussione, il divario Nord-Sud si allarga sempre più e anche nei Paesi più opulenti aumenta la disoccupazione e l'emarginazione, nascono nuovi poveri.

Al cambiamento che le relazioni internazionali hanno subìto non può che corrispondere, a nostro avviso, una seria analisi e altrettanto conseguenti decisioni sul ruolo della solidarietà e le sue motivazioni.

A questo proposito è d'obbligo ricordare a noi stessi quanto lo strapotere degli Stati Uniti si sia scagliato contro Cuba, in modo particolarmente sistematico e crudele, già da un mese dopo il trionfo della Rivoluzione, quando ancora non era socialista, né aveva assunto l'ideologia marxista-leninista, né aveva accordi politici, economici o militari con l'Unione Sovietica e i Paesi socialisti. L'attuazione della Riforma Agraria e la posizione sovrana del Governo Rivoluzionario che, per la prima volta, aveva rotto le catene del vassallaggio verso gli Stati Uniti, non potevano essere accettate dall'amministrazione nordamericana, che considerava l'isola monopolio esclusivo dei suoi interessi economici, politici e militari, sogno coltivato nell'emenda-mento Platt.

Oltre al blocco economico, all'invasione di Playa Girón (nel '61) e alla crisi d'Ottobre (1962), gli USA hanno anche sviluppato molteplici forme di terrorismo di Stato, in aperta violazione dei princìpi della Carta delle Nazioni Unite. La prima fornitura di armi che il Governo Rivoluzionario riuscì ad avere per la difesa del Paese, fu distrutta nel porto de L'Avana da un attentato. Iniziarono i roghi nelle piantagioni di canna da zucchero, le bombe lanciate sulle città e i sabotaggi da parte di gruppi controrivoluzionari, organizzati, finanziati e armati dalla CIA. Nel 1963 vennero effettuati attacchi aerei contro Cuba; il 18 agosto furono lanciati missili contro i depositi di petrolio del porto di Casilda ed esplosivi a Santa Clara. Nel solo periodo 1962-1966 s'infiltrarono a Cuba circa 400 sabotatori, come quelli dell'attentato alle miniere di Matahambre, nella provincia di Pinar del Rio. Dal mare, con veloci imbarcazioni, iniziarono gli attacchi contro i pescherecci e le cooperative di pescatori, come a Boca di Samá il 12 ottobre del '71. Attentati furono compiuti contro le sedi diplomatiche cubane in altri Paesi, come a Montreal in Canada e a Lisbona. L'esplosione in volo, nei pressi delle Barbados, di un aereo della Cubana de Aviación, con la conseguente uccisione di 73 civili, fu una delle azioni terroristiche più scandalose, commesse da agenti della CIA e da controrivoluzionari cubani (tuttora protetti dagli USA). Né si possono dimenticare i voli spia su Cuba, compresi quelli che, utilizzando i corridoi internazionali, avrebbero potuto causare una catastrofe, come il 2 agosto del 1989, quando il volo 063 delle linee colombiane incrociò un aereo sulla sua rotta.

In questi trentasette anni si è anche fatto ricorso alla guerra chimica e batteriologica. Nel 1970 s'introdusse a Cuba il virus della febbre porcina africana: a scopo precauzionale si dovettero abbattere mezzo milione di maiali, un documentato libro sul caso comprova le responsabilità della CIA. Nel 1977, secondo il giornale Newday, ci fu un tentativo fallito contro il pollame. Nel 1981, una malattia sperimentata dalla CIA e dal Pentagono, che fa parte del loro arsenale offensivo, il Dengue Emorragico, fu introdotto a Cuba, causando la morte di 101 bambini e 57 adulti, prima che si potessero approntare i vaccini (che peraltro, già pronti negli USA, vennero naturalmente rifiutati). Eduardo Arocena, capo dell'organizzazione controrivoluzionaria "Omega 7", con sede negli USA, confessò la paternità della menzionata operazione.

Non si possono dimenticare le decine di tentativi di assassinio contro i dirigenti cubani e contro Fidel Castro, almeno uno dei quali fu approntato dallo stesso presidente USA Kennedy, come risulta da documenti segreti del Pentagono, che, sottratti agli archivi, a suo tempo furono pubblicati in Italia da Garzanti. E all'elenco vanno aggiunte le aggressioni contro lo spazio radio-televisivo cubano, che iniziarono già nel '60 con le trasmissioni di Radio Swan, seguite da Radio Martí e ultimamente con il tentativo, clamorosamente sconfitto, della cosiddetta TV Martí.

Nella notte del 29 dicembre del '91 sono stati catturati tre controrivoluzionari penetrati in territorio cubano per compiere attentati terroristici: le agenzie di stampa EFE, Notimex e AFP di Miami hanno confermato che il commando si era addestrato nei campi paramilitari nella zona delle Everglades a Miami.

Negli ultimi anni il Congresso degli USA ha adottato nuove leggi destinate a stringere ulteriormente il blocco economico e ad avviare altre campagne aggressive contro Cuba. Il primo di questi inasprimenti porta il nome di "emendamento Torricelli" e prevede, tra l'altro, il diritto di confisca (da parte degli USA) delle navi che, dopo aver fatto scalo in porti cubani, nei successivi 180 giorni tocchino porti statunitensi.

L'extraterritorialità delle leggi statunitensi relative al blocco economico contro Cuba viene applicata per mezzo di diversi tipi di pressioni esercitate sia sui Governi, sia sulle imprese commerciali che operano in Paesi terzi. Con queste procedure vengono violati non solo i diritti e la sovranità del popolo cubano, ma anche quelli degli altri Paesi implicati.

Il secondo, e per ora ultimo, inasprimento del blocco, la "legge Helms-Burton", arriva a minacciare i Paesi e le industrie straniere che operano con Cuba, introducendo la pretesa di rivendicare la proprietà di beni immobili cubani, con il ritenere nulli gli espropri attuati dal Governo Rivoluzionario Cubano: a rigore quindi, quelle che furono le lussuose residenze degli aguzzini USA e dei fantocci Cubani, magari adibite ora a funzioni d'interesse sociale (case di riposo per anziani, poliambulatori, scuole, ecc...), per gli USA sono da ritenersi di legittima proprietà degli antichi proprietari i quali (secondo il programma del governo statunitense) ne ritornerebbero in possesso al ripristino della "democrazia".

Gli esempi potrebbero continuare con l'elenco dei fantomatici partiti di opposizione, finanziati dagli USA, "partiti" che spesso non rappresentano altro che quei pochissimi individui che dichiarano d'esserne i dirigenti. Oggi questi "partiti" sono soppiantati dai cosiddetti movimenti o gruppi del dissenso (o dei "diritti umani") che, evidentemente, si ritiene abbiano maggiori possibilità di acquisire simpatie.

Le relazioni di Cuba con la ex URSS e i Paesi dell'Est Europeo, le assicuravano almeno alcuni elementi di stabilità economica e permettevano al Governo di guardare al medio- lungo periodo come l'ambito naturale della politica economica. Sono stati così fortemente sviluppati i settori dell'istruzione, della sanità e della ricerca genetica, portando Cuba in pochi anni a livelli di sviluppo in questi settori, almeno pari e a volte superiori, a quelli dei Paesi industrializzati. Il crollo dell'URSS ed il conseguente venir meno di un rapporto di scambio equo ha costretto il Governo cubano ad un impegno orientato al breve periodo ed in condizioni di continua emergenza, sì che la solidarietà di tutti i popoli è divenuta inevitabilmente molto importante.

Non vi è dubbio che tutti i cambiamenti che sono avvenuti e la fermezza di gran parte della popolazione cubana nel continuare a difendere la propria dignità ed il socialismo hanno rafforzato le ragioni della solidarietà con Cuba. Quindi non possiamo che prendere atto (nelle mutate e peggiorate condizioni) che l'Associazionismo deve impegnarsi ancor più nel sollecitare e convogliare la solidarietà per il popolo cubano, nella difesa della Rivoluzione, attraverso le istituzioni rivoluzionarie e di massa, estendendo l'impegno ad una visione più globale, con un rinnovato e rafforzato significato di denuncia della politica imperiale del capitalismo che si caratterizza sempre più con la volontà di rapina nei confronti dei popoli del Terzo Mondo, dissanguati per finanziare la crisi dell'Occidente, sotto il ricatto di un indebitamento, funzionale al loro asservimento.

