| ACCORDO
NAZIONALE SULLA RISTRUTTURAZIONE ALL' ITALTEL Addì 28 gennaio 2000 in Milano Tra LAssolombarda, nella persona di Luigi Arienti che rappresenta ed assiste la Italtel S.p.A. presente nelle persone di Amalia Bigatti, Aldo Caggiani, Pasquale Esposito, Enrico Bartolucci, Mario De Matteis, Mauro Gardumi, Gianfranco Melley, Alberto Musazzi ed Emilio Santacroce e la FIM-CISL rappresentata da Bruno Vitali la FIOM-CGIL rappresentata da Giampiero Castano la UILM-UIL rappresentata da Deanna Vigna e le Segreterie Territoriali di FIM-FIOM-UILM di Milano, Caserta, Palermo, Torino e Roma presenti le Rappresentanze Sindacali Unitarie delle sedi/unità di Italtel S.p.A. Premesso che: 1.Nei mesi scorsi, dopo lannuncio fatto dagli azionisti di riferimento della Italtel (Telecom Italia e Siemens) sulla separazione delle attività della Società si è sviluppato un ampio confronto tra le parti, con ulteriori approfondimenti in una serie di incontri svoltisi presso il Ministero dell'Industria e il Ministero del Lavoro sulle prospettive di sviluppo e le linee guida dei processi di riorganizzazione e di ristrutturazione della Italtel Spa. Il confronto ha in particolare riguardato le prospettive industriali, tecnologiche e occupazionali della Società dopo la separazione delle attività voluta dai suoi azionisti di riferimento. La sintesi dei principali temi relativi al Piano triennale ed il conseguente Programma di ristrutturazione e riorganizzazione, già illustrati alle OSL nel corso dei suddetti incontri, sono contenuti nel Piano Industriale allegato al presente accordo. 2.Lobiettivo strategico dell'Italtel, concentratasi nel settore delle Reti Fisse e dellAccesso, è quello di proporsi come fornitore di riferimento nel segmento delle soluzioni integrate voce/dati, focalizzando risorse e know-how per conseguire un forte sviluppo aziendale basato sullofferta di prodotti innovativi. Il percorso strategico individuato prevede di: preservare le attuali competenze al fine di garantire levoluzione delle infrastrutture di rete tradizionali ai clienti; consolidare le competenze di system-integrator per reti dati (per clienti operatori e corporate); sviluppare soluzioni competitive per lintegrazione voce/dati necessarie alla crescita dei nuovi servizi di rete (Internet, multimedia, e-commerce, ecc.). Al fine di sviluppare con la necessaria efficacia e tempestività i prodotti innovativi richiesti dai nuovi mercati delle telecomunicazioni, Italtel si propone di: avviare una nuova partnership con un fornitore leader mondiale nel data networking, con competenze complementari a quelle di Italtel, al fine di ottenere in tempi brevi il know-how distintivo per competere con successo nel nuovo scenario ed estendere i propri mercati di presenza, sfruttando le possibili sinergie di natura commerciale; potenziare le capacità di Italtel nelle aree di R&D (laboratori di Milano, Santa Maria Capua Vetere e Carini) e Commerciali. proseguire le attività di Torino in sinergia con Milano. 3.Il piano industriale di Italtel si inserisce in una situazione di mercato in forte trasformazione. Il mercato nazionale e internazionale delle telecomunicazioni è infatti caratterizzato da una parte da processi accelerati di deregolamentazione e di apertura alla concorrenza e dall'altra da dinamiche che evidenziano una crescente integrazione di tecnologie diverse (TV, telefono, computer) e una progressiva riduzione dell'hardware a favore del software e dei nuovi servizi. E necessario, di conseguenza, recuperare in modo significativo competitività per affermarsi sul mercato nazionale e internazionale, anche con lofferta di nuovi prodotti che richiedono significativi investimenti nella Ricerca e Sviluppo. A tal fine è indispensabile raggiungere un corretto equilibrio della situazione economica e finanziaria, per lottenimento del quale è necessaria una razionalizzazione dei processi e delle strutture. L'azienda ha dunque comunicato, sulla base del piano industriale triennale e dei programmi di ristrutturazione e riorganizzazione, una entità