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Perché solidali con Cuba

Negli ultimi anni del secolo scorso, mentre i cubani lottavano per l'indipendenza dalla Spagna, gli Stati Uniti già si espandevano nei Paesi dell'America Latina considerandoli come "cortile di casa". Fallito il tentativo di comprare Cuba dalla Spagna per 6 milioni di dollari, sbarcarono con i marines il 22 aprile 1898. Gli insorti cubani avevano di fatto vinto la guerra; ma per ironia della sorte la vittoria divenne in realtà vittoria degli Usa.
Il 1° gennaio 1899 nasce la "repubblica mediatizada", dipendente dagli Usa, i quali, tra le altre cose, imposero l'emendamento Platt che prevedeva: controllo sulle tariffe doganali; divieto per il governo di Cuba di stipulare trattati internazionali o contrarre prestiti senza l'approvazione Usa; concessioni per gli Stati Uniti di basi militari a Cuba (tra le quali quella di Guantanamo, tuttora occupata!); il potere agli Usa di intervenire militarmente nell'isola. Per obbligare i cubani al rispetto della nuova situazione, i marines intervennero 3 volte nel giro di 11 anni: nel 1906, 1912, 1917. Oltre agli interventi repressivi, gli Usa imposero governi fantoccio e, nell'interesse della libera concorrenza fra le varie banche e grandi industrie nordamericane, imposero a Cuba un sottosviluppo cronico ed una esasperata economia basata unicamente su un'unica coltivazione. Le condizioni di vita arretratissime, l'analfabetismo, le malattie, la sottoalimentazione, la mortalità infantile elevatissima, furono il terreno che dette origine al movimento operaio e rivoluzionario. Da una parte si susseguirono scioperi e manifestazioni di massa e, dall'altra partì una processione di dittatori sanguinari. Nel Paese regnava la corruzione e la miseria. Nel 1952 Batista sospese le garanzie costituzionali, assoldò gruppi di gangster e, con il riconoscimento ufficiale degli Usa, iniziò vere e proprie esecuzioni di massa.
Cuba nel frattempo aveva acquisito l'appellativo di "bordello degli Stati Uniti", ogni cosa; dalle bische per soddisfare i piaceri dei ricchi nordamericani alle coltivazioni della canna da zucchero, dall'energia elettrica alle raffinerie di petrolio, tutto era di proprietà della grande delinquenza legale e paralegale degli USA, ovvero dei grandi monopoli agrari, industriali e finanziari, compresi quelli impropriamente definiti mafiosi.
Il 1° gennaio 1959 la Rivoluzione cubana vince.
Il 17 maggio il Governo Rivoluzionario attua una riforma agraria alla quale gli USA rispondono con le prime misure di un embargo economico che diverrà fra i più duri nella storia delle relazioni interstatali, fino a diventare un vero e proprio blocco economico, commerciale e finanziario che continua tuttora.
L'accanimento nordamericano contro Cuba non si spiega solamente nella volontà di dominio dell'imperialismo USA, ma trova la sua esasperazione nell'esempio di speranza che Cuba offre innanzitutto ai popoli dei Paesi del Terzo Mondo e a chi, nei Paesi a capitalismo avanzato, crede nella collaborazione come base per una società migliore, rifiutando la competizione e la corsa al potere e alla ricchezza che conducono al saccheggio degli altri popoli e dell'intero pianeta. Da alcune parole di Ernesto Che Guevara e di Fidel Castro si può intuire il progetto che permette ad un intero popolo di sopportare con dignità senza pari le provocazioni più infami e che da 35 anni guasta il sonno di lor signori:

"la liberazione dell'uomo non significa solo realizzare la giustizia sociale, non significa solo sconfiggere l'ignoranza, non significa solo sopprimere la disoccupazione... Questo è solo un aspetto della liberazione dell'uomo, ma fino a che non sarà sconfitto l'egoismo, non avremo ancora compiuto la liberazione dell'uomo; e fino a che non avremo compiuto la liberazione dell'uomo, non avremo realizzato i nostri sogni rivoluzionari... La costruzione del socialismo e del comunismo non è solo un problema di distribuzione della ricchezza, ma è anche una questione di educazione e di coscienza... viaggio allucinante dall'io al noi. E questo viaggio non lo può fare il capitalismo, perché sacrifica al diritto di proprietà gli altri diritti e organizza la vita come una corsa di lupi, identifica la libertà degli affari con la libertà delle persone..."
Ernesto "Che" Guevara

"... ma la nostra società, solidale e umana non getta nessuno per la strada, non lascia un solo lavoratore senza impiego, divide ciò che ha, e questo è il socialismo, è la giustizia sociale. Se ha molto può dividere molto e se ha poco può dividere poco, ma divide ciò che ha, non lascia nessuno abbandonato."
Fidel Castro


Malgrado le enormi difficoltà determinate dal blocco nordamericano, con voto libero e segreto (nel febbraio '93) ed a larghissima maggioranza, il popolo cubano ha riconfermato la volontà di proseguire nella sua scelta confermando la fiducia nel suo governo e nella democrazia socialista!