A questo provvedono le teorie liberiste e le politiche del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale, che, imponendo feroci dittature o finte democrazie, vogliono comunque ottenere il medesimo risultato: trasferimento di risorse, il più massiccio nella storia dell'uomo, da quei Paesi che essi stessi cacciarono nel sottosviluppo, verso quelli a capitalismo avanzato.

E' sufficiente considerare che l'America Latina aveva un debito di 220 miliardi di dollari nel 1980: nel decennio '80/'90 ha pagato 366 miliardi di dollari sotto forma di interessi, ma nel 1990 il debito raggiungeva ancora i 423 miliardi di dollari.

L'imperativo contro questa barbarie che sta avvolgendo il mondo è la ribellione! Ad una siffatta politica arrogante e coloniale che si scaglia in particolar modo contro "l'anomalia" cubana e l'esempio di dignità e speranza che rappresenta per i Paesi del Terzo Mondo, bisogna rispondere insieme a Cuba con i valori del Socialismo.

Sono 37 anni che un feroce blocco economico tenta di soffocare questa dignità. 37 anni di blocco, 37 anni di solidarietà.

L'Associazione di Solidarietà Internazionalista con Cuba intende affrontare come metodo di lavoro l'analisi dialettico-scientifica, mirando alla crescita collettiva attraverso l'approfondimento delle tematiche poste. Per questo non può prescindere da un'analisi delle condizioni del nostro Paese. L'esperienza democratica (purtroppo più formale che reale) in Italia, nasce come conseguenza della Resistenza all'oppressore fascista e all'invasore nazista, nasce dalla volontà del popolo italiano di costruire il proprio futuro nella libertà e nell'autodeterminazione, i medesimi ideali che furono propri anche della Rivoluzione cubana e uniscono idealmente i due popoli più di quanto possa sembrare. Oggi, nel nostro Paese, questi valori appaiono minacciati, ancor più che nel passato, dall'avanzamento di quelle forze di destra, conservatrici, reazionarie e anche dichiaratamente fasciste che, subalterne ai valori del capitalismo occidentale, non offrono alla società, e tanto meno ai giovani, un sistema di valori e regole che rilanci la democrazia italiana, bloccata dal dominio di gruppi economici e dalla corruzione di una classe politica, che con quei gruppi economici ha costruito tutte le premesse per rendere la società e lo stato vittime e, nello stesso tempo, complici della malavita organizzata. L'Associazione esprime tutto il suo impegno perché il nostro Paese recuperi esperienze di reale democrazia politica ed economica, dalle quali la classe politica attuale, proprio per la sua collocazione di classe, intende tenere lontano il popolo italiano.

Sentiamo come nostro l'impegno del popolo cubano a rileggere la sua storia dando radici al proprio presente, individuando cioè le ragioni che, al di là di ogni interpretazione soggettiva, sono state alla base del movimento rivoluzionario che ha avuto successo a Cuba, ma che ha anche rappresentato per intere generazioni un'esperienza storica: un'esperienza dal cammino difficile, a volte contraddittorio e a volte eroico, che anima l'ansia di liberazione dei popoli nel mondo.

Anche per noi vale la necessità, oggi, di recuperare le radici ideali nelle quali si è creduto e combattuto, è indispensabile ridar valore a quanto della storia del nostro Paese è utile ad un rilancio dell'impegno dei cittadini. L'Associazione si propone, dunque, come uno dei luoghi politici e culturali in cui i movimenti democratici scambievolmente rafforzano le proprie ragioni, valorizzando e difendendo le esperienze vissute dai popoli, a loro spese, per il miglioramento delle proprie condizioni in una società più giusta, in cui al centro dello sviluppo è la persona con i suoi inalienabili diritti all'esistenza e alla libertà dal bisogno.

Solidarietà concreta con il popolo cubano quindi, nella convinzione che esso è in questo momento, come da molti decenni ormai, impegnato in una lotta che condividiamo e che, nelle diverse condizioni storiche e politiche, ha elementi di coincidenza con quanto accade, o desideriamo che accada, nel nostro Paese.


LEGGE della RIAFFERMAZIONE della DIGNITÀ E SOVRANITÀ CUBANA

24 dicembre 1996

Le misure di blocco seguite in crescendo dopo il Trionfo della Rivoluzione e la "Legge Torricelli" del '92 sono state superate e ampiamente ricomprese nella recente "Legge Helms-Burton" (così chiamata dai nomi dei proponenti, due senatori USA del Partito Repubblicano), approvata dal Congresso nel marzo '96, dopo che Clinton aveva ritirato il suo veto, come rappresaglia all'abbattimento da parte cubana di un aereo pirata (febbraio '96).

Non solo questa Legge lede la sovranità di altri Paesi, commenta Ricardo Alarcon, Presidente del Parlamento cubano, ma è interventista ed extraterritoriale già dal suo titolo: "Legge per la libertà e solidarietà democratica cubana". Si tratta di un piano per l'assorbimento coloniale di Cuba, la negazione totale dell'indipendenza cubana, la descrizione di come gli USA potrebbero impossessarsi dell'isola.

La risposta che ha messo a punto Cuba è la "Legge della Riaffermazione della Dignità e Sovranità", approvata all'unanimità dal Parlamento cubano nel dicembre '96.

Prevede pene per chi nell'isola aiuti la messa in atto della Legge anticubana e l'istituzione di "Commissioni di rivendicazione", che dovranno aggiornare l'elenco dei danni che gli USA hanno provocato durante 35 anni di blocco, con le aggressioni e i sabotaggi organizzati contro Cuba, con le attività criminali e mafiose realizzate direttamente dai nordamericani o dai banditi, loro protetti, del Governo fantoccio di Batista. Queste Commissioni. organizzate dal Ministero della Giustizia, rileveranno le richieste di indennizzo avanzate anche da privati cittadini.

Il Parlamento ribadisce così la disponibilità cubana a discutere dei compensi per la nazionalizzazione di beni appartenenti, al momento della Rivoluzione, a cittadini USA (ma con esclusione di coloro che a quell'epoca erano cubani, naturalizzati poi come statunitensi), su un piano di uguaglianza, e considerando anche le richieste cubane di riparazione dei danni provocati dagli USA.

Una nuova aggressione è stata lanciata

Il 28 gennaio scorso Clinton ha inviato al Congresso un programma chiamato "Appoggio ad una Transizione Democratica a Cuba", che dichiara quale sarebbe il ruolo che gli USA potrebbero ricoprire nel caso si producesse a Cuba un Governo senza Fidel.

Il piano annuncia, in termini vaghi, un aiuto finanziario fra i 4 e gli 8 miliardi di $: in cambio esige la scomparsa del Ministero degli Interni e il ridimensionamento delle Forze Armate, e inoltre regola l'attività economica e politica del Paese nel cosiddetto "periodo di transizione", durante il quale resterebbe comunque in vigore l'embargo.

"...fanno credere che si tratta di un'offerta, come se il giogo della schiavitù potesse essere un'offerta in qualsiasi parte del mondo...", è stato il commento di Fidel Castro, "... non importa quello che possono offrirci, non importa che possano confondere qualcuno, finché ci sarà un rivoluzionario a Cuba, non ci sarà transizione dal socialismo al capitalismo".



OSPAAAL -TRICONTINENTAL

INCONTRO INTERNAZIONALE

SECOLO XXI:

EREDITÀ E VALIDITÀ DELL'OPERA DEL CHE

25 / 27 settembre 1997 - L'Avana

La rivista "Tricontinental" è nata con l'impegno di sostenere le lotte di liberazione dei popoli di Africa, Asia e America Latina e riafferma anche oggi, a distanza di trent'anni dalla sua fondazione, questo suo irrinunciabile dovere. Quest'anno ricorrono anche trent'anni dalla morte in combattimento di un uomo eroico e luminoso, che visse e morì rispettando il medesimo impegno e il cui messaggio diede respiro e vita alle edizioni dell'OSPAAAL.

La commemorazione del trentesimo anniversario delle due ricorrenze storiche, che avviene nelle più avverse condizioni in cui abbia mai vissuto l'umanità nel già lungo cammino verso la sua emancipazione, ci obbliga a un momento di riflessione teorica e di dibattito politico, protesi all'acquisizione di un arricchimento collettivo, finalizzato alla prospettiva di una vera alternativa.

Per questo la Segreteria Esecutiva dell'OSPAAAL e il Consiglio Editoriale della Rivista Tricontinental organizzano l'Incontro Internazionale "Secolo XXI: eredità e validità dell'opera del Che", che si realizzerà nella città de L'Avana, dal 25 al 27 settembre del 1997.