complessiva di eccedenze occupazionali, alla data del 31 agosto 1999, di 935 unità, suddivise in 720 diretti e indiretti di produzione, 165 addetti delle strutture generali aziendali (ivi comprese le attività di supporto della Ricerca e Sviluppo) e 50 addetti delle attività di supporto e gestionali delle aree commerciali e la necessità di attuare iniziative di outsourcing per 280 unità. Gestione dei problemi occupazionali LAzienda si propone, sulla base delle proprie conoscenze riferite allattuale scenario competitivo, di realizzare entro il 2001, in relazione allevoluzione del piano industriale ed ai conseguenti interventi di ristrutturazione/riorganizzazione, il riequilibrio degli organici tramite lutilizzo degli strumenti di seguito elencati per la gestione delle residue eccedenze occupazionali pari a 802 unità, tenuto conto: delle uscite dallazienda verificatesi nel frattempo, pari a 160 unità; delle iniziative di outsourcing che riguardano un totale di 250 lavoratori circa, di cui n. 208 addetti allattività di produzione di telai, cavi, piastre di fondo e avvolgimenti di Santa Maria Capua Vetere e circa 40 addetti alla produzione dei prototipi di circuiti stampati di Milano; 1.Iniziative di carattere industriale e di riorganizzazione delle attività I siti produttivi di Italtel diventeranno progressivamente due: uno a Santa Maria Capua Vetere, laltro a Carini. Il Piano strategico triennale prevede infatti la chiusura delle attività produttive di Milano entro lanno 2000, mantenendo una attività di ingegnerizzazione di prodotto e di processo strettamente legata alla Ricerca e Sviluppo, inclusa la fase di prototipazione di nuovi prodotti. La strategia industriale contenuta nel Piano aziendale è volta ad attribuire a Carini e a Santa Maria Capua Vetere missioni industriali distinte relative a specifici prodotti; questa assegnazione di missioni e di competenze avverrà gradualmente e coerentemente con le indicazioni di investimento e temporali contenute nel piano industriale. In particolare: Carini: Produzione di apparati di rete per telecomunicazioni: centrali e prodotti di accesso; Produzione di apparati innovativi per le reti integrate voce e dati. La strategia di offerta Italtel per il segmento Voce-Dati prevede per il triennio 2000-2002 la disponibilità dei seguenti nuovi prodotti: OPM (Optical Peripheral Module) Modulo di Giunzione e MSAN (MultiService Access Node) Modulo dUtente (POTS-ISDN-XDSL). Lavvio delle nuove attività connesse alla produzione di apparati innovativi per il segmento Voce-Dati è previsto nel secondo semestre del 2000. Continueranno altresì le produzioni attualmente in essere e, conseguentemente, il programmato trasferimento a Santa Maria Capua Vetere di produzioni di apparati di set-top box, attualmente in produzione a Carini, non determinerà periodi di dissaturazioni produttive. Santa Maria Capua Vetere: Produzione dei terminali multimediali di rete e apparati per lhome networking (piastre, montaggio e collaudo di apparati); Centro riparazioni sia per le reti di telecomunicazioni (piastre UT) sia per i terminali multimediali (set-top box, terminali Sirio, altri terminali); Produzione di Sistemi di energia. Il Comprensorio di Santa Maria Capua Vetere sarà impegnato, con volumi crescenti, nella produzione degli apparati di set-top box a partire dalla fine del primo trimestre del 2000. Per altri terminali multimediali è prevedibile un loro ingresso in produzione nel corso del 2001. Lazienda, al fine di concentrare le proprie risorse sul core business e di favorire lo sviluppo delle attività non considerate tali, è impegnata ad identificare partner industriali interessati ad acquisire le attività di produzione di telai, cavi, piastre di fondo e avvolgimenti di Santa Maria Capua Vetere, per un totale di 208 unità nel corso del terzo trimestre del 2000. Entro il mese di giugno 2000 le parti verificheranno lo stato del processo di esternalizzazione. Tale incontro sarà loccasione per un esame complessivo dei problemi specifici di tale area. E inoltre previsto loutsourcing della produzione di prototipi e circuiti stampati, entro il 2000, per un totale di circa 40 addetti nellarea di Milano. 