Scioperare per un vero CCNL di settore

Le motivazioni dello sciopero nazionale dei lavoratori Telecom del 26 giugno prossimo, contenute nel comunicato unitario del 13 giugno 2000, non possono essere sufficienti per chi da anni lavora in CGIL sostenendo l’obiettivo di un contratto di settore delle telecomunicazioni in grado di ricondurre ad unitarietà di condizioni i soggetti industriali presenti ed i lavoratori ivi operanti.

Il CCNL di Settore delle TLC non può essere costruito esclusivamente tenendo conto delle aspettative delle aziende in ordine alla compressione dei salari e all’introduzione di tutti gli strumenti di precarizzazione del lavoro che l’attuale legislazione consente. Esso deve innanzitutto rispondere alla complessità delle professioni e dei saperi presenti, all’alto grado di innovazione ed al conseguente sforzo di aggiornamento costante necessario per mantenersi "produttivi", agli enormi profitti che le imprese ed i loro azionisti conseguono.

Per questo riteniamo grave l’assenza di una precisa piattaforma sindacale in materia da opporre agli ignobili tentativi di Confindustria di far retrocedere i diritti e la normativa di 30 anni rispetto a quanto contenuto nel contratto Telecom, che organizza la stragrande maggioranza dei lavoratori del settore.

Orario, inquadramento, trattamento in caso di malattia, maternità non sono capitoli sui quali si possa accettare di ragionare esclusivamente sul canovaccio padronale!

Ma è sui minimi salariali che quanto sin qui discusso, e purtroppo non riportato come una negatività nel comunicato sopra citato, ci riempie di preoccupazione : non è possibile stabilire minimi così bassi, anche rispetto a quelli del contratto precedente, e contemporaneamente porsi