La Tricontinental, in questa occasione, convoca il più ampio spettro di organizzazioni popolari e di solidarietà, dirigenti politici, letterati, membri della cultura e delle scienze sociali, nonché i mezzi di comunicazione per arricchire questa tribuna, dedicata, più che alla commemorazione retrospettiva, ad un'analisi dell'attualità, che affronti le tendenze che la caratterizzano e le sfide che contiene; per questo invita a partecipare alla discussione sull'elaborazione delle idee che nutrono le lotte di resistenza dei popoli sfruttati; a riflettere sul Che alla luce dei cambiamenti mondiali e per un suo recupero nelle lotte che si prospettano. Questa iniziativa si somma alle altre che, con i medesimi obbiettivi, si stanno preparando, moltiplicandosi, come in Argentina, Bolivia e altri Paesi.

Le riflessioni e i dibattiti si svolgeranno sui seguenti temi:

Fedele al suo obbiettivo e al lascito di questo figlio esemplare del Terzo Mondo, quale fu Ernesto Che Guevara, la Tricontinental invita a partecipare a questo incontro teorico e politico, con il proposito di aprire uno spazio al dibattito fra chi ha scelto di essere parte del crescente movimento mondiale di comunicazione sociale e partecipativa, sorto per dare voce a chi è stato obbligato al silenzio; riunire gli uomini e le donne che, alle soglie del XXI° secolo, continuano l'impegno verso le aspirazioni di libertà dei popoli; riaffermare la volontà di essere protagonisti dei cambiamenti sociali che gli oppressi reclamano, e nel contempo opporre un fermo rifiuto ad accettare di essere spogliati della speranza di vincere.



MORIRE PER IL PERU'

e PER L'AMERICA LATINA

(da un articolo di Luis Sepùlveda -il manifesto del 24.4.'97)

Fin dalle sue prime azioni l'MRTA ha cercato di agire per poter negoziare con l'unico linguaggio che l'oligarchia peruviana rispetta, ossia da una posizione di forza.

Un indio peruviano non esiste come persona, è appena un numero, un elemento per le statistiche, ed è proprio in paesi come il Perù dove la borghesia crea le condizioni violente per rispondere con violenza alla violenza dello stato al servizio di pochi, molto pochi.

Durante i 126 giorni di occupazione della residenza dell'ambasciatore giapponese a Lima non è stata commessa alcun tipo di violenza contro gli ostaggi. E' legittimo pensare che la privazione della libertà sia già una sufficiente violenza, però, attenzione, stiamo parlando del Perù, di un paese governato da un megalomane che ha cercato di auto-legittimarsi con un abile colpo di stato e la benedizione del Fondo monetario internazionale. Gli ostaggi sono stati trattati con la cortesia stipulata nei trattati internazionali sui prigionieri di guerra. Qualcosa di molto diverso accadeva, accade e accadrà nelle carceri di Fujimori.

Mesi di isolamento.

I militari peruviani, responsabili delle peggiori violazioni dei diritti umani, formati nella Escuela de las Américas dell'esercito degli Stati uniti, non hanno vacillato nel torturare e assassinare i militanti di sinistra, e nel cercare di uccidere in vita, attraverso l'impazzimento, i sopravvissuti. Mesi, anni di isolamento assoluto, nell'oscurità, senza alcuna assistenza medica, e senza processo, è stata la formula usata da Fujimori per farla finita con qualsiasi tipo di dissidenza politica, armata o pacifica.

Il trionfo militare contro Sendero Luminoso ha fatto di Fujimori un paladino della lotta contro la sovversione nel continente, e sconfiggere quella banda di cretini maoisti è valso a Fujimori il beneplacito internazionale per fare tutto quel che gli passasse per la testa. Tutti i mezzi sono buoni per proteggere gli investimenti del capitale internazionale, in Perù e in America latina.

Il telefono ha suonato, e la voce agitata di Cerpa, Evaristo, diceva: "mezz'ora fa si è ritirato l'ambasciatore del Canada, l'attacco contro l'ambasciata è cominciato. Moriremo tutti, fratello, e cadiamo per il Perù e l'America latina".

Sono le due del mattino quando scrivo queste righe e sono preda di una tremenda rabbia, perché tutti gli sforzi andavano in direzione di un negoziato. Un mese fa ne parlai con l'ambasciatore dell'Uruguay in Perù, che era uno degli ostaggi liberati dall'MRTA, e lui mi assicurò che gli occupanti della residenza giapponese erano tutti molto giovani e molto colti, e che nessuno degli ostaggi aveva paura di loro. Adesso le agenzie parlano della morte di tutti quei compagni, che sbagliassero o no compagni, perché è bene che si sappia una maledetta volta per tutte che tutti quelli che si ribellano in America latina, dai ragazzi combattenti del Chiapas fino ai detenuti politici del Frente Manuel Rodrìguez in Cile, sono una sola grande famiglia che con orgoglio assoluto va avanti nella traccia lasciata dal Che, perché non ci è stato lasciato altro cammino, perché la pace non convive con lo sfruttamento, perché la dignità non la decide il Fondo monetario internazionale, perché le speranze del continente non le amministra la Banca mondiale, perché la sete di giustizia sociale non si è saziata con la caduta del falso mondo socialista né con l'avvento del nuovo ordine internazionale.

Non so ancora quanti guerriglieri dell'MRTA siano morti, neanche conosco quanti ostaggi siano caduti e neanche a quanto ammontino le perdite dell'esercito peruviano. Tutto importa, perché si è scritta una nuova pagina della storia nera dello sfruttamento e della repressione, della storia dell'America latina.

Oggi i governanti del mondo si affretteranno a salutare l'energia e la decisione di Fujimori, ma i detenuti politici continueranno a morire secondo dopo secondo nelle galere peruviane. Appena un mese fa Fidel Castro aveva offerto asilo ai guerriglieri dell'MRTA ma loro risposero che non avevano preso d'assalto l'ambasciata per guadagnarsi una vacanza a Cuba, bensì per strappare alla morte 400 compagni. Questo si chiama dignità, valore, avere le palle in politica.

Per quanto non serva più a nulla, saluto quei compagni caduti, i miei compagni, che forse sbagliavano o forse no ma che hanno dimostrato che il capitalismo non ha la minima chance di dormire sonni tranquilli.

Con ogni donna o uomo che muore per la giustizia sociale muore anche qualcosa della decenza umana. Però qualcosa resta, ed è proprio quel qualcosa che ci fa inghiottire la rabbia e ripetere a denti stretti ...venceremos!


LETTERA di ASICUBA

ALLA 7A CAROVANA PASTORI PER LA PACE

8 maggio 1997

Da quasi quarant'anni ormai Cuba subisce ad opera degli Stati Uniti un blocco economico fra i più duri nella storia delle relazioni interstatali. Tale blocco, peraltro, coinvolge anche Stati terzi: e ciò in virtù degli effetti extraterritoriali degli atti normativi statunitensi con cui si sono adottate le misure economiche nei confronti di Cuba, di cui l'ultima, in ordine di tempo, è la cosiddetta "legge Helms-Burton".

L'illegalità del blocco è sancita anche dalla Carta dell'ONU che impone il generale divieto agli Stati di ricorrere all'uso della forza nelle relazioni internazionali. È noto che di questa disposizione può esser data una interpretazione restrittiva, limitando il divieto al solo uso della forza militare o una interpretazione più ampia estendendo il divieto all'uso della forza economica.

È altresì vero che esiste nel mondo attuale una generale libertà di commercio, per cui uno Stato è libero di intrattenere relazioni economiche con chi preferisce, ma è pur certo che questa libertà non può essere esercitata per nuocere all'indipendenza politica ed alla stessa esistenza dì un altro Stato. In tal caso si tratta indubbiamente di uso illecito della forza. Inoltre, nel caso delle sanzioni statunitensi contro Cuba, l'analisi circa la loro eventuale legittimità va effettuata alla luce delle regole generali della Carta delle Nazioni Unite concernenti il divieto di ingerenza negli affari interni di altri Stati, i suoi princìpi specifici relativi ai rapporti fra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo; alla luce degli obblighi di non discriminazione derivanti dall'accordo Generale sulle Tariffe e sul Commercio.

È infine da aggiungere una osservazione generale circa gli effetti e l'efficacia delle sanzioni economiche, soprattutto quando adottate nei confronti di paesi in via di sviluppo non dotati di strutture economiche forti e capaci di autosufficienza: le sanzioni hanno ben presto effetti gravi sugli strati più deboli della popolazione (come bambini ed anziani) annullando, oltre i beni di prima necessità, ogni garanzia di diritti sociali quali il diritto alla sanità, all'istruzione, al lavoro, diritti che comunque lo Stato cubano sta difendendo con straordinario vigore.

