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Fermare il Tav è possibile. E
siamo qui come siamo stati e saremo ovunque il progetto dell’alta
velocità/alta capacità si materializzi. Dalla Val di Susa alla
cintura ovest un movimento popolare sta crescendo in opposizione a
quello che il governo odierno definisce una delle “grandi
opere”, e che quelli precedenti definivano “necessario allo
sviluppo dell’economia delle valli”. Migliaia di persone, invece
comprendono giorno dopo giorno cosa rappresenta il TAV, quale sia la
sua reale utilità, cosa significherà per il futuro di tutti/e noi.
Un’opera di assoluta inutilità
e mostruosità, portata avanti con la forza e l’arroganza di chi
come i politici di mestiere, gli industriali senza scrupoli (spesso
incarnano entrambi i ruoli) sanno fare. 15 miliardi di euro che
peseranno solo sulle nostre tasche e sulle nostre vite, per una
filosofia di scambio così scellerata da giustificare la
cancellazione di interi paesi nel nome del libero scambio.
Molte parti del progetto della
Tav sono partite in Italia, ma laddove hanno incontrato forme di
resistenza e opposizione sociale non si sono mosse di un metro, non
hanno impiantato un cantiere. Come in Val Susa, dove da
anni si combatte una battaglia che continua a dare risultati,
crescendo, espandendosi fino a creare comitati popolari contro il
Tav in quasi ogni paese, fino ad arrivare alla cintura ovest.
Attraverso un protagonismo sociale di massa, prendendo in mano da se
il proprio futuro, la lobby dell’alta velocità non fa un passo in
avanti rispetto all’investimento del secolo, nemmeno se aiutata da
istituzioni compiacenti, come la Regione Piemonte, da ministri
imprenditori, come Lunardi, dai mezzi dell’informazione asserviti,
come il tg3 Piemonte.
Non ci sono soluzioni altre per
fermare il treno del profitto, dell’antisocialità,
dell’arroganza, come non ci sono trattative da fare, ne’ terreni
o vite da barattare. Abbiamo dimostrato fino ad oggi che
autorganizzando la nostra lotta, questa è diventata una lotta di
tutti/e e deve ancora continuare, coordinando tutte le forme di
opposizione e di rifiuto, scacciando ogni minimo sentimento di
rassegnazione, alimentando il bisogno di vita, di futuro, di lotta.
Ed è in questo senso che
rilanciamo la lotta contro il tav organizzando un campeggio,
giunto ormai alla 3 edizione, per discutere, socializzare,e fare un bilancio delle mobilitazioni. Lo faremo a Condove,
nell’area attrezzata del Gravio dal 24 al 28 di luglio con
concerti, teatro, assemblee, proiezioni.
Comitato di lotta popolare contro
l’alta velocità
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