2.Strumenti per la gestione delle eccedenze occupazionali In relazione alle eccedenze sopra dichiarate, la cui distribuzione tra le diverse unità produttive è contenuta nella Tabella A allegata al presente accordo, le parti convengono di attuare un programma di interventi finalizzati a favorire luscita di personale dalle aree interessate mediante il ricorso ai seguenti strumenti: a.Collocamento in Mobilità lunga ex lege n. 176/98 e mobilità ordinaria ex lege n. 223/91 In alternativa ai criteri di scelta stabiliti dallart. 5 della legge n. 223/91, le parti concordano di prevedere che lindividuazione dei lavoratori da collocare in mobilità sarà effettuata, in relazione alle esigenze tecnico-produttive ed organizzative del complesso aziendale, considerando quei lavoratori che, nellambito di un minor percorso di mobilità, raggiungano o abbiano raggiunto i requisiti per il pensionamento con la maggiore anzianità contributiva possibile. Il collocamento in mobilità, che avverrà con le modalità definite nello specifico verbale di intesa aziendale del 28.01.2000, riguarderà le seguenti unità massime: n. 464 lavoratori da porre in mobilità lunga ai sensi della legge n. 176/98, con la seguente ripartizione territoriale: sede di Milano funzione produzione: n. 38 lavoratori; sede di Santa Maria Capua Vetere: n. 371 lavoratori; sede di Carini: n. 55 lavoratori. Il collocamento in mobilità lunga sarà riservato esclusivamente ai lavoratori che non si trovino nelle condizioni previste per il collocamento in mobilità ordinaria; n. 240 lavoratori da porre in mobilità ordinaria, con la seguente ripartizione territoriale: sede di Milano: n. 105 lavoratori; sede di Santa Maria Capua Vetere: n. 101 lavoratori; sede di Carini: n. 34 lavoratori. Oltre alle quantità sopra indicate, e nellambito delle eccedenze definite, potranno essere collocati in mobilità ordinaria anche altri lavoratori appartenenti alle aree di eccedenza così come definito dal punto 8 del verbale di intesa aziendale del 28.01.2000. Le parti si impegnano ad espletare quanto prima le procedure di consultazione sindacale previste per il ricorso alla mobilità dallart. 4 della legge n. 223/91, dandosi fin dora atto che esso riguarderà un numero di lavoratori pari a 802. Le parti si incontreranno ogni sei mesi per valutare landamento delle uscite. Resta comunque fin dora inteso che, qualora landamento delle uscite al 30 novembre 2001 dovesse risultare insufficiente rispetto alle riduzioni di personale concordate, le parti si incontreranno al fine di individuare le soluzioni più idonee. b.Esodi incentivati Le parti concordano che uno strumento utile per intervenire sulle eccedenze dichiarate nel piano aziendale sia rappresentato dagli esodi incentivati. Questa opportunità sarà utilizzata nelle aree in cui sono state evidenziate le eccedenze occupazionali già definite. c.Ricollocazioni esterne Allo scopo di favorire soluzioni che consentano ai lavoratori eccedenti di trovare nuove opportunità esterne, anche sotto forma di attività di lavoro autonomo, le parti hanno convenuto di attuare iniziative di sostegno che favoriscano il ricorso a forme di ricollocazione esterna o a specifici programmi formativi teorico-pratici di riqualificazione e di riconversione professionale, con lintervento delle Agenzie Regionali per lImpiego, orientati allacquisizione delle competenze richieste, in vista di un diverso inserimento nel mercato del lavoro. Gli strumenti di cui ai punti b) e c) riguarderanno in particolare i lavoratori eccedenti del comprensorio di Milano non strumentabili. Le parti si incontreranno regolarmente al fine di monitorare lefficacia di detti strumenti e degli eventuali processi di riqualificazione. 