L'accanimento nordamericano contro Cuba non si spiega solamente nella volontà di dominio dell'imperialismo USA, ma trova la sua esasperazione nell'esempio di speranza che Cuba offre innanzitutto ai popoli dei Paesi del Terzo Mondo e a chi, nei Paesi a capitalismo avanzato, crede nella collaborazione come base per una società migliore, rifiutando la competizione e la corsa al potere e alla ricchezza che conducono inevitabilmente al saccheggio degli altri popoli e dell'intero pianeta.

La difficile situazione cubana, determinata innanzitutto dalla mancanza di petrolio, di fonti idriche e di materie prime, influisce in modo determinante sull'attività produttiva, sui trasporti e nell'agricoltura. La contrazione dei beni di consumo necessari e indispensabili è forte, aggravando così le condizioni di vita della popolazione. Condizioni queste, rese ancor più dure dopo le devastazioni provocate dal recente uragano Lili e dalle conseguenti inondazioni.

In questo contesto assume straordinaria importanza il ruolo svolto dalla solidarietà internazionale, pur obbligandoci ad una riflessione sul suo uso tendenzioso che a volte viene fatto, per cui, tramite esso, molte volte si nascondono obiettivi molto distanti da ciò che il termine realmente significa. Oggi la solidarietà si utilizza anche come argomento pretestuoso da parte di Stati oppressori: campagne pubblicitarie di aziende commerciali mascherano con questa parola l'incremento delle proprie vendite, e autentiche invasioni militari sono giustificate da intenti di solidarietà, per cui, proprio in questi giorni nel nostro Paese viene chiamata "missione di pace" o "intervento umanitario" un'azione militare di una forza multinazionale, diretta dall'Italia, nei confronti dell'Albania.

In realtà, il dispiegamento dei mezzi militari in Albania serve a rilanciare le industrie belliche e a legittimare le spese militari dei Paesi occidentali. Vuole giustificare un'imprenditoria d'assalto europea, che ha chiuso le aziende in patria per aprirle in quel Paese dove la manodopera è priva di sindacalizzazione ed ha retribuzioni irrisorie. In un Paese di poco più di tre milioni di abitanti, si potevano mandare "corpi di pace", formati da medici, ingegneri, tecnici, operatori sociali... Ma si è preferito inviare carri armati!

Riteniamo che la solidarietà non può essere delegata ai governi, è un valore e una ricchezza dei popoli che debbono assumere in prima persona il compito di dimostrare un inequivocabile sentimento di fratellanza verso i propri simili, sentendo come proprie le sofferenze di questi. Da qui sorge il grande potenziale degli atti di solidarietà: non solo il popolo che la riceve ne ha un utile, ma anche chi la esercita eleva se stesso infrangendo le frontiere materiali e sub culturali imposte ai popoli da secoli di sottocultura determinata da società basate sul privilegio e sulla battaglia competitiva, che elevano a comportamento civile la lotta animale per la sopravvivenza, mentre solo la solidarietà e la collaborazione sono i presupposti inalienabili per un futuro dignitoso raggiungibile da tutti.

La solidarietà è certamente una straordinaria forma di gemellaggio fra i popoli.

E per queste motivazioni, così succintamente descritte, guardiamo con grande interesse ed ammirazione il vostro impegno e in particolar modo questa nuova Carovana dedicata ai bambini cubani. Il vostro lavoro ci è di aiuto e di stimolo, ed è con grande orgoglio che cogliamo l'occasione per farvi pervenire queste nostre righe, attraverso le quali vogliamo mandarvi il nostro migliore augurio e un abbraccio fraterno: mio personale e di tutta la nostra Associazione.

Con stima e ammirazione

Roberto Zanetti


Riceviamo da un nostro iscritto, residente in California:

"(...) Il 14 maggio ho mandato una copia della lettera all'ufficio dei Pastori per la Pace di San Diego. Il 16 la Carovana è entrata in Messico con gli aiuti umanitari e senza l'intervento della polizia. Un gruppo di fascisti Cubano-Statunitensi di "Alfa 66", un'organizzazione paramilitare sostenuta dalla CIA, ha tentato una rissa con i carovanisti che non hanno opposto resistenza. Uno dei Pastori ha filmato la rissa per avere una prova quando verrà avviata l'azione legale contro Alfa 66. Il 19 maggio la Carovana è arrivata a L'Avana. Il 21 i Pastori hanno letto la lettera nel corso di una loro riunione a San Diego e il giorno dopo mi hanno contattato per esprimere il proprio apprezzamento. (...)" Dimitri Papandreu




V° CONGRESSO DEL PCC

IL PARTITO DELL'UNITA', DELLA DEMOCRAZIA E DEI DIRITTI UMANI:

E' QUEL CHE DIFENDIAMO

(da un articolo di F.Gomez -GRANMA INT. 6.7.97)

Le strutture del Partito e della UJC sono state chiamate alla discussione del documento congressuale, che dallo stesso titolo annuncia il tema fondamentale di questo V° Congresso.

Le valutazioni degli organismi del Partito sulle discussioni congiunte dei militanti di Partito e dei giovani, in tutto il territorio nazionale, concordano nel riconoscere la saldezza della convinzione dei rivoluzionari nella vitalità delle idee politiche che il PCC difende. Questa prima fase della preparazione del Congresso continuerà nell'esame del documento da parte delle organizzazioni di massa.

Alta è stata la partecipazione dei militanti del Partito e della UJC (1.200.000 membri fra le due strutture), che viene al momento valutata nella misura di più del 90%: si sottolinea l'attiva partecipazione dei giovani comunisti chiamati ad una riflessione che per molti è stata una magistrale lezione di storia rivoluzionaria. Resta chiaro quale sia la nostra ideologia, quella della Rivoluzione Cubana, forgiata nella lotta contro colonialismo e imperialismo, con le sue premesse che non a caso risalgono all'impegno redentore di Felix Varela, fattori che hanno determinato il suo sviluppo e il suo chiaro contenuto nazionale, antimperialista, martiano, marxista-leninista, fidelista.

Le idee esposte in questo testo fondamentale non hanno solo raccolto espressioni di approvazione, ma anche proposte di aggiunte, soppressioni ed anche nuove redazioni in uno o un altro aspetto. Verranno tutte prese in considerazione dalla Commissione Organizzatrice del 5°Congresso. Secondo quanto risulta dagli atti, le tendenze non sono alla polemica ma all'arricchimento. C'è totale convergenza sull'analisi che si fa di temi vitali quali le relazioni USA-Cuba, la necessità dell'unità dei rivoluzionari, il ruolo dirigente del Partito e il nostro sistema democratico-popolare.

In alcuni settori si sono alzate voci che chiedono di ampliare la relazione sull'opera della Rivoluzione, di precisare i compiti in campo economico per uscire dal "periodo speciale", di disegnare con maggior dettaglio la strategia politico-ideologica del futuro.

"La parte più importante e decisiva del nostro compito comincia adesso, con la discussione popolare del documento. La popolazione si confronterà con le nostre analisi e sicuramente proporrà altri suggerimenti. Per questo l'abbiamo convocata, perché il Partito non teme niente né ha da nascondere niente alle masse. Questa è la nostra democrazia. L'appoggio che fornirà la nostra militanza a questo dibattito è fondamentale per gli obbiettivi che perseguiamo ed è parte della realizzazione del 5° Congresso". Questo il commento di José R.Machado Ventura, membro del Burò politico del Partito.


Festival mondiale

della gioventu' e degli studenti

1- organizzazione

Secondo calcoli ufficiali l'evento avrà un costo fra i 7 e gli otto milioni di pesos e, per quanto riguarda i servizi e i trasporti, 1.600.000 dollari. Come garantire un incontro come questo Festival, che riunirà più di 6000 persone, con una somma così limitata?

All'estero alcune voci diffamatorie affermano che il Festival contribuirà al deterioramento delle condizioni di vita del popolo. Anche dentro il nostro paese ci sono persone che fanno eco a simili analisi solo perchè non conoscono i fatti.

Principalmente è con la raccolta di fondi che si coprono le spese: le donazioni popolari, che erano state preventivate per 20 milioni di pesos, sono attualmente a 23 milioni di pesos e 190.000 dollari. Già con questo gli organizzatori del Festival possono affermare che si finanzieranno autonomamente. Intanto i preparativi vanno avanti grazie ad un prestito statale che sarà immediatamente restituito, come concordato con la Gioventù Comunista. Con il sovrappiù si finanzieranno diverse opere sociali, fra cui progetti ricreativi per i giovani.

