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ULTIMO TANGO A PARIGI (1972) di Bernardo Bertolucci
La versione che verrà proiettata è quella incensurata di 124 min. Al termine del film verranno proiettatate le interviste esclusive al regista e al produttore Alberto Grimaldi con un contributo filmato speciale sulla censura del film a cura di Tatti Sanguineti.
In data 30 Ottobre 1972, la sezione I (presidente dr. di Majo) e la sezione VII (presidente dr. Mossarini) avevano espresso parere sfavorevole alla concessione del nulla osta di proiezione in pubblico del film di Bertolucci, perché il regista si era asserito spiacente di non poter assecondare una richiesta di "alleggerimento" di soli otto (8) secondi. "Un taglio di metri 3.80 (riduzione del primo amplesso consumato dai due protagonisti all'improvviso in piedi) e un taglio di metri 6 (riduzione della durata della scena in cui il protagonista violenta "a posteriori" la ragazza) e infine la modifica della battuta "mettimi le dita nel culo", sostituendolo con la battuta "non farmelo ripetere". In data 5.12.1972, il regista accoglieva l'invito a prescindere da quegli imprescindibili 8 secondi e la pellicola otteneva il visto. Nel febbraio del 1973, il tribunale di Bologna, lo assolve: "E' un'opera d'arte". Inizia così un'altalena di gradi di giudizio che durerà un quindicennio, fino alla sentenza di non del 9 febbraio 1987. Sentenza che, si badi bene, non cancellerà quella della Cassazione del 29 gennaio 1976, il cosiddetto "rogo", passata in giudicato e perciò indelebile, ma semplicemente la scavalcherà e raddoppierà.
LA GRANDE ABBUFFATA (1973) di Marco Ferreri
La versione che verrà proiettata è quella incensurata di 124 min. in lingua italiana con sottotitoli in francese.
Alla presentazione
del film di Marco Ferreri al festival di Cannes nel 1973, non mancarono scandali
e scandalizzati e quando il film giunse in Italia, i problemi ricominciarono.
La VII sezione della Commissione di Revisione Cinematografica, riunitasi il
giorno 11 settembre 1973, si debbano tagliare le seguenti sequenze:
1) Sequenza tra Marcello e Andrea: eliminare tutti i fotogrammi successivi
a quelli in cui Marcello continua a toccare il sesso a Andrea (scena dei due
protagonisti a letto) fino a quello in cui Marcello comincia a togliersi la
vestaglia.
2) Sequenza della morte di Ugo: eliminare la scena in cui la masturbazione
di Ugo da parte di Andrea viene rappresentata apertamente con manovre della
mano, a cominciare dal fotogramma successivo a quello dell'apertura della
cerniera lampo.
Accertato, poi, che i produttori abbiano effettivamente rinunciato a questa
quarantina di metri di pellicola,la Commissione dà il nulla osta, con
un divieto ai minori di 18 anni. Non finisce qui. A novembre dello stesso
anno, la Procura della Repubblica di Catania dispone il sequestro immediato
con ulteriori tagli. Sarà poi il tribunale di Milano a dichiarare che
non esiste illecito penale e che si deve immediatamente procedere al dissequestro
della pellicola. Esso avviene, con i taglia richiesti, solo dopo la morte
di Ferreri.
SALO' E LE 120 GIORNATE DI SODOMA (1975) di P.P.Pasolini
La versione che verrà proiettata è quella incensurata di 112 min.
12
novembre 1975. La V Sezione della Commissione, riunitasi il giorno
precedente, fa pervenire alla PEA che riportiamo per intero:
La Commissione, visionato il film, ascolta il produttore Grimaldi il quale
dichiara di essere disposto ad eseguire anche dei tagli se la Commissione
lo ritiene opportuno. La Commissione, a unanimità, rileva che il film
nella sua tragicità porta sullo schermo immagini così aberranti
e ripugnanti di perversioni sessuali che offendono sicuramente il buon costume
e come tali sopraffano la tematica ispiratrice del film sull'anarchia di ogni
potere. Si esprime pertanto parere contrario alla proiezione in pubblico del
film stesso.
