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Al cambiamento che le relazioni internazionali hanno subìto non può che corrispondere, per quel che ci riguarda, una seria analisi e altrettanto conseguenti decisioni sul ruolo della solidarietà e le sue motivazioni.
A questo proposito è doveroso ricordare a noi stessi quanto lo strapotere degli Stati Uniti si è scagliato, in modo particolarmente sistematico e crudele, contro Cuba e che iniziò un mese dopo il trionfo della Rivoluzione, quando ancora non era socialista, né aveva assunto l'ideologia marxista-leninista, né aveva accordi politici, economici o militari con l'Unione Sovietica e i Paesi socialisti, ma l'attuazione della Riforma Agraria e la posizione sovrana del Governo Rivoluzionario che, per la prima volta, aveva rotto le catene del vassallaggio con gli Stati Uniti, non potevano essere accettate dall'amministrazione nordamericana che considerava l'isola monopolio esclusivo dei suoi interessi economici, politici e militari, sogno coltivato nella ricerca disperata della realizzazione dell'emendamento Platt.
Oltre al blocco economico, all'invasione di Playa Giròn (nel '61) e alla crisi di Ottobre (1962), gli USA hanno anche sviluppato molteplici forme di terrorismo di Stato, in aperta violazione dei princìpi della Carta delle Nazioni Unite. La prima fornitura di armi che il governo rivoluzionario riuscì ad avere per la difesa del Paese fu distrutta nel porto dell'Avana da un attentato.
Iniziarono i roghi nelle piantagioni di canna da zucchero, le bombe lanciate sulle città e i sabotaggi da parte di gruppi controrivoluzionari, organizzati finanziati e armati dalla CIA. Nel 1963 ci furono attacchi aerei contro Cuba; il 18 agosto furono lanciati missili contro i depositi di petrolio del porto di Casilda e furono lanciati esplosivi a Santa Clara. Nel solo periodo tra il 1962 e il 1966 vennero infiltrati a Cuba circa 400 sabotatori come quelli che attentarono alle miniere di Matahambre, nella provincia di Pinar del Rio. Dal mare, con veloci imbarcazioni, iniziarono gli attacchi contro i pescherecci e le cooperative di pescatori, come a Boca di Samà il 12 ottobre del '71. Attentati furono compiuti contro le sedi diplomatiche cubane in altri Paesi, come a Montreal in Canada e a Lisbona. L'esplosione in volo, nei pressi delle Barbados, di un aereo della Cubana de Aviaciòn, con la conseguente uccisione di 73 civili, fu una delle azioni terroristiche più scandalose, commesse da agenti della CIA e controrivoluzionari cubani (tuttora protetti dagli USA). Nè si possono dimenticare i voli spia su Cuba compresi quelli che, utilizzando i corridoi internazionali, avrebbero potuto causare una catastrofe, come il 2 agosto del 1989, quando il volo 063 della linea colombiana incrociò un aereo sulla sua rotta.
In questi trentasette anni si è anche fatto ricorso alla guerra chimica e batteriologica. Nel 1970 si introdusse a Cuba il virus della febbre porcina africana, a scopo precauzionale si dovettero abbattere mezzo milione di maiali, un documentato libro sul caso comprova le responsabilità della CIA. Nel 1977, secondo il giornale Newday, ci fu un tentativo fallito contro il pollame. Nel 1981, una malattia sperimentata dalla CIA e dal Pentagono, che fa parte del loro arsenale offensivo, il Dengue Emorragico, fu introdotto a Cuba, causando la morte di 101 bambini e 57 adulti prima che furono approntati i vaccini che però si trovavano pronti negli USA i quali, naturalmente, si rifiutarono di fornire. Eduardo Arocena, capo dell'organizzazione controrivoluzionaria Omega 7, con sede negli USA, confessò la paternità della menzionata operazione. Non si possono ignorare le decine di tentativi di assassinio contro i dirigenti cubani e verso Fidel Castro, almeno uno dei quali, fu approntato dallo stesso presidente USA Kennedy, come apparve dai documenti segreti del Pentagono che furono sottratti agli archivi e che a suo tempo furono pubblicati, per l'Italia, da Garzanti. Nè si possono omettere le aggressioni contro lo spazio radio-televisivo cubano che iniziarono già nel '60 con le trasmissioni di Radio Swan, seguite da Radio Martí e ultimamente con il tentativo clamorosamente sconfitto della cosiddetta TV Martí.
