ACCORDO NAZIONALE SULLA RISTRUTTURAZIONE ALL' ITALTEL

Addì 28 gennaio 2000 in Milano

Tra

L’Assolombarda, nella persona di Luigi Arienti che rappresenta ed assiste la Italtel S.p.A. presente nelle

persone di Amalia Bigatti, Aldo Caggiani, Pasquale Esposito, Enrico Bartolucci, Mario De Matteis, Mauro

Gardumi, Gianfranco Melley, Alberto Musazzi ed Emilio Santacroce

e

la FIM-CISL rappresentata da Bruno Vitali

la FIOM-CGIL rappresentata da Giampiero Castano

la UILM-UIL rappresentata da Deanna Vigna

e le Segreterie Territoriali di FIM-FIOM-UILM di Milano, Caserta, Palermo, Torino e Roma

presenti le Rappresentanze Sindacali Unitarie delle sedi/unità di Italtel S.p.A.

Premesso che:

1.Nei mesi scorsi, dopo l’annuncio fatto dagli azionisti di riferimento della Italtel (Telecom Italia e Siemens)

sulla separazione delle attività della Società si è sviluppato un ampio confronto tra le parti, con ulteriori

approfondimenti in una serie di incontri svoltisi presso il Ministero dell'Industria e il Ministero del Lavoro

sulle prospettive di sviluppo e le linee guida dei processi di riorganizzazione e di ristrutturazione della

Italtel Spa.

Il confronto ha in particolare riguardato le prospettive industriali, tecnologiche e occupazionali della

Società dopo la separazione delle attività voluta dai suoi azionisti di riferimento.

La sintesi dei principali temi relativi al Piano triennale ed il conseguente Programma di ristrutturazione e

riorganizzazione, già illustrati alle OSL nel corso dei suddetti incontri, sono contenuti nel Piano Industriale

allegato al presente accordo.

2.L’obiettivo strategico dell'Italtel, concentratasi nel settore delle Reti Fisse e dell’Accesso, è quello di

proporsi come fornitore di riferimento nel segmento delle soluzioni integrate voce/dati, focalizzando

risorse e know-how per conseguire un forte sviluppo aziendale basato sull’offerta di prodotti innovativi.

Il percorso strategico individuato prevede di:

preservare le attuali competenze al fine di garantire l’evoluzione delle infrastrutture di rete

tradizionali ai clienti;

consolidare le competenze di system-integrator per reti dati (per clienti operatori e corporate);

sviluppare soluzioni competitive per l’integrazione voce/dati necessarie alla crescita dei nuovi

servizi di rete (Internet, multimedia, e-commerce, ecc.).

Al fine di sviluppare con la necessaria efficacia e tempestività i prodotti innovativi richiesti dai nuovi

mercati delle telecomunicazioni, Italtel si propone di:

avviare una nuova partnership con un fornitore leader mondiale nel data networking, con

competenze complementari a quelle di Italtel, al fine di ottenere in tempi brevi il know-how distintivo

per competere con successo nel nuovo scenario ed estendere i propri mercati di presenza,

sfruttando le possibili sinergie di natura commerciale;

potenziare le capacità di Italtel nelle aree di R&D (laboratori di Milano, Santa Maria Capua Vetere

e Carini) e Commerciali.

proseguire le attività di Torino in sinergia con Milano.

3.Il piano industriale di Italtel si inserisce in una situazione di mercato in forte trasformazione. Il mercato

nazionale e internazionale delle telecomunicazioni è infatti caratterizzato da una parte da processi

accelerati di deregolamentazione e di apertura alla concorrenza e dall'altra da dinamiche che

evidenziano una crescente integrazione di tecnologie diverse (TV, telefono, computer) e una progressiva

riduzione dell'hardware a favore del software e dei nuovi servizi.

