5.050 miliardi di utili - 13.000 posti di lavoro in meno

Respingiamo l’accordo Cgil/Cisl/Uil-Telecom-Governo

SCIOPERO Nazionale Giovedì 20 Aprile 3 ORE a fine turno

Non è facile riassumere in poche parole l’accordo del 28 marzo (45 pagine), comunque abbiamo messo a disposizione sul nostro sito Internet (www.geocities.com/flmu_2000) l’intero accordo e gli articoli della legge 223/91 che interessano i lavoratori. Ci limitiamo ad alcune osservazioni sugli aspetti più importanti:

 

Mobilità ed esodi incentivati - Secondo la versione edulcorata dell’accordo, le 8.300 persone interessate (5.300 per la mobilità e 3.000 per gli esodi) passerebbero dal lavoro alla pensione, tranne nei casi di accettazione volontaria. A conferma di ciò, noi chiediamo che siano resi noti gli elenchi, solo numerici, delle anzianità di servizio e dell’età. In questo modo si potrebbe verificare se i numeri confermano tale interpretazione. Se i numeri, invece non esistessero, allora, applicando i criteri della legge e l’accordo sottoscritto, l’azienda potrebbe coinvolgere anche i lavoratori non prossimi alla pensione. L’accordo prevede "quale criterio privilegiato per l’individuazione del personale da collocare in mobilità" la maturazione nel corso della durata delle mobilità – 30.6.2005 per il Centro-Nord (3 anni), 30.6.2006 per il Sud (4 anni) – dei requisiti di età e di anzianità, necessari con le vigenti leggi per la pensione di anzianità, inoltre potrà "andare in mobilità" anche chi lo richiede volontariamente.

A chi sarà interessato dalla mobilità vogliamo ricordare che percepirà, tra contributo INPS e l’integrazione aziendale, all’incirca il 25% in meno dell’attuale retribuzione e che sulla base di calcolo della sua futura pensione non incideranno gli aumenti salariali, successivi alla propria collocazione in mobilità.

Comunque, per la complessità della materia e per l’instabilità delle norme che riguardano le pensioni, consigliamo i lavoratori interessati a mettersi in contatto con noi, che abbiamo attivato un coordinamento legale nazionale.

CIGS (Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria) - 2.200 lavoratori, scelti dall’azienda e senza rotazione saranno posti in cassa integrazione a zero ore per la durata di due anni. Per loro, al termine del periodo, è previsto anche il rientro in servizio ma l’accordo fa chiaramente capire che lo stesso sarà vivamente sconsigliato. A tal fine, è previsto un Organismo bilaterale (azienda - sindacato) che "opererà per individuare e promuovere tutte le iniziative utili per la collocazione all’esterno della popolazione interessata alla CIGS".

Gli strumenti per convincere non mancano: vanno dalla "mobilità all’interno della regione", al "reinserimento in ambienti e profili professionali, diversi da quelli precedenti," alla "assegnazione a mansioni diverse" "in deroga" al comma 2 dell’art. 2103 del Codice Civile.

Infine, è evidente che la possibilità di essere inseriti nella lista dei "dannati" costituisca un enorme potenziale repressivo, concesso all’azienda, nei confronti di un numero di lavoratori assai maggiore dei 2.200 previsti.

Contratti di solidarietà - 2.000 le persone interessate a tale procedura che prevede la riduzione individuale dell’orario di lavoro non superiore al 25%, che potrà trovare applicazione sia nell’arco della settimana che del mese, a fronte di una riduzione della retribuzione del 10%. Perché non richiedere, al rinnovo del CCNL, la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, in cambio degli enormi incrementi di produttività sin qui conseguiti ?

Mobilità interaziendali - 1.000 trasferimenti in altre aziende del gruppo Telecom, inoltre si utilizzerà sino al 31.12.2002 lo strumento del "distacco" del lavoratore tra le società del gruppo.

Part-time e job sharing - Aumenterà il ricorso al part-time e si sperimenterà il job sharing (2 lavoratori che "si dividono" un posto di lavoro); in totale 100 "unità equivalenti" in meno.

Assunzioni - Le tanto sbandierate 6.200 assunzioni costituiscono una vera e propria truffa: l’azienda usufruirà dei contributi statali sia per cacciare via (mobilità e CIGS) i lavoratori a contratto indeterminato a full time e con anzianità medio-alte, sia per assumere, come apprendisti, a contratto di formazione lavoro, a contratto part-time, a ritenuta d’acconto, libero professionisti, etc. i giovani. Inoltre, se rapportate al lavoro a tempo pieno saranno molto meno di 6.200 e per la loro condizione di precarietà e di dipendenza saranno utilizzati per peggiorare ulteriormente le condizioni di quanti già lavorano in Telecom.