3.Cassa integrazione straordinaria Si conviene che, come strumento di raccordo e sostegno agli interventi già indicati e in relazione ai programmi produttivi ed al rapporto fabbisogni/disponibilità, nelle aree di eccedenza è necessario il ricorso alla cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione aziendale come indicato nellallegata Tabella B. In relazione alla necessità dichiarata dallazienda di ottenere una razionalizzazione dei costi indispensabile per raggiungere gli adeguati livelli di competitività che consentano la continuazione e limplementazione delle attività di manifattura e con specifico riferimento allattuazione dei previsti investimenti, allavvio di nuove produzioni e alle conseguenti esigenze di formazione e addestramento del personale, le parti concordano di non adottare, di norma, meccanismi di rotazione dei lavoratori sospesi in Cigs. Il ricorso alle sospensioni continuative dal lavoro con intervento della Cigs decorrerà dal 1° marzo 2000 a Milano e a Santa Maria Capua Vetere e dal 1° maggio 2000 a Carini. Le parti convengono altresì che, in relazione a quanto sopra definito e tenuto conto delle esigenze tecnico-produttive-organizzative, saranno sospesi dal lavoro i dipendenti che nei due anni di programma matureranno i requisiti esplicitati al precedente punto 2.a per il collocamento in mobilità con accompagnamento alla pensione. Nel biennio 2000-2001 il numero massimo dei lavoratori interessati dallintervento di cassa integrazione straordinaria è indicato nella Tabella B, allegata al presente accordo, che contiene anche la distribuzione delle sospensioni dal lavoro per località. In coerenza con i piani produttivi verranno inoltre attuate, al fine di riequilibrare il rapporto fabbisogni/disponibilità, anche sospensioni dal lavoro con rotazioni brevi o sospensioni dal lavoro generalizzate con lintervento della Cigs per periodi predefiniti. Questo intervento riguarderà: a.Nello stabilimento di Santa Maria Capua Vetere gli addetti del centro riparazione piastre e delle strutture generali per una settimana nel solo mese di febbraio 2000; il personale delle altre attività produttive per due settimane nel solo mese di febbraio del 2000 (vedi Tabella C); b.gli addetti alle attività produttive dello stabilimento di Santa Maria Capua Vetere (telai, cavi, piastre di fondo e avvolgimenti) interessate dalloutsourcing, effettueranno due settimane di CIGS nel mese di febbraio 2000. Nei mesi successivi, in relazione al fatto che è presente una dissaturazione pari a circa il 25% della forza impiegata, gli stessi lavoratori verranno sospesi con ricorso alla CIGS per una settimana al mese in attesa della realizzazione delloutsourcing stesso (vedi Tabella D). LAzienda anticiperà, salvo buon fine, quanto di competenza dellEnte Previdenziale. 4.Formazione, riqualificazione e riconversione professionale a.Le parti convengono sulla particolare rilevanza delle attività di formazione e riqualificazione professionale necessarie data la complessità del processo di ristrutturazione e di riorganizzazione. Di conseguenza saranno attivate opportune iniziative di formazione, addestramento e riqualificazione finalizzate a: favorire lacquisizione di conoscenze e capacità tali da permettere un migliore inserimento nelle attività relative ai nuovi prodotti e in quelle di logistica e gestionali che prevedano limplementazione dei nuovi sistemi informativi; integrare le professionalità esistenti per renderle polivalenti e flessibili rispetto alle nuove tecnologie e ai nuovi processi; promuovere un diffuso orientamento verso il cliente interno ed esterno. Per lo svolgimento dei predetti interventi di formazione le parti convengono essere di fondamentale importanza laccesso ai finanziamenti disponibili sulla base delle normative nazionali, regionali e comunitarie. b.Inserimento in attività dirette di produzione di personale indiretto e delle strutture Al fine di raggiungere lobiettivo di un più corretto equilibrio, anche gestionale, nel rapporto diretti/indiretti di produzione, le parti riconoscono che uno strumento utile è rappresentato dal passaggio degli indiretti di produzione, impiegati compresi, a diretti di produzione. La direzione Aziendale e le RSU esamineranno preventivamente tale fenomeno. 