E’ necessario, di conseguenza, recuperare in modo significativo competitività per affermarsi sul mercato

nazionale e internazionale, anche con l’offerta di nuovi prodotti che richiedono significativi investimenti

nella Ricerca e Sviluppo.

A tal fine è indispensabile raggiungere un corretto equilibrio della situazione economica e finanziaria, per

l’ottenimento del quale è necessaria una razionalizzazione dei processi e delle strutture.

L'azienda ha dunque comunicato, sulla base del piano industriale triennale e dei programmi di

ristrutturazione e riorganizzazione, una entità complessiva di eccedenze occupazionali, alla data del 31

agosto 1999, di 935 unità, suddivise in 720 diretti e indiretti di produzione, 165 addetti delle strutture

generali aziendali (ivi comprese le attività di supporto della Ricerca e Sviluppo) e 50 addetti delle attività

di supporto e gestionali delle aree commerciali e la necessità di attuare iniziative di outsourcing per 280

unità.

Gestione dei problemi occupazionali

L’Azienda si propone, sulla base delle proprie conoscenze riferite all’attuale scenario competitivo, di

realizzare entro il 2001, in relazione all’evoluzione del piano industriale ed ai conseguenti interventi di

ristrutturazione/riorganizzazione, il riequilibrio degli organici tramite l’utilizzo degli strumenti di seguito

elencati per la gestione delle residue eccedenze occupazionali pari a 802 unità, tenuto conto:

delle uscite dall’azienda verificatesi nel frattempo, pari a 160 unità;

delle iniziative di outsourcing che riguardano un totale di 250 lavoratori circa, di cui n. 208 addetti

all’attività di produzione di telai, cavi, piastre di fondo e avvolgimenti di Santa Maria Capua Vetere e

circa 40 addetti alla produzione dei prototipi di circuiti stampati di Milano;

1.Iniziative di carattere industriale e di riorganizzazione delle attività

I siti produttivi di Italtel diventeranno progressivamente due: uno a Santa Maria Capua Vetere, l’altro a

Carini. Il Piano strategico triennale prevede infatti la chiusura delle attività produttive di Milano entro

l’anno 2000, mantenendo una attività di ingegnerizzazione di prodotto e di processo strettamente legata

alla Ricerca e Sviluppo, inclusa la fase di prototipazione di nuovi prodotti.

La strategia industriale contenuta nel Piano aziendale è volta ad attribuire a Carini e a Santa Maria

Capua Vetere missioni industriali distinte relative a specifici prodotti; questa assegnazione di missioni e

di competenze avverrà gradualmente e coerentemente con le indicazioni di investimento e temporali

contenute nel piano industriale.

In particolare:

Carini:

Produzione di apparati di rete per telecomunicazioni: centrali e prodotti di accesso;

Produzione di apparati innovativi per le reti integrate voce e dati.

La strategia di offerta Italtel per il segmento Voce-Dati prevede per il triennio 2000-2002 la

disponibilità dei seguenti nuovi prodotti: OPM (Optical Peripheral Module) – Modulo di Giunzione e

MSAN (MultiService Access Node) – Modulo d’Utente (POTS-ISDN-XDSL).

L’avvio delle nuove attività connesse alla produzione di apparati innovativi per il segmento

Voce-Dati è previsto nel secondo semestre del 2000. Continueranno altresì le produzioni

attualmente in essere e, conseguentemente, il programmato trasferimento a Santa Maria Capua

Vetere di produzioni di apparati di set-top box, attualmente in produzione a Carini, non determinerà

periodi di dissaturazioni produttive.

Santa Maria Capua Vetere:

Produzione dei terminali multimediali di rete e apparati per l’home networking (piastre,

montaggio e collaudo di apparati);

Centro riparazioni sia per le reti di telecomunicazioni (piastre UT) sia per i terminali

multimediali (set-top box, terminali Sirio, altri terminali);

Produzione di Sistemi di energia.