29 novembre 1975. La PEA presenta al Ministero il Ricorso
alla Commissione di revisione di II° grado allo scopo di ottenere il nullaosta
alla proiezione in pubblico del film stesso facendo appello al fatto che il
film: é l'atto di accusa più violento e provocatorio sul POTERE
in generale e la pretesa oscenità è sicuramente emendata dalle
indiscutibili qualità artistiche.
13 novembre 1976. Il Procuratore della Repubblica di Milano
ordina il sequestro del film che da tre giorni era uscito nelle sale milanesi.
Viene mossa inoltre azione penale contro il produttore Alberto Grimaldi "avendo
realizzato e messo in circolazione a scopo di lucro il suddetto film costituito
da scene e da linguaggio osceno".
5 marzo 1977. L'Associazione Nazionale per il Buon Costume,
presenta al Tar del Lazio un ricorso contro il Ministero e la Pea. Forti della
sentenza milanese, si vuole nuovamente impedire la circolazione del film.
7 giugno 1977. Dopo un dissequestro durato due mesi, la Polizia
di Roma in tutte le sue sedi, viene invitata dalla Questura, sulla base dell'ordinanza
del Pretore di Grottaglie a sequestrare il film.
10 dicembre 1991. Dopo 14 anni c.a di continue, incessanti
traversie, il Consiglio di Stato in sede Giurisdizionale accoglie l'ultimo
ricorso giunto in quel momento e annulla le sentenze dell'Associazione Nazionale
per il Buon Costume e quella del Tar del Lazio. Il film ritorna ad essere
vietato ai minori di 18 anni. I tagli effettuati alla pellicola, ammontano
a mt. 589.
IO, CALIGOLA (1977-79) di Tinto Brass e Bob Guccione
La versione che verrà proiettata è quella incensurata di 150 min. In lingua inglese con sottotitoli in francese.
Dopo la realizzazione terminata nel 1977, la vicenda post-produttiva del film fu particolarmente confusa e convulsa: Brass fu prontamente escluso dal montaggio, affidato a Nino Baragli, ma si affrettò a dissociarsi dal film, ottenendo dal tribunale che il suo nome apparisse nei credits in qualità di mero esecutore delle riprese (gravissimo era apparso ai suoi occhi il fatto di non poterne curare il montaggio, da lui firmato pressoché in tutta la sua filmografia passata e futura).Almeno da noi il film sarebbe apparso solo nel 1979 in una fantomatica versione lunga, prontamente sequestrata e tagliata, per poi ripresentarla mutilatissima (circa 90 min.) Questo primo Caligola (della durata di circa 150, 160 per alcuni) doveva contenere le parti girate da Guccione ed eccedeva certamente nella componente hardcore (cosa che ne aveva probabilmente causato il sequestro da parte dell'autorità giudiziaria), ripudiando qualsiasi intenzionalità artistica e scartando molto del girato originale di Brass. Negli Usa il film comparve più o meno nello stesso periodo, in una versione sostanzialmente identica, incontrando la curiosità del pubblico, ma anche incappando in alcuni procedimenti per oscenità in diversi stati. Nel 1984, praticamente 10 anni dopo il varo del progetto, Franco Rossellini approntò una seconda versione (italiana) del film, più lunga (circa 130 min.) rispetto ai miseri resti del 1979, ma più breve rispetto a quella originale (ormai soltanto americana), curandone personalmente il montaggio (con Enzo Micarelli), aggiungendo altro materiale di Brass escluso dalla prima versione ed inserendo le musiche del fratello Renzo (la versione originale impiegava brani di Kachaturian e di Prokofiev); anche questa fu sequestrata e sforbiciata (di una decina di minuti), ritornando nelle sale in maniera meno squinternata che non il Caligola del 1979.