Vitale per l'organizzazione è stata la disponibilità delle famiglie, senza la quale non sarebbe stato possibile contenere nei 250 dollari il costo di soggiorno dei delegati per 10 giorni: più di 30.000 case hanno aperto le porte al Festival.

Il prezzo del pacchetto per i delegati stranieri copre i costi di trasporto e alimentazione durante l'evento e compensa le spese della delegazione cubana.

Il trasporto interno cubano non ne risentirà affatto perché il Festival disporrà di un parco di 450 autobus scolastici.

  1. lottare per il diritto a partecipare ...

Il Comitato Nazionale Preparatorio degli USA ha annunciato che l'Ufficio del Dipartimento del Tesoro ha rifiutato la concessione di visti per partecipare al Festival e sollecita coloro che negli USA credono al diritto della gioventù ad esser presente in questo evento mondiale a chiedere ai congressisti di premere sul Dipartimento del Tesoro perché revochi questa decisione. Il Comitato USA inoltre chiede aiuto agli altri Comitati Preparatori Nazionali per opporsi congiuntamente a tale ingiustizia.



UNA LEGGE CHE VIVE DELLA BUGIA E NELLA BUGIA

1°ANNO di vita della HELMS-BURTON

Il Presidente dell'Assemblea Nazionale del Poder Popular (Parlamento), Ricardo Alarcon, ha dichiarato che la Legge nordamericana Helms-Burton vive di bugie e nelle bugie e non ha ottenuto la chiusura dei canali economici internazionali a Cuba.

Alarcon, alla vigilia del compimento del 1°anno di vita di questa legge, ha attuato un intenso programma di incontri pubblici condotti insieme ad altri parlamentari e alle organizzazioni sociali del Paese, durante i quali decine di

migliaia di cittadini hanno analizzato l'Helms-Burton e hanno appoggiato la "Legge antidoto" approvata da Cuba. "Stiamo in mezzo ad un importante processo politico nazionale di mobilitazione e di condanna alla Helms-Burton, di studio e di appoggio alla nostra "Legge di Riaffermazione della dignità e sovranità cubana" e anche di analisi del piano annessionista nascosto sotto il titolo di "Progetto per un governo di transizione".

In realtà la strategia cubana per affrontare l'attacco di Washington è quella di dare la maggior informazione possibile a tutta la cittadinanza sul proposito degli Stati Uniti che intendono creare le condizioni per schiavizzare i cubani, ma ottengono solo di fortificarne la coscienza.


CUBA PROTESTA PER UNA DECISIONE DISCRIMINATORIA

Energica protesta di Cuba, attraverso una lettera inviata da Ricardo Alarcon de Quesada ai Presidenti del Senato e del Congresso dei Deputati spagnoli per la decisione di ignorare i diritti del Parlamento cubano di assistere, a parità di condizioni, alla Conferenza dei Presidenti di Parlamenti democratici iberoamericani di Madrid, il 29 e 30 maggio '97.

Con una decisione unilaterale degli organizzatori di questo evento, viene disconosciuto il carattere di membro a pieno titolo di Cuba in queste Conferenze, e si pretende invitarla come "osservatrice".

Attiva partecipante nel PARLATINO e nell'Unione Interparlamentare, Cuba ha assistito come membro a pieno titolo ad altre conferenze iberoamericane di questo tipo (Uruguay -'87, Bolivia -'88, Portogallo -'91).

Secondo quanto spiegato da Lazaro Barredo, della Commissione Relazioni Internazionali del Parlamento cubano, nella Conferenza di Sucre (Bolivia) si elaborarono norme affinché nessun Paese si arrogasse il diritto di decidere sui partecipanti.

Il Parlamento cubano ha valutato la decisione di escludere Cuba come uno schiaffo alla comunità latinoamericana, giacché la Spagna si è arrogato il potere di decidere chi è democratico e chi non lo è, creando così un pericoloso precedente "perché oggi si esclude noi e domani può essere qualche altro Paese d'America".


L'Avana, 12 maggio 1997

Ecc.mo Sig.Federico Trillo Figueroa

Presidente del Congresso dei Deputati

Ecc.mo Sig.Juan Ignacio Barrero

Presidente del Senato

Signori:

Ho ricevuto la vostra lettera del 6 maggio 1997, relativa alle Conferenze dei Presidenti di Parlamenti Democratici iberoamericani.

Attraverso di essa vengo a conoscenza che (...) intendete invitarmi "come osservatore".

Sembrerebbe non necessario fare la storia delle sei Conferenze in precedenza svoltesi, giacché, dato che vi fate allusione nella vostra comunicazione, debbo supporre che le conosciate.

Basterà ricordarvi pertanto che il Parlamento cubano ha partecipato alle precedenti Conferenze sempre con la caratteristica di membro a pieno titolo, in condizioni esattamente uguali a quelle delle altre nazioni: in condizioni identiche vi parteciparono tanto i rappresentanti di coloro che furono (e non lo sono più) colonia di Spagna, quanto i rappresentanti di chi fu (e non lo è più) la metropoli.

In nessuna delle riunioni anteriori venne concessa né alla Spagna, né a nessun altro la facoltà di decidere quali sono i membri della Conferenza e con quale caratteristica vi partecipano. Arrogarsi, da sé medesimo, tale facoltà costituisce semplicemente e pienamente un'arbitrarietà ed una usurpazione di responsabilità che non ha niente a che vedere con lo spirito di solidarietà iberoamericana ed ancora meno con la democrazia.

Cuba è membro fondatore della Comunità Iberomaericana delle Nazioni ed ha partecipato, a parità di condizioni con tutte le altre, a tutti i Vertici. L'assemblea Nazionale del Poder Popular, che mi onoro di presiedere, è membro del Parlamento Latinoamericano e partecipa attivamente a tutte le sue riunioni e a tutti i suoi impegni per l'integrazione regionale. (...)

Da quasi un secolo Cuba non è più colonia di Spagna. Da allora non è soggetta ai capricci delle sue "Cortes".

E' ovvio, per conseguenza, che non posso accettare quello che voi chiamate "invito". Se lo facessimo, ci troveremmo ad accettare silenziosamente una grave offesa al nostro popolo, in nome del quale adotteremo al riguardo le misure pertinenti.

Vi saluta cordialmente

Ricardo Alarcon de Quesada

Presidente dell'Assemblea Nazionale

del Poder Popular della Repubblica di Cuba



Riceviamo da L'Avana

CIÒ CHE SI DICE A 90 MIGLIA DA CUBA

di Gioia Minuti

Un lettore del quotidiano Las Americas del 7 maggio 1997, edito a Miami, scrive al direttore dello stesso a proposito del messaggio portato a Miami dal Cardinale Ortega, il più importante rappresentante della chiesa cattolica di Cuba, rispondendo ad un altro lettore che ha accusato il Cardinal Ortega di essere un agente di Fidel Castro, poiché in una chiesa di Miami aveva predicato, rivolgendosi ai cosiddetti esuli, l'armonia, la pace, la conciliazione e il perdono. Dice il lettore: io ho studiato dai Gesuiti come Fidel Castro e mi è stato insegnato il Vangelo di Gesù. Non posso capire come altri cubani possano sostenere che il Cardinale agisce come agente di Fidel! Non è questo un fomentare guerra, lotta di classe e intransigenza? Il degnissimo Cardinale dei cubani difende forse una tirannia sanguinosa ? No, non è così! Si tratta d'accuse infondate e irresponsabili! Il Cardinale Ortega difende il popolo cubano ed è molto angustiato per la situazione di tutti i cubani che sono nell'isola. Questo lettore continua affermando che il Papa visiterà Cuba tra pochi mesi, e quella sarà una buona occasione per ascoltare meglio le parole del Cardinale Ortega. Una pagina dopo, nello stesso splendido quotidiano, si trova la Cronaca del 2000 a Miami, dove continua il discorso sulla visita del Papa a Cuba. "Il papa celebrerà una messa da campo a Piazza della Rivoluzione, a L'Avana, dopo che i cubani avranno discusso per mesi se lasciare o togliere l'immagine del Che Guevara a fianco di quella di Martí e nel frattempo Fidel Castro si sarà ritirato sulla Sierra Maestra per non vedere e non sapere, occupandosi dell'allevamento dei bufali" (Sic!). "Il nuovo governo di transizione prenderà il potere nell'occasione ..." Questo é solo un piccolo esempio di ciò che pubblica la stampa dei nemici di Cuba. La stupidità e inutilità della loro stampa, delle loro trasmissioni televisive e radiofoniche, della loro propaganda, dimostra il livello delle loro intelligenze. Certo non sono tutti stupidi: ci sono anche i furbi, gli arroganti, i manipolatori, i venduti, i corruttori ... e ci sono i ricchi.