Il Comprensorio di Santa Maria Capua Vetere sarà impegnato, con volumi crescenti, nella

produzione degli apparati di set-top box a partire dalla fine del primo trimestre del 2000. Per altri

terminali multimediali è prevedibile un loro ingresso in produzione nel corso del 2001.

L’azienda, al fine di concentrare le proprie risorse sul core business e di favorire lo sviluppo delle

attività non considerate tali, è impegnata ad identificare partner industriali interessati ad acquisire

le attività di produzione di telai, cavi, piastre di fondo e avvolgimenti di Santa Maria Capua Vetere,

per un totale di 208 unità nel corso del terzo trimestre del 2000. Entro il mese di giugno 2000 le

parti verificheranno lo stato del processo di esternalizzazione. Tale incontro sarà l’occasione per un

esame complessivo dei problemi specifici di tale area.

E’ inoltre previsto l’outsourcing della produzione di prototipi e circuiti stampati, entro il 2000, per un totale

di circa 40 addetti nell’area di Milano.

2.Strumenti per la gestione delle eccedenze occupazionali

In relazione alle eccedenze sopra dichiarate, la cui distribuzione tra le diverse unità produttive è

contenuta nella Tabella A allegata al presente accordo, le parti convengono di attuare un programma di

interventi finalizzati a favorire l’uscita di personale dalle aree interessate mediante il ricorso ai seguenti

strumenti:

a.Collocamento in Mobilità lunga ex lege n. 176/98 e mobilità ordinaria ex lege n. 223/91

In alternativa ai criteri di scelta stabiliti dall’art. 5 della legge n. 223/91, le parti concordano di prevedere

che l’individuazione dei lavoratori da collocare in mobilità sarà effettuata, in relazione alle esigenze

tecnico-produttive ed organizzative del complesso aziendale, considerando quei lavoratori che,

nell’ambito di un minor percorso di mobilità, raggiungano o abbiano raggiunto i requisiti per il

pensionamento con la maggiore anzianità contributiva possibile.

Il collocamento in mobilità, che avverrà con le modalità definite nello specifico verbale di intesa aziendale

del 28.01.2000, riguarderà le seguenti unità massime:

n. 464 lavoratori da porre in mobilità lunga ai sensi della legge n. 176/98, con la seguente

ripartizione territoriale:

sede di Milano funzione produzione: n. 38 lavoratori;

sede di Santa Maria Capua Vetere: n. 371 lavoratori;

sede di Carini: n. 55 lavoratori.

Il collocamento in mobilità lunga sarà riservato esclusivamente ai lavoratori che non si trovino nelle

condizioni previste per il collocamento in mobilità ordinaria;

n. 240 lavoratori da porre in mobilità ordinaria, con la seguente ripartizione territoriale:

sede di Milano: n. 105 lavoratori;

sede di Santa Maria Capua Vetere: n. 101 lavoratori;

sede di Carini: n. 34 lavoratori.

Oltre alle quantità sopra indicate, e nell’ambito delle eccedenze definite, potranno essere collocati in

mobilità ordinaria anche altri lavoratori appartenenti alle aree di eccedenza così come definito dal punto

8 del verbale di intesa aziendale del 28.01.2000. Le parti si impegnano ad espletare quanto prima le

procedure di consultazione sindacale previste per il ricorso alla mobilità dall’art. 4 della legge n. 223/91,

dandosi fin d’ora atto che esso riguarderà un numero di lavoratori pari a 802.

Le parti si incontreranno ogni sei mesi per valutare l’andamento delle uscite.