5.Modifica del mix professionale attraverso lassunzione di nuovo personale Accanto alla necessità di riallineare gli organici rispetto agli effettivi fabbisogni e alle esigenze di riorganizzazione e razionalizzazione dei processi, l'azienda ha affermato la necessità di conseguire adeguati livelli competitivi anche tramite un piano di inserimento di figure professionali nei settori prioritari, quali la Ricerca e Sviluppo e larea commerciale, al fine di conseguire quegli obiettivi, già evidenziati, di continua innovazione tecnologica e di rafforzamento della propria presenza sui mercati internazionali. In queste aree le assunzioni riguarderanno lingresso di 185 addetti nelle aree commerciali, (di cui 50 nellarea milanese e 135 nelle sedi estere), 225 addetti nelle aree di Ricerca e Sviluppo (di cui 165 a Milano, 20 a Santa Maria Capua Vetere e 40 a Carini) e 40 addetti nelle aree di Service. L'azienda ha inoltre ribadito che, anche nelle aree di produzione e nelle strutture generali, dovrà procedere, progressivamente, ad un adeguamento del mix professionale inserendo, a partire dal secondo semestre 2000, n. 145 unità con professionalità specialistiche non disponibili all'interno, neppure con le iniziative di formazione, addestramento e riqualificazione sopra descritte. In particolare, linserimento di cui sopra riguarderà 115 addetti nellarea di produzione (di cui 70 a Santa Maria Capua Vetere e 45 a Carini) e 30 addetti nelle strutture generali aziendali dellarea milanese. Inoltre a Santa Maria Capua Vetere verranno assunti n. 65 tecnici da inserire nelle aree di Ricerca e Sviluppo o di produzione. Incontri di verifica tra le parti si terranno con cadenza semestrale per valutare gli effetti prodotti dagli strumenti messi in atto ed esaminare i programmi relativi alle diverse iniziative. Con la stesura del presente accordo le parti si danno atto di aver esperito a tutti gli effetti di Legge e per tutte le province interessate la procedura prevista dallart. 5 delle Legge n. 164/75. Letto, confermato e sottoscritto. p. la Assolombarda p. la FIM-CISL p. la Azienda p. la FIOM-CGIL p. la UILM-UIL p. la RSU Tabella A allegata all'Accordo del 28 gennaio 2000 Eccedenze di personale per sede e funzione aziendale
(*) Comprende Torino e Roma
Tabella B allegata all'Accordo del 28 gennaio 2000 Lavoratori interessati all'intervento di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria Sospensioni continuative dal lavoro nel biennio 2000-2001
Tabella C allegata all'Accordo del 28 gennaio 2000 Lavoratori interessati all'intervento di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria Sospensioni generalizzate settimanali nel mese di febbraio 2000
Tabella D allegata all'Accordo del 28 gennaio 2000 Lavoratori interessati all'intervento di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria Sospensioni generalizzate settimanali (25% della forza) nel primo semestre 2000
Spettabili Segreterie Nazionali Fim-Cisl Fiom-Cgil Uilm-Uil ROMA Addì 28 gennaio 2000 Vi confermiamo che nel caso in cui, al termine della mobilità ordinaria o durante la sua vigenza, intervenga una modifica legislativa che non consenta, ai lavoratori che abbiano dato la loro adesione al collocamento in mobilità ordinaria in vista del raggiungimento del diritto alla pensione, limmediata liquidazione della pensione alle scadenze previste dalla vigente normativa, lazienda corrisponderà ai lavoratori un importo che sarà calcolato, con riferimento a quanto di seguito specificato, sommando le voci A e B e sottraendo la voce C: A.importo della pensione mensile che, in base alla normativa in vigore al momento del collocamento in mobilità, avrebbe dovuto essere percepito; B.importo dei contributi volontari che fosse necessario versare per raggiungere leventuale maggiore anzianità contributiva richiesta dalla nuova normativa pensionistica; C.importo dellindennità di mobilità eventualmente percepita; oppure avrà la facoltà di predisporre il loro rientro in servizio per il periodo necessario al raggiungimento dei requisiti per la pensione.