Nella notte del 29 dicembre del '91 sono stati catturati tre controrivoluzionari penetrati in territorio cubano per compiere attentati terroristici, le agenzie di stampa EFE, Notimex e AFP di Miami hanno confermato che il commando si era addestrato nei campi paramilitari nella zona delle Everglades a Miami.
Negli ultimi anni il Congresso degli Stati Uniti ha attuato e adottato nuove leggi destinate ad inasprire ulteriormente il blocco economico e le altre campagne aggressive contro Cuba.
Il primo di questi ultimi inasprimenti porta il nome di "emendamento Torricelli" e prevede (tra le altre cose) il diritto di confisca (da parte degli USA) delle navi che, dopo aver fatto scalo in porti cubani, nei successivi 180 giorni approdassero in porti statunitensi.
L'extraterritorialità delle leggi statunitensi relative al blocco economico contro Cuba viene applicata per mezzo di diversi tipi di pressioni esercitate sia sui governi, sia sulle imprese commerciali che operano in Paesi terzi. Con queste procedure vengono violati non solo i diritti e la sovranità del popolo cubano, ma anche quelli degli altri Paesi implicati.
Il secondo, e per ora ultimo, inasprimento USA definito "legge Helms-Burton" arriva a minacciare i Paesi e le industrie straniere che operano con Cuba e introduce la pretesa autorità USA di stabilire la proprietà dei beni immobili cubani, ovvero il ritenere nulli gli espropri attuati dal Governo Rivoluzionario Cubano a favore del popolo, quindi quelle che furono le lussuose residenze degli aguzzini USA e Cubani, che ora sono adibite a strutture sociali quali: case di riposo per anziani; poliambulatori; scuole; ecc..., per il governo USA sono da ritenersi di legittima proprietà degli antichi proprietari i quali (secondo il programma del governo statunitense) ne ritorneranno in possesso nel momento del ripristino della "democrazia".
Gli esempi potrebbero continuare con l'elenco dei fantomatici partiti di opposizione, finanziati negli anni scorsi dagli USA, che spesso non rappresentavano altro che quei pochissimi individui che dichiaravano di esserne i dirigenti, prassi oggi soppiantata dai cosiddetti movimenti o gruppi del dissenso o dei "diritti umani" che, si ritiene, abbiano maggiori possibilità di acquisire simpatie.
Le relazioni di Cuba con la ex URSS e i Paesi dell'Est Europeo, le assicuravano almeno alcuni elementi di stabilità economica e permettevano al governo di guardare al medio-lungo periodo come l'ambito naturale della politica economica. Sono stati così fortemente sviluppati i settori dell'istruzione, della sanità e della ricerca genetica, portando così Cuba in pochi anni a livelli di sviluppo in questi settori, almeno pari e a volte superiori, a quelli dei Paesi industrializzati.
Il crollo dell'URSS ed il conseguente venir meno di un rapporto di scambio equo ha costretto il governo cubano ad un impegno orientato al breve periodo ed in condizioni di continua emergenza sì che la solidarietà di tutti i popoli è divenuta inevitabilmente un elemento aggiuntivo indispensabile alla produzione di Cuba.
Non vi è dubbio che tutti i cambiamenti che sono avvenuti e la fermezza di gran parte della popolazione cubana di continuare a difendere la propria dignità e il socialismo hanno rafforzato le ragioni della solidarietà con Cuba. Quindi non possiamo che prendere atto (nelle mutate e peggiorate condizioni) che l'Associazionismo deve impegnarsi ancor più nel sollecitare e convogliare la solidarietà per il popolo cubano, nella difesa della Rivoluzione, attraverso le istituzioni rivoluzionarie e di massa, estendendo l'impegno ad una visione più globale, dandole un rinnovato e rafforzato significato di denuncia contro la politica imperiale del capitalismo che si caratterizza sempre più per la volontà di rapina che attua nei confronti dei popoli del Terzo Mondo, i quali devono dissanguarsi per finanziare la crisi del Mondo Occidente, subendo il ricatto di un indebitamento da loro non voluto, ma funzionale al loro asservimento.