Lavoro in Appalto - Malgrado gli esuberi, la CIGS e le altre forme concesse di riduzione del personale, l’accordo non prevede alcun limite alle esternalizzazioni, all’utilizzo del lavoro in appalto (vedi i CLPS), anzi concede all’azienda anche il ricorso, nel prossimo CCNL, a forme di lavoro atipico (ad es. le finte partite IVA dell’Atesia).

Cessioni – Outsourcing - Viene dato il via libera alle cessioni dei magazzini (250 lavoratori), dell’autoparco (240 addetti); fuoriescono da Telecom, costituendo nuove società per ora sotto il controllo Telecom, l’amministrazione del personale (500 unità), i servizi immobiliari e non immobiliari (1.300 lavoratori) e i grandi immobili (100 addetti). Inoltre sarà costituita una società per il comparto informatico dove confluiranno le attività informatiche di Finsiel, Telesoft, Sodalia e Telecom (CED, etc., 2.000 unità). Per i lavoratori interessati si cercherà di mantenere lo stesso contratto o "condizioni complessivamente equivalenti"..... e l’azienda si impegna, in accordo con il cessionario, ad evitare riduzioni degli organici per un periodo di tempo definito.... e dopo?

Trasferimenti - Sono previsti circa 2.000 trasferimenti all’interno della regione con criteri simili a quelli dell’accordo del 1° agosto 1995, trasferimenti anche fuori regione su base volontaria solo sulla carta perché, in realtà, con questo accordo l’azienda ha in mano un’infinità di strumenti per "ricattare" il dipendente in caso di accentramento o chiusura del proprio reparto.

Costi sociali ed indennizzi - Con questo accordo si consente alla Telecom, che ha conti economici floridissimi (5.050 Mld di utili nel 1999) ed opera in un settore di grandi prospettive, di scaricare sulla collettività i suoi costi della "rottamazione del personale". Quanto ai milioni d’incentivi o di integrazione salariale che l’azienda mette a disposizione, non è difficile prevedere che graveranno come costo del lavoro sul prossimo rinnovo contrattuale che, stando alle indiscrezioni è già pronto, e di cui i lavoratori non sanno nulla. L’azienda non è una fata buona, dall’operazione esuberi voleva risparmiare 1.000 miliardi ed, alla fine, tanti ne risparmierà.

Cogestione - L’accordo prevede una serie di commissioni paritetiche - azienda/sindacato -, e di osservatori. Quest’orgia di commissioni, degna della migliore tradizione di sottogoverno, della serie un incarico non si nega a nessuno, dovrebbe garantire, a detta dei teorici della co-gestione, la partecipazione dei lavoratori alla direzione dell’azienda. In realtà, come dimostra la vicenda della ristrutturazione, con questa struttura i lavoratori avranno un unico potere, quello dell’amministratore delegato, e due strutture, sindacale ed aziendale, che debbono assecondarne le direttive.

Assilt e Cralt - Inoltre sono stati firmati altri accordi che "razionalizzano" l’Assilt e il Cralt, per l’Assilt diminuisce il contributo a carico aziendale, dal 1° luglio 2000 sarà il 2,19% che nel 2001 scenderà all’1,75%, mentre aumenta il contributo a carico dei lavoratori: finora era lo 0,40% dal 1° luglio 2000 aumenterà allo 0,50%!

 

Pochi giorni dopo l’accordo la Meie è stata "svenduta" per 670 miliardi alla Unipol, nota compagnia "amica" del Governo, che l’operazione rientri nel prezzo pagato per l’indecente concessione degli ammortizzatori sociali ad una azienda con 5.050 miliardi di utili?

Come si vede ogni lavoratore deve interessarsi perché tutti possono, prima o poi, essere colpiti. L’accordo del 28 marzo apre una strada pericolosa per successivi accordi ancor più pesanti, prima che sia troppo tardi FERMIAMOLI SUBITO! Per questo i sindacati di base propongono:

  • Massima informazione mediante volantini, comunicati stampa, delegati, sito internet; invitiamo i lavoratori, vista la complessità della materia, a mettersi in contatto per spiegazioni e chiarimenti;
  • Un coordinamento legale a livello nazionale, per fornire assistenza ed intraprendere eventuali iniziative di tutela, di tipo collettivo ed individuale;
  • Un primo momento di lotta contro l’accordo, contro il modo di fare sindacato di CGIL-CISL-UIL, contro la rottamazione dei lavoratori e la cassa integrazione a zero ore, contro la privatizzazione degli utili e la socializzazione delle perdite, per bloccare il rinnovo "clandestino" del CCNL, per l’elezione democratica dei delegati (RSU).

Giovedì 20 Aprile 3 ore di Sciopero a fine turno (part-time secondo proporzione)

Dire no, si deve, per non essere complici dell’ignobile inciucio Governo-Azienda- CGIL/CISL/UIL

La partecipazione allo sciopero è importante anche perché è inequivocabile espressione di non acquiescenza all'accordo. Cambiare si può, anche se è difficile e impegnativo.

aprile 2000