Resta comunque fin d’ora inteso che, qualora l’andamento delle uscite al 30 novembre 2001 dovesse

risultare insufficiente rispetto alle riduzioni di personale concordate, le parti si incontreranno al fine di

individuare le soluzioni più idonee.

b.Esodi incentivati

Le parti concordano che uno strumento utile per intervenire sulle eccedenze dichiarate nel piano

aziendale sia rappresentato dagli esodi incentivati. Questa opportunità sarà utilizzata nelle aree in cui

sono state evidenziate le eccedenze occupazionali già definite.

c.Ricollocazioni esterne

Allo scopo di favorire soluzioni che consentano ai lavoratori eccedenti di trovare nuove opportunità

esterne, anche sotto forma di attività di lavoro autonomo, le parti hanno convenuto di attuare iniziative di

sostegno che favoriscano il ricorso a forme di ricollocazione esterna o a specifici programmi formativi

teorico-pratici di riqualificazione e di riconversione professionale, con l’intervento delle Agenzie

Regionali per l’Impiego, orientati all’acquisizione delle competenze richieste, in vista di un diverso

inserimento nel mercato del lavoro.

Gli strumenti di cui ai punti b) e c) riguarderanno in particolare i lavoratori eccedenti del comprensorio di

Milano non strumentabili. Le parti si incontreranno regolarmente al fine di monitorare l’efficacia di detti

strumenti e degli eventuali processi di riqualificazione.

3.Cassa integrazione straordinaria

Si conviene che, come strumento di raccordo e sostegno agli interventi già indicati e in relazione ai

programmi produttivi ed al rapporto fabbisogni/disponibilità, nelle aree di eccedenza è necessario il

ricorso alla cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione aziendale come indicato nell’allegata

Tabella B.

In relazione alla necessità dichiarata dall’azienda di ottenere una razionalizzazione dei costi

indispensabile per raggiungere gli adeguati livelli di competitività che consentano la continuazione e

l’implementazione delle attività di manifattura e con specifico riferimento all’attuazione dei previsti

investimenti, all’avvio di nuove produzioni e alle conseguenti esigenze di formazione e addestramento del

personale, le parti concordano di non adottare, di norma, meccanismi di rotazione dei lavoratori sospesi

in Cigs. Il ricorso alle sospensioni continuative dal lavoro con intervento della Cigs decorrerà dal 1°

marzo 2000 a Milano e a Santa Maria Capua Vetere e dal 1° maggio 2000 a Carini.

Le parti convengono altresì che, in relazione a quanto sopra definito e tenuto conto delle esigenze

tecnico-produttive-organizzative, saranno sospesi dal lavoro i dipendenti che nei due anni di programma

matureranno i requisiti esplicitati al precedente punto 2.a per il collocamento in mobilità con

accompagnamento alla pensione.

Nel biennio 2000-2001 il numero massimo dei lavoratori interessati dall’intervento di cassa integrazione

straordinaria è indicato nella Tabella B, allegata al presente accordo, che contiene anche la

distribuzione delle sospensioni dal lavoro per località.

In coerenza con i piani produttivi verranno inoltre attuate, al fine di riequilibrare il rapporto

fabbisogni/disponibilità, anche sospensioni dal lavoro con rotazioni brevi o sospensioni dal lavoro

generalizzate con l’intervento della Cigs per periodi predefiniti. Questo intervento riguarderà:

a.Nello stabilimento di Santa Maria Capua Vetere gli addetti del centro riparazione piastre e delle

strutture generali per una settimana nel solo mese di febbraio 2000; il personale delle altre attività

produttive per due settimane nel solo mese di febbraio del 2000 (vedi Tabella C);

b.gli addetti alle attività produttive dello stabilimento di Santa Maria Capua Vetere (telai, cavi, piastre

di fondo e avvolgimenti) interessate dall’outsourcing, effettueranno due settimane di CIGS nel mese

di febbraio 2000. Nei mesi successivi, in relazione al fatto che è presente una dissaturazione pari a

circa il 25% della forza impiegata, gli stessi lavoratori verranno sospesi con ricorso alla CIGS per

una settimana al mese in attesa della realizzazione dell’outsourcing stesso (vedi Tabella D).

L’Azienda anticiperà, salvo buon fine, quanto di competenza dell’Ente Previdenziale.