Con i soldi si compra - quasi - tutto. Dal 1959 ad oggi i nemici della Rivoluzione cubana hanno speso miliardi di dollari, hanno perso migliaia di posti di lavoro e occasioni di commercio e cercano ancora, in tutti i modi, di abbattere, di affossare la Rivoluzione cubana. Ma non riescono a comprarla con i soldi e questo non lo capiscono: ciò che non si comprende sgomenta e fa paura.

Quindi si usa la violenza ...



LA GUERRA BATTERIOLOGICA CONTRO CUBA

STORIA DEI PRECEDENTI ATTACCHI

(di Rodolfo Casals per GRANMA INT. 27.5.1997)

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, ha nelle sue mani la nota di Cuba con cui si offrono prove sul collegamento dell'apparizione del flagello THRIPS PALMI con un'operazione del Governo USA e si riferisce sui danni alla produzione di vegetali in 4 Provincie cubane. (...)

Il Dipartimento di Stato nega i fatti e argomenta che si tratta di disinformazione, assicurando che gli USA non hanno commesso alcuna violazione dell'accordo del 1972 sulle armi chimiche e biologiche.

Questa risposta non sorprende i cubani. Dal trionfo della Rivoluzione le denunce presentate in molte occasioni da Cuba sulle aggressioni nordamericane sono sempre state smentite enfaticamente dai diversi Governi USA... salvo poi esser confermate, dopo anni, quando il Congresso rende pubbliche informazioni in precedenza tenute segrete.

Dal principio degli anni '60 i servizi speciali e militari degli USA cominciarono ad elaborare piani di guerra biologica, fra essi flagelli contro coltivazioni, defolianti della canna, batteri contro lo zucchero e interruzioni della pioggia mediante sistemi molto sofisticati.

Per liquidare la Rivoluzione, la cosiddetta operazione "Mongoose", disegnata dalla CIA nel 1962, prevedeva fra i suoi compiti dall'uso della forza militare, i sabotaggi, gli assassinii dei principali dirigenti, fino all'introduzione di armi chimiche non letali, destinate a far ammalare gli operai "azucareros" (centinaia di migliaia di persone), allontanandoli dal lavoro durante 24-48 ore, per colpire la produzione della prima risorsa d'esportazione del Paese.

"Newsday", quotidiano di Long Island, ha rivelato nel 1971 che un virus proveniente da Fort Gulik, zona Canale di Panama, era stato consegnato con un peschereccio ad agenti che operavano contro Cuba.

Nel libro "The Fish is Red" si ammette che agenti della CIA introdussero a Cuba, per la prima volta nel 1972, il virus della febbre porcina che decimò la popolazione animale. Si stima che più di 500.000 maiali furono sacrificati, bruciati e sepolti per combattere l'epidemia.

Lo stesso Newsday scrisse che nel 1977 era fallito, per cause che non vengono rivelate, un programma biologico contro l'allevamento avicolo a Cuba.

Fra il 1979 e il 1981 quattro distruttivi flagelli colpirono seriamente sia persone che coltivazioni vitali per l'economia cubana: la congiuntivite emorragica, il dengue, la "roya" dello zucchero e la muffa azzurra del tabacco. "Covert Action", una rivista edita a Washington, pubblicò che, come arma dell'arsenale CIA-Pentagono, si era introdotto a Cuba il dengue emorragico che contaminò centinaia di migliaia di persone, con un bilancio di 158 morti (e fra loro 101 bambini).

Eduardo Arocena, un lider del gruppo terrorista anticubano "OMEGA 7", riconobbe nel 1984 davanti ai giurati nordamericani di fronte ai quali si presentava per una causa di assassinio, che nel 1980 aveva partecipato ad un'operazione per introdurre germi, come un aspetto della guerra degli USA contro Cuba.

Cinque anni prima, nel 1979, "The Washington Post" aveva riferito che la CIA aveva un programma contro l'agricoltura cubana e che dal 1962 gli specialisti del Pentagono fabbricavano agenti biologici perché venissero utilizzati a questi fini.

Fra le basi segrete degli USA per lo sviluppo della guerra chimico-batteriologica, si trovano l'arsenale Edgewood, vicino Baltimora e Fort Detrick, nello Stato del Maryland. (...)

Naturalmente Cuba non è il solo Paese in cui gli USA impiegano questo tipo d'arma. Durante la guerra in Vietnam fu ampiamente divulgato nel mondo, anche attraverso la stessa stampa nordamericana, l'uso indiscriminato di prodotti chimici e batteriologici molto tossici per persone ed animali e defolianti per devastare piantagioni e boschi (il cosiddetto "agente Arancio").

Qualche altro fra i molti precedenti ?

Nel 1981 l'agenzia indiana "Press Asia" informò che esperimenti batteriologici condotti da scienziati nordamericani a Lahore, Pakistan, avevano prodotto 30 morti misteriose. Un anno prima, negli USA furono resi pubblici documenti in cui si diceva che nel 1956 si pensò di impiegare contro l'ex URSS l'insetto trasmettitore della febbre gialla.

Ragioni più che sufficienti appoggiano Cuba nella sua denuncia di questa nuova aggressione biologica di cui è stata vittima. Qui stanno i fatti. Non è giusto che tutto rimanga solo come un capitolo in più della sporca guerra nordamericana contro il popolo cubano.



RASSEGNA STAMPA

(da "CUBAN REVIEW" )

da marzo la CNN HA UN UFFICIO PERMANENTE a CUBA

Dopo 27 anni di assenza di corrispondenti della stampa statunitense da Cuba, apre un suo ufficio a L'Avana la catena televisiva CNN, come annunciato dal suo presidente Tom Johnson, che, indicando che la responsabile sarà Lucia Newman, già corrispondente dal Messico, ha affermato che l'apertura di questo ufficio "permetterà al nostro pubblico di essere meglio informato su ciò che succede a Cuba".

Il 12 febbraio la Casa Bianca aveva annunciato che 10 "media" avevano avuto autorizzazione ad aprire a L'Avana e il giorno successivo il commento della portavoce del Ministero degli Esteri cubano è stato "questa è una decisione del Governo degli Stati Uniti che riguarda la politica interna di quel governo rispetto alle agenzie del suo territorio... la decisione della Casa Bianca non ha niente a che vedere e in niente influisce sulle nostre decisioni".

Cuba, pur ammettendo solo la CNN, non ha comunque escluso l'ingresso di altri "media" nordamericani, purché siano "rispettosi" e "oggettivi" sulla realtà dell'isola. La portavoce ha sintetizzato "tutti quegli organi che si prestino alla politica di ostilità degli Stati Uniti riguardo Cuba sono squalificati" e privi di ogni possibilità di accesso.

L'ultimo giornalista nordamericano, il direttore dell'agenzia Associated Press (AP), partì da Cuba nel '69, quando Cuba lo espulse in quanto responsabile di corrispondenze in cui aveva alterato la reazione cubana nel caso della scoperta di una spia della CIA che agiva a L'Avana come funzionario dell'Ambasciata del Messico (che peraltro non aveva potuto negare il fatto). La risposta del Governo USA (Presidente Nixon) fu la revoca della licenza alla agenzia Prensa Latina - la cui sede centrale è a L'Avana - che da allora ha un corrispondente solo presso le Nazioni Unite.

RINVIATO IL COMPLETAMENTO DELLA CENTRALE NUCLEARE

Il Completamento della CEN (Centrale Elettro Nucleare) di Juraguà (Cienfuegos) è stata indefinitamente rinviato dal Governo cubano: l'annuncio è stato fatto dal Presidente Fidel Castro a metà gennaio, in un discorso tenuto nel giorno della Scienza Cubana. "Non c'era speranza" nel 1992, quando a 12 anni dall'inizio si paralizzarono i lavori per mancanza di risorse "e per il momento non ce ne sono ancora". Cuba ha investito nella CEN ad oggi 1 miliardo di pesos.

Nonostante che la sicurezza dell'impianto è garantita dai costruttori e dalle ispezioni degli organismi internazionali specializzati, gli USA sono contrari all'ultimazione, avanzando dubbi sul livello di sicurezza.

