Centro di Iniziativa Politica sui Balcani



Piattaforma

In soli nove anni, i Balcani sono stati teatro di ben quattro guerre. Tali guerre, e il loro contesto balcanico generale, hanno visto come propri principali attori da una parte le burocrazie statali e militari dei paesi della regione, impegnatesi a creare o conservare la propria base di potere con politiche di rapina, di repressione e, spesso, con violenze inaudite, dall'altra gli stati imperialisti, la cui unica preoccupazione è stata quella di creare nei Balcani una "stabilità" corrispondente esclusivamente ai loro interessi, spesso conflittuali, e di utilizzare la regione come palestra nella quale configurare nuovi rapporti reciproci con il pretesto degli interventi "umanitari", disseminatori di altre violenze. In entrambi i casi, i protagonisti principali sono stati gli apparati, gli stati e i governi, mentre le popolazioni sono state relegate nel loro destino di vittime, in una rigida divisione di ruoli. L'ideologia e la politica di rapina delle burocrazie dei regimi balcanici, da una parte, e quella della "stabilità" e dell'"umanitarismo" degli stati imperialisti, dall'altra, hanno in comune l'esclusione dai propri orizzonti della soggettività politica dei diretti interessati, i popoli e i lavoratori dei vari paesi balcanici.

Noi, militanti politici e sindacali, democratici e della sinistra, pensiamo invece che questa soggettività, oggi negata, rimossa o esorcizzata, sia invece l'unica risorsa esistente per interrompere la spirale di miseria e sangue che ha colpito queste terre. E' per noi centrale smascherare e denunciare oppressioni nazionali, leggi liberticide, sfruttamenti senza limite, cancellazione di diritti individuali e collettivi - di classe, di nazione, di genere. E' per noi centrale rintracciare, dare voce e cercare di appoggiare i percorsi di organizzazione, le rivolte e le lotte contro queste realtà. Vogliamo guardare a Est da sinistra, dal punto di vista delle classi subalterne, senza considerare "interessi superiori" quelli delle nuove borghesie locali in via di consolidamento, o illudersi che le grandi potenze mondiali si muovano spinte da improvvise e improbabili motivazioni "umanitarie".

Il Centro di Iniziativa Politica sui Balcani si ripropone, sulla base di questi convincimenti:

* di promuovere campagne politiche, iniziative di dibattito e culturali, di assicurare collegamenti di strutture politiche, sindacali e democratiche tra l'Italia e i vari paesi balcanici o con soggetti politici, sindacali e democratici di altri paesi che svolgano un'analoga opera di solidarietà.

* di dare sostegno a ogni mobilitazione e iniziativa che promuova nei Balcani i diritti dei lavoratori, il diritto all'autodeterminazione, il diritto a una vita dignitosa e libera, o che combatta le discriminazioni di classe, di genere o nazionali.

* di denunciare attivamente le politiche repressive, di sfruttamento e di discriminazione messe in atto dai vari regimi politici balcanici, così come quelle, a esse parallele, dei paesi imperialisti; in particolare, il Centro si impegna a fare opera di denuncia delle politiche espansioniste dello stato, dei potentati economici e delle burocrazie umanitarie dell'Italia, che stanno facendo dei Balcani il loro "cortile di casa".

* di offrire solidarietà agli immigrati balcanici in Italia, difendendone il diritto al lavoro, alla casa, all'educazione, all'assistenza sociale e a una vita dignitosa.

Inoltre, il Centro di Iniziativa Politica sui Balcani pubblicherà regolarmente una rivista, "Balkan", aperta a contributi esterni al Centro stesso, dedicata a mettere a disposizione dei militanti della sinistra e di chiunque sia interessato a una migliore comprensione di quanto accade nei Balcani, materiali di analisi e informativi, riservando particolare attenzione alle lotte di emancipazione nazionale, alla situazione sociale e alla critica delle politiche imperialiste nella regione.

Milano, 10 dicembre 1999

E-mail: cipb@ecn.org


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L'archivio del Comitato di SolidarietÓ con il Kosova:


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dal 10.12.99.