4.Formazione, riqualificazione e riconversione professionale

a.Le parti convengono sulla particolare rilevanza delle attività di formazione e riqualificazione professionale

necessarie data la complessità del processo di ristrutturazione e di riorganizzazione.

Di conseguenza saranno attivate opportune iniziative di formazione, addestramento e riqualificazione

finalizzate a:

favorire l’acquisizione di conoscenze e capacità tali da permettere un migliore inserimento nelle

attività relative ai nuovi prodotti e in quelle di logistica e gestionali che prevedano

l’implementazione dei nuovi sistemi informativi;

integrare le professionalità esistenti per renderle polivalenti e flessibili rispetto alle nuove

tecnologie e ai nuovi processi;

promuovere un diffuso orientamento verso il cliente interno ed esterno.

Per lo svolgimento dei predetti interventi di formazione le parti convengono essere di fondamentale

importanza l’accesso ai finanziamenti disponibili sulla base delle normative nazionali, regionali e

comunitarie.

b.Inserimento in attività dirette di produzione di personale indiretto e delle strutture

Al fine di raggiungere l’obiettivo di un più corretto equilibrio, anche gestionale, nel rapporto diretti/indiretti

di produzione, le parti riconoscono che uno strumento utile è rappresentato dal passaggio degli indiretti

di produzione, impiegati compresi, a diretti di produzione. La direzione Aziendale e le RSU

esamineranno preventivamente tale fenomeno.

5.Modifica del mix professionale attraverso l’assunzione di nuovo personale

Accanto alla necessità di riallineare gli organici rispetto agli effettivi fabbisogni e alle esigenze di

riorganizzazione e razionalizzazione dei processi, l'azienda ha affermato la necessità di conseguire

adeguati livelli competitivi anche tramite un piano di inserimento di figure professionali nei settori

prioritari, quali la Ricerca e Sviluppo e l’area commerciale, al fine di conseguire quegli obiettivi, già

evidenziati, di continua innovazione tecnologica e di rafforzamento della propria presenza sui mercati

internazionali.

In queste aree le assunzioni riguarderanno l’ingresso di 185 addetti nelle aree commerciali, (di cui 50

nell’area milanese e 135 nelle sedi estere), 225 addetti nelle aree di Ricerca e Sviluppo (di cui 165 a

Milano, 20 a Santa Maria Capua Vetere e 40 a Carini) e 40 addetti nelle aree di Service.

L'azienda ha inoltre ribadito che, anche nelle aree di produzione e nelle strutture generali, dovrà

procedere, progressivamente, ad un adeguamento del mix professionale inserendo, a partire dal

secondo semestre 2000, n. 145 unità con professionalità specialistiche non disponibili all'interno,

neppure con le iniziative di formazione, addestramento e riqualificazione sopra descritte.

In particolare, l’inserimento di cui sopra riguarderà 115 addetti nell’area di produzione (di cui 70 a Santa

Maria Capua Vetere e 45 a Carini) e 30 addetti nelle strutture generali aziendali dell’area milanese.

Inoltre a Santa Maria Capua Vetere verranno assunti n. 65 tecnici da inserire nelle aree di Ricerca e

Sviluppo o di produzione.

Incontri di verifica tra le parti si terranno con cadenza semestrale per valutare gli effetti prodotti dagli strumenti

messi in atto ed esaminare i programmi relativi alle diverse iniziative.

Con la stesura del presente accordo le parti si danno atto di aver esperito a tutti gli effetti di Legge e per tutte

le province interessate la procedura prevista dall’art. 5 delle Legge n. 164/75.