La Russia, erede del progetto sovietico, in accordo con Cuba sta lavorando alla formazione di un consorzio multinazionale per il completamento dei lavori e lo sfruttamento seguente alla messa in opera, e comunque non compaiono soci interessati, probabilmente per effetto delle pressioni statunitensi.

Il Presidente ha aggiunto che la CEN può aspettare, mentre intanto il Governo investirà nella modernizzazione delle termoelettriche, che sono causa di eccessivo consumo di petrolio.

DONAZIONI FRANCESI PER LE TERMOELETTRICHE

Il Governo francese ha consegnato il 16 di gennaio scorso una donazione di 2 milioni di dollari per adattare 4 termoelettriche cubane al consumo del petrolio estratto nell'isola: è la terza ed ultima parte di una donazione di totali 6 milioni di dollari consegnati dal '94 ad oggi.

Il petrolio cubano (1 milione di tonnellate /anno) è ad alto contenuto di zolfo, cosa che lo rende utilizzabile solo per generare elettricità, per produrre cemento e oli; il suo uso, proprio per queste caratteristiche di alto potere corrosivo, risulta dannoso per i vari impianti, cosa che si intende evitare con la tecnologia acquisita con la donazione francese.

ESPULSA CITTADINA FRANCESE

Irene Lasota, francese di origine polacca, residente in Washington, è stata espulsa da Cuba agli inizi di gennaio, come riferisce una fonte ufficiale citata da Prensa Latina.

Lasota, sorpresa al suo arrivo all'aeroporto de L'Avana con materiale di propaganda sovversiva nascosto all'interno di contenitori di alimenti, Presidenta dell'"Istituto per la Democrazia dell'Europa dell'est", era la quarta volta che viaggiava a Cuba: già nel '94 era entrata con visto turistico per contattare oppositori politici a nome di Frank Calzon "conosciuto per i suoi legami con la CIA e le organizzazioni anticubane di Miami", per consegnare denaro in contanti e "istruzioni per l'organizzazione di attività sovversive interne". In una seconda visita nel febbraio '96 Lasota, che viaggiava sempre con documenti falsi, arrivò insieme ad un dirigente di un preteso Comitato Sociale Russo di aiuto ai dissidenti cubani.

(Prensa Latina)



L'AVANA - STORIA DI UNA CITTÀ CON POCHI ALBERI

Dare ombra alla capitale cubana con la semina intensiva di alberi è un compito difficile che si sono date autorità di governo ed esperti, affinché la città sia resa più vivibile per i suoi 2 milioni di abitanti.

Attualmente si valuta che ogni cittadino abbia a disposizione da 5 a 6 metri quadrati di verde, la metà di quanto viene considerato accettabile: in aggiunta ai 67.000 alberi esistenti, si calcola che ne vadano piantati altri 59.000.

Negli ultimi 30 anni gli sforzi per rinverdire la città non hanno avuto successo: valga come esempio la messa a dimora di 23 milioni di sementi che sono sopravvissute solo per 5 milioni e la gente ricorda ancora il fallimento della campagna organizzata anni fa dai Comité de Defensa de la Revolución.

Una relazione della Direzione di Agricoltura Urbana riferisce sulle cause della deforestazione, fra cui c'è anche la crisi economica attuale che, data la scarsezza del combustibile domestico. induce al taglio indiscriminato, Peraltro la stessa relazione riconosce che il problema preesisteva alla crisi, per le cattive politiche di pianificazione urbanistica che concepirono interi quartieri residenziali (come Alamar, ad esempio) senza spazi verdi. Inoltre manca una cultura ecologica popolare: senza un'educazione ambientale, che parta dalle scuole, afferma la relazione, nessun programma di riforestazione avrà esito di lunga durata.

Non solo i cittadini sono responsabili del degrado, ma anche le imprese che spesso usano le aree verdi come discarica di rifiuti: il corpo dei guardaboschi incaricato di proteggere il verde della capitale, costituito solo un anno fa, ha emesso finora multe per 60 mila pesos e, paradossalmente, il più multato è proprio il Ministero dell'Agricoltura, da cui detto corpo dipende (!).

E' stato messo a punto dalle autorità cittadine, sotto l'auspicio del Ministero dell'Agricoltura, un "Programma Verde": le imprese, orti e cooperative zootecniche della città prenderanno in carico la semina dell'85% degli alberi, mentre alla popolazione toccherà il resto. Il progetto, che è nella fase di censimento e scelta delle aree interessate, dà priorità agli alberi da frutta che hanno anche un'ovvia importanza economica.

Nelle stesse finalità ecologiche si pone l'altro grande progetto che riguarda L'Avana: il parco Metropolitano che prevede la bonifica del fiume Almendares, uno dei luoghi più contaminati della capitale.

La sociologa del Parco Metropolitano, Marilyn Fernandez, afferma che il successo del progetto sta nel costruire la partecipazione degli abitanti del quartiere, giacché devono essere loro a trasformare l'habitat naturale in cui vivono e in questo senso è confortante vedere come già nella comunità sono nati gruppi in difesa della natura.

(da GRANMA INT.)

CONVOCATE LE ELEZIONI MUNICIPALI PER OTTOBRE

Il Consiglio di Stato, secondo la legge elettorale n°72, ha convocato gli elettori per la consultazione elettorale del prossimo 19 di ottobre per eleggere le Assemblee Municipali del Poder Popular, che resteranno in carica per due anni e mezzo.

Si ricorda che si avrà un secondo turno di consultazione nel caso che nella circoscrizione non ci sia alcun candidato che abbia riportato il 50% dei voti.



APPREZZAMENTO PER L'IMPEGNO DI CUBA

CONTRO LE DROGHE


"Sono felice di constatare che la collaborazione del Programma delle Nazioni Unite contro le droghe con Cuba (PNUFID) è stata di gran successo": questa la valutazione di Ariel Francais, coordinatore-residente a L'Avana del Sistema ONU.

Intervenendo alla celebrazione del Giorno Internazionale di Lotta contro il Traffico di Droghe lo scorso 20 Giugno, nel Ministero della Sanità, Francais ha precisato: "Siamo al corrente degli sforzi attuati dalle autorità per scoraggiare i tentativi dei narcotrafficanti di convertire questo Paese in un punto di transito della droga".

Nella stessa circostanza il Ministro della Giustizia cubano, Roberto Diaz Sotolongo ha riferito che l'isola ha in vigore accordi di collaborazione in questo campo con 17 Paesi, in maggioranza dell'America Latina e dei Caraibi, sono in corso trattative con altri 22 e esistono relazioni di lavoro con 25 Nazioni.

Diaz Sotolongo, anche nel ruolo di presidente della Commissione Nazionale delle Droghe, ha riaffermato che anche se il problema della droga non si manifesta nel paese come un fenomeno sociale, Cuba continuerà a contrastarlo con determinazione; in questo senso si è riferito all'efficacia dell'aiuto prestato dal PNUFID per l'acquisizione di strumentazioni e per la qualificazione del personale del Dipartimento Nazionale Antidroga, del Laboratorio Centrale di Criminalità e di altre aree cubane che in un qualche modo affrontano il narcotraffico (1.300.000 dollari).

Abelardo Ramirez, viceministro, ha annunciato che per la fine d'anno Cuba avrà un programma di prevenzione e quindi entrerà in vigore il nuovo regolamento per il controllo degli stupefacenti.

I presenti hanno poi ascoltato la testimonianza del venezuelano Carlos Campos, paziente del centro di riabilitazione "El Quinqué", nella provincia di Holguin, che ha raccontato la sua esperienza per reinserirsi completamente nella società, dopo 17 anni di assunzione di droghe.



ALARCON AD HARLEM

RIAFFERMANO LA SOLIDARIETA' A CUBA

Rappresentanti di vari partiti politici, organizzazioni sociali, sindacali e religiose hanno espresso solidarietà col popolo di Cuba nel momento in cui il Governo USA incrementa il blocco all'isola caraibica.

Il Presidente del Parlamento cubano, Ricardo Alarcon, a New York per partecipare ai lavori del Vertice della Terra dell'ONU, ha presenziato ad un'iniziativa pubblica ad Harlem, nella chiesa episcopale di Santa Maria, insieme a persone provenienti dai settori più diversi della società nordamericana.