VERBALE DI INTESA
Il giorno 28 gennaio 2000 tra la Direzione della Italtel Spa e le Osl nazionali e territoriali di Fim Fiom Uilm e le Rsu interessate sono state raggiunte, in relazione al verbale di accordo sindacale siglato in data odierna, le seguenti intese: 1.Ai lavoratori che entro il 30 giugno 2000 aderiranno al percorso di uscita dallazienda finalizzato al raggiungimento dei requisiti per accedere al trattamento pensionistico, sarà riconosciuta unintegrazione al trattamento di fine rapporto in misura tale da assicurare, per lintero periodo definito, unintegrazione economica complessiva netta considerati anche gli importi netti delle indennità dovute dallInps e dellindennità sostitutiva del preavviso pari al 90% della retribuzione ordinaria netta che gli stessi avrebbero percepito. Inoltre a tali lavoratori sarà erogato, sempre a titolo di integrazione del TFR, limporto una tantum di lire 3.000.000.=lorde. Nel caso in cui lintegrazione economica risulti inferiore a lire 25.000.000.= lordi, sarà comunque erogata tale somma; 2.Ai lavoratori che aderiranno al percorso di uscita dal primo luglio 2000 ed entro il 31.10.2000, sarà riconosciuta unintegrazione al trattamento di fine rapporto in misura tale da assicurare, per il solo periodo intercorrente tra il mese della adesione e quello del raggiungimento dei requisiti pensionistici, unintegrazione economica complessiva netta considerati anche gli importi netti delle indennità dovute dallInps e dellindennità sostitutiva del preavviso pari all80% della retribuzione ordinaria netta che gli stessi avrebbero percepito, senza alcun minimo garantito; 3.Ai lavoratori che aderiranno al percorso di uscita dal primo novembre 2000, sarà riconosciuta unintegrazione al trattamento di fine rapporto in misura tale da assicurare, per il solo periodo intercorrente tra il mese della adesione e quello del raggiungimento dei requisiti pensionistici, unintegrazione economica complessiva netta considerati anche gli importi netti delle indennità dovute dallInps e dellindennità sostitutiva del preavviso pari al 70% della retribuzione ordinaria netta che gli stessi avrebbero percepito, senza alcun minimo garantito; 4.Il calcolo della integrazione di cui ai precedenti paragrafi 1, 2 e 3 sarà effettuato sulla base dellammontare della retribuzione teorica netta in atto alla data della risoluzione del rapporto di lavoro; 5.In aggiunta al trattamento economico di cui sopra, ai lavoratori che entro il 30 giugno 2000 aderiranno al percorso di uscita dalla azienda finalizzato al raggiungimento dei requisiti per accedere al trattamento pensionistico mediante il collocamento in mobilità lunga, sarà riconosciuto, in relazione alla minore anzianità contributiva raggiunta allatto di pensionamento di vecchiaia (60 anni per gli uomini e 55 anni per le donne) rispetto ai 35 anni, un importo una tantum ad integrazione del trattamento di fine rapporto stabilito nella misura di lire 3.000.000.=lordi per ogni anno, o frazione, di minore anzianità contributiva; 6.Ai lavoratori interessati che ne facciano richiesta dopo laccettazione della adesione formale al piano duscita saranno concessi anticipi sul TFR maturato; 7.I trattamenti economici di cui sopra sostituiscono integralmente ogni precedente diversa pattuizione aziendale sulla materia; 8.In relazione a quanto indicato al terzo capoverso del punto 2.a dellaccordo sindacale del 28/01/2000, si precisa che potranno essere collocati in mobilità ordinaria i lavoratori appartenenti alle aree di eccedenza che, pur non essendo in possesso dei requisiti necessari per lacquisizione del diritto alla pensione, aderiranno al collocamento in mobilità; 9.In relazione al tema dellarmonizzazione dei trattamenti economici e normativi in atto e della necessità di definire le norme di applicazione dei premi annui variabili (quota accantonata e premio di qualità), a seguito delle operazioni societarie recentemente conclusesi, le parti si incontreranno con lobiettivo di raggiungere soluzioni condivise entro il prossimo mese di maggio. p. la DIREZIONE ITALTEL p. FIM-FIOM-UILM p. le RSU |