Letto, confermato e sottoscritto.

p. la Assolombarda p. la FIM-CISL

p. la Azienda p. la FIOM-CGIL

p. la UILM-UIL

p. la RSU

Tabella A allegata all'Accordo del 28 gennaio 2000

Eccedenze di personale per sede e funzione aziendale

Sedi aziendali N° lavoratori
Milano/Cologno/Castelletto (*)

- Produzione

- Strutture generali e Comm.le

247

134

107

S. Maria C. V.
  • Produzione –
  • Strutture generali
472

417

55

Carini

- Produzione

- Strutture generali

89

81

8

Totale

- Produzione

- G&A e Commerciale

802

632

170

(*) Comprende Torino e Roma

 

Tabella B allegata all'Accordo del 28 gennaio 2000

Lavoratori interessati all'intervento di Cassa

Integrazione Guadagni Straordinaria

Sospensioni continuative dal lavoro nel biennio 2000-2001

Sedi aziendali N° lavoratori
Castelletto

- Diretti di produzione

- Indiretti di produzione

80

57

23

dal 1° marzo 2000

S. Maria C. V.

- Diretti di produzione

- Indiretti di produzione

- Strutture generali

 

 

472

313

104

55

dal 1° maggio 2000

Carini

- Diretti di produzione

- Indiretti di produzione

- Strutture generali

 

 

89

64

17

8

Tabella C allegata all'Accordo del 28 gennaio 2000

Lavoratori interessati all'intervento di Cassa

Integrazione Guadagni Straordinaria

Sospensioni generalizzate settimanali nel mese di febbraio 2000

Sedi aziendali N° settimane N° lavoratori
S. Maria C. V.

- Diretti di produzione

- Indiretti di produzione

- Strutture generali

- Centro riparazione piastre

- Diretti di produzione

- Indiretti di produzione

 

 

2

2

1

1

1

 

 

510 261 180

 

192 29

 

Tabella D allegata all'Accordo del 28 gennaio 2000

Lavoratori interessati all'intervento di Cassa

Integrazione Guadagni Straordinaria

Sospensioni generalizzate settimanali (25% della forza)

nel primo semestre 2000

Sedi aziendali N° settimane N° lavoratori
S. Maria C. V.

Produzione Telai TCA - cavi UT

piastre di fondo e avvolgimenti

- Diretti di produzione

- Indiretti di produzione

 

 

 

 

6

6

 

 

208

16 22

 

Spettabili

Segreterie Nazionali

Fim-Cisl Fiom-Cgil Uilm-Uil

ROMA

Addì 28 gennaio 2000

Vi confermiamo che nel caso in cui, al termine della mobilità ordinaria o durante la sua vigenza, intervenga una

modifica legislativa che non consenta, ai lavoratori che abbiano dato la loro adesione al collocamento in

mobilità ordinaria in vista del raggiungimento del diritto alla pensione, l’immediata liquidazione della pensione

alle scadenze previste dalla vigente normativa, l’azienda corrisponderà ai lavoratori un importo che sarà

calcolato, con riferimento a quanto di seguito specificato, sommando le voci A e B e sottraendo la voce C:

A.importo della pensione mensile che, in base alla normativa in vigore al momento del collocamento in

mobilità, avrebbe dovuto essere percepito;

B.importo dei contributi volontari che fosse necessario versare per raggiungere l’eventuale maggiore

anzianità contributiva richiesta dalla nuova normativa pensionistica;

C.importo dell’indennità di mobilità eventualmente percepita;

oppure avrà la facoltà di predisporre il loro rientro in servizio per il periodo necessario al raggiungimento dei

requisiti per la pensione.

 

 

VERBALE DI INTESA

 

 

 

 

Il giorno 28 gennaio 2000 tra la Direzione della Italtel Spa e le Osl nazionali e territoriali di Fim Fiom Uilm e le

Rsu interessate sono state raggiunte, in relazione al verbale di accordo sindacale siglato in data odierna, le

seguenti intese:

1.Ai lavoratori che entro il 30 giugno 2000 aderiranno al percorso di uscita dall’azienda finalizzato al

raggiungimento dei requisiti per accedere al trattamento pensionistico, sarà riconosciuta un’integrazione

al trattamento di fine rapporto in misura tale da assicurare, per l’intero periodo definito, un’integrazione

economica complessiva netta – considerati anche gli importi netti delle indennità dovute dall’Inps e

dell’indennità sostitutiva del preavviso – pari al 90% della retribuzione ordinaria netta che gli stessi

avrebbero percepito. Inoltre a tali lavoratori sarà erogato, sempre a titolo di integrazione del TFR,

l’importo una tantum di lire 3.000.000.=lorde.