A questo provvedono le teorie liberiste e le politiche del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale che imponendo feroci dittature o finte democrazie vogliono comunque ottenere il medesimo risultato: il trasferimento più massiccio, nella storia dell'uomo, di risorse da quei Paesi che essi stessi cacciarono nel sottosviluppo, verso quelli a capitalismo avanzato.
È sufficiente considerare che il debito dell'America Latina era di 220 miliardi di dollari nel 1980, ha pagato nel decennio '80/'90 366 miliardi di dollari come interesse, ma nel 1990 il debito raggiungeva ancora i 423 miliardi di dollari.
L'imperativo a questa barbarie che sta avvolgendo il mondo è la ribellione! Ad una siffatta politica arrogante e coloniale che si scaglia in particolar modo contro "l'anomalia" cubana e l'esempio di dignità e speranza che rappresenta per i Paesi del Terzo Mondo, bisogna rispondere insieme a Cuba con i valori del Socialismo.
Sono trentasette anni che un feroce blocco economico tenta di soffocare questa dignità.
Trentasette anni di blocco, trentasette anni di solidarietà.
L'Associazione di Solidarietà Internazionalista con Cuba intende affrontare come metodo di lavoro la constatazione e l'analisi dialettico-scientifica, mirando alla crescita collettiva attraverso l'approfondimento delle tematiche affrontate. Per questo non può prescindere da una analisi sulle condizioni del nostro Paese. L'esperienza democratica (purtroppo più formale che reale) in Italia, nasce come conseguenza della Resistenza all'oppressore fascista e all'invasore nazista, nasce dalla volontà del popolo italiano di costruire il proprio futuro nella libertà e nell'autodeterminazione, i medesimi ideali che furono propri anche della Rivoluzione cubana e uniscono idealmente i due popoli più di quanto possa sembrare. Oggi, nel nostro Paese, questi valori appaiono minacciati ancor più che nel passato dall'avanzamento di quelle forze di destra, conservatrici, reazionarie e anche dichiaratamente fasciste che, subalterne ai valori del capitalismo occidentale, non offrono nè alla società e tanto meno ai giovani un sistema di valori e di regole che rilanci la democrazia italiana, bloccata dal dominio di gruppi economici e dalla corruzione di una classe politica, che con quei gruppi economici ha costruito tutte le premesse per rendere la società e lo stato vittime e, nello stesso tempo, complice della malavita organizzata.
L'Associazione esprime tutto il suo impegno perchè il nostro Paese recuperi esperienze di reale democrazia politica ed economica, dalle quali la classe politica attuale, con il suo agire, determinato dalla propria collocazione di classe, intende tenere lontano il popolo italiano.
Sentiamo come nostro l'impegno del popolo cubano a rileggere la sua storia dando radici al proprio presente, individuando cioè le ragioni che sono state, al di là di ogni interpretazione soggettiva, alla base del movimento rivoluzionario che ha avuto non solo successo a Cuba, ma ha rappresentato per intere generazioni, anche europee, una esperienza storica dal cammino difficile, a volte contraddittorio, a volte eroico, che anima il processo di liberazione dei popoli nel mondo.
Anche per noi vale la necessità, oggi, di recuperare le radici ideali nelle quali si è creduto e combattuto, è indispensabile rivalorizzare quanto della storia del nostro Paese possa servire per un rilancio dell'impegno dei cittadini. L'Associazione si propone, dunque, come uno dei luoghi politici e culturali in cui reciprocamente si rafforzino le ragioni dei movimenti democratici valorizzando e difendendo le esperienze che i popoli hanno fatto, a loro spese, perchè la propria condizione migliorasse verso una società più giusta in cui al centro dello sviluppo ci fosse la persona con i suoi inalienabili diritti alla esistenza e alla libertà dal bisogno.
Solidarietà concreta con il popolo cubano quindi, nella convinzione che esso è in questo momento, come da molti decenni ormai, impegnato in una lotta che condividiamo e che, nelle diverse condizioni storiche e politiche, ha elementi di coincidenza con quanto accade o è nel nostro desiderio che avvenga nel nostro Paese.