Nel suo intervento ha affermato, davanti alle centinaia di persone presenti, che Cuba non verrà meno alle loro aspettative e il reverendo del tempio, Roberto Castle, ha manifestato il proprio orgoglio per aver potuto offrire il locale a dimostrazione di appoggio alla Rivoluzione Cubana. La bandiera di Cuba è sull'altare -ha detto- perché quel luogo significa sacrificio, e di sacrificio la piccola isola è simbolo nella sua lotta contro il blocco statunitense.

Hanno partecipato, fra gli altri, Lucius Walker, dei Pastori per la Pace, membri della "Brigata Venceremos", dei partiti Mondo Operaio, Comunista e Socialista del Lavoro, componenti di organizzazioni del Porto Rico, Haiti, Repubblica Dominicana e cubano-nordamericani.



IL PRIMO LAVORO VOLONTARIO

di Angel Rodriguez Alvarez (da GRANMA INT. 18.11.96)

Il lavoro volontario è una categoria politica ed economica, appartenente alle rivoluzioni moderne, che ebbe origine nei "sabati comunisti" organizzati da Lenin e dal Partito Bolscevico, nei primi anni del potere sovietico.

A Cuba il primo lavoro volontario venne realizzato domenica 23 novembre '59, nella costruzione della "Città scolastica Camilo Cienfuegos", gigantesca opera con capacità ricettive per più di 20.000 bambini: l'opera era a carico di 300 soldati ed ufficiali dell'Ejercito Rebelde, la maggioranza dei quali apparteneva alla colonna numero 8, "Ciro Redondo", comandata dal Che.

Il "Guerrillero Heroico" fu il promotore di questa prima giornata e ad essa impresse, come sempre in tutto ciò che faceva, un profondo senso classista ed educativo, convinto che il lavoro volontario è fondamentale nella formazione della coscienza rivoluzionaria e comunista. Allo sviluppo del lavoro volontario avrebbe dedicato, da questo momento, non poco del suo tempo e del suo impegno.

Questa prima mobilitazione avrebbe avuto una caratteristica senza precedenti nella storia del Paese: soldati insieme ad operai e contadini e questa volta non per reprimerli, come sempre nella repubblica borghese, ma per lavorare per il popolo, gomito a gomito, in una creatrice azione congiunta.

Che arrivò molto presto -racconta Walfrido La O, organizzatore del lavoro insieme al Comandante "Piti" Fajardo- e ordinò di riunire tutti: parlò sul lavoro volontario e sulla sua importanza, spiegò l'enorme significato sociale dell'opera di costruzione e fustigò gli elementi di destra che tentavano di creare confusione. "Adesso -disse- iniziamo una nuova battaglia: la battaglia del sudore ...". Poi chiese di andare dove il lavoro era più pesante e rimase lì, spezzando pietre a picconate, fino alle 4 del pomeriggio. Seguitò questa pratica, domenica dopo domenica, fino al luglio 1960, quando gli impegni di presidente del Banco Nacional non gli permisero più di trasferirsi tutte le settimane fin là.

Il Che considerava il lavoro volontario come parte integrante del suo stile di vita e di lavoro e fu per questo che ne fece un incentivo per la maturazione delle sue idee sullo sviluppo dell'uomo nella nuova società.

Raccontano quelli che condividevano con lui queste giornate che non tollerava la più piccola disorganizzazione, né il formalismo nel lavoro volontario. Quando realizzava lavoro volontario in una fabbrica o in una fattoria e si presentavano questi problemi, iniziativa immediatamente una discussione con i responsabili: " movilizar a alguien en su dia de descanso sin prever las mas elementales medidas organizativas es imperdonable. El trabajo debe ser realmente util, si no se convierte en un factor de desestimulo para los companeros que lo realizan " (mobilitare qualcuno nel suo giorno di riposo senza prevedere le più elementari misure organizzative è imperdonabile. Il lavoro dev'essere realmente utile, altrimenti si converte in fattore disincentivante per i compagni che lo realizzano).


Questi principi e l'esempio del Che mantengono tutta la loro validità.

Rispettarli è un imperativo di questi tempi per tutti coloro che hanno responsabilità politiche, in qualsiasi ambito della produzione materiale o dei servizi.

La data del 23 novembre 1959, quando l'Ejercito Rebelde" e i lavoratori di Manzanillo iniziarono questo modo di lavorare, ormai diventato natura sostanziale della nostra esistenza, s'aggiunge al racconto emozionato di questi giorni, vicini al 40mo anniversario dello sbarco del GRANMA e della fondazione delle Forze Armate Rivoluzionarie.



ATTIVITA' di AsiCUBA

BRIGATA INTERNAZIONALISTA

DI LAVORO VOLONTARIO "GIOVANNI ARDIZZONE"

AsiCUBA ha fra le sue attività quella importantissima dell'organizzazione di Brigate di Lavoro Volontario.

Con la formazione delle Brigate vogliamo sia dar dimostrazione concreta e tangibile del nostro sostegno alla Rivoluzione e ai Cubani, che negli ultimi 38 anni della loro storia hanno più volte dato esempio di solidarietà verso altri popoli, sia accogliere l'insegnamento di Ernesto CHE Guevara, "propulsor del trabajo voluntario".

La 1a Brigata "Giovanni Ardizzone", nel 1994, fu impegnata nella ristrutturazione del Museo de la Marcha del Pueblo Combatiente a Playa (L'Avana); la 2a lavorò, nel 1995, nel Policlinico 26 de Julio, sempre nella stessa Municipalità; la 3a infine, nell'anno successivo, fu dedicata alla sistemazione della Escuela Especial Tania La Guerrillera (L'Avana).

Quest'anno si terranno due Brigate: una a L'Avana finanzierà il risanamento di due strutture abitative che ospitano 18 famiglie, mentre la seconda lavorerà alla ristrutturazione di un "Casa per bambini con handicap fisico e mentale" a Las Tunas, capoluogo della Provincia orientale dell'isola (16 volontari, dal 20 agosto al 16 settembre) .

.... PERCHE' "GIOVANNI ARDIZZONE"

La nostra Brigata porta il nome di uno studente universitario milanese, ucciso in una carica della polizia nel 1962, durante una manifestazione internazionalista: il ricordo del suo impegno militante non vogliamo che vada perduto.

Si era in piena "crisi dei missili", quando, il 27 ottobre 1962, la Camera del Lavoro di Milano indisse una manifestazione di protesta contro l'imperialismo aggressivo degli USA verso Cuba: dopo l'arrivo del corteo in Piazza Duomo, venne dato l'ordine di disperdere i manifestanti e la "celere" lanciò le proprie jeep contro la testa del corteo.

Venne investito il giovane Ardizzone insieme ad altri due manifestanti: Nicola Giardino, muratore di 38 anni e Luigi Scalmana, operaio di 57 anni.

Ardizzone morì nello stesso pomeriggio.

Nella notte del 29 ottobre, durante un'immensa manifestazione, il ritratto del giovane venne collocato nel vicino Sacrario dedicato ai Caduti della Resistenza.



VISITA ICAP AI CIRCOLI AsiCUBA

Nel mese di giugno Karel Capaz, funzionario dell'ICAP (Istituto Cubano di Amicizia fra i Popoli), ha viaggiato in Italia, su invito di AsiCUBA, per conoscere da vicino il lavoro dei nostri Circoli sul territorio nazionale.

Karel, fra l'altro, ha potuto partecipare ad incontri molto importanti, quali il Seminario nazionale in preparazione della 2° Assemblea dell'ONU dei Popoli che si terrà a Perugia il prossimo ottobre '97, come premessa alla tradizionale Marcia per la Pace Perugia-Assisi e al primo seminario dei volontari di AsiCUBA che formano la Brigata Giovanni Ardizzone 1997.



MOSTRE FOTOGRAFICHE

Per i nostri Circoli, così come per altre organizzazioni che ce ne facessero richiesta, sono disponibili le seguenti mostre fotografiche:

65 foto formato 30x40 su cornici 40x50.

Documentazione originale.

Illustra la preparazione e lo svolgimento della campagna eroica che si concluse un anno dopo con la proclamazione di Cuba territorio libero dall'analfabetismo. La mostra è accompagnata da 5 pannelli contenenti dati comparati fra prima e dopo la Rivoluzione.

30 foto formato 30x40 su pannelli plastica 50x70

Documentazione originale.

Illustra il rapporto quotidiano fra comunità e medico, l'attività di prevenzione, lo studio della composizione del nucleo degli assistiti e dei fattori di rischio, in zone disagitae quali sono quelle della "sierra".

La mostra è arricchita da alcune immagini e informazioni sui successi della ricerca genetica e farmaceutica.