Nel caso in cui l’integrazione economica risulti inferiore a lire 25.000.000.= lordi, sarà comunque erogata

tale somma;

2.Ai lavoratori che aderiranno al percorso di uscita dal primo luglio 2000 ed entro il 31.10.2000, sarà

riconosciuta un’integrazione al trattamento di fine rapporto in misura tale da assicurare, per il solo

periodo intercorrente tra il mese della adesione e quello del raggiungimento dei requisiti pensionistici,

un’integrazione economica complessiva netta – considerati anche gli importi netti delle indennità dovute

dall’Inps e dell’indennità sostitutiva del preavviso – pari all’80% della retribuzione ordinaria netta che gli

stessi avrebbero percepito, senza alcun minimo garantito;

3.Ai lavoratori che aderiranno al percorso di uscita dal primo novembre 2000, sarà riconosciuta

un’integrazione al trattamento di fine rapporto in misura tale da assicurare, per il solo periodo

intercorrente tra il mese della adesione e quello del raggiungimento dei requisiti pensionistici,

un’integrazione economica complessiva netta – considerati anche gli importi netti delle indennità dovute

dall’Inps e dell’indennità sostitutiva del preavviso – pari al 70% della retribuzione ordinaria netta che gli

stessi avrebbero percepito, senza alcun minimo garantito;

4.Il calcolo della integrazione di cui ai precedenti paragrafi 1, 2 e 3 sarà effettuato sulla base

dell’ammontare della retribuzione teorica netta in atto alla data della risoluzione del rapporto di lavoro;

5.In aggiunta al trattamento economico di cui sopra, ai lavoratori che entro il 30 giugno 2000 aderiranno al

percorso di uscita dalla azienda finalizzato al raggiungimento dei requisiti per accedere al trattamento

pensionistico mediante il collocamento in mobilità lunga, sarà riconosciuto, in relazione alla minore

anzianità contributiva raggiunta all’atto di pensionamento di vecchiaia (60 anni per gli uomini e 55 anni

per le donne) rispetto ai 35 anni, un importo una tantum ad integrazione del trattamento di fine rapporto

stabilito nella misura di lire 3.000.000.=lordi per ogni anno, o frazione, di minore anzianità contributiva;

6.Ai lavoratori interessati che ne facciano richiesta dopo l’accettazione della adesione formale al piano

d’uscita saranno concessi anticipi sul TFR maturato;

7.I trattamenti economici di cui sopra sostituiscono integralmente ogni precedente diversa pattuizione

aziendale sulla materia;

8.In relazione a quanto indicato al terzo capoverso del punto 2.a dell’accordo sindacale del 28/01/2000, si

precisa che potranno essere collocati in mobilità ordinaria i lavoratori appartenenti alle aree di

eccedenza che, pur non essendo in possesso dei requisiti necessari per l’acquisizione del diritto alla

pensione, aderiranno al collocamento in mobilità;

9.In relazione al tema dell’armonizzazione dei trattamenti economici e normativi in atto e della necessità di

definire le norme di applicazione dei premi annui variabili (quota accantonata e premio di qualità), a

seguito delle operazioni societarie recentemente conclusesi, le parti si incontreranno con l’obiettivo di

raggiungere soluzioni condivise entro il prossimo mese di maggio.

p. la DIREZIONE ITALTEL p. FIM-FIOM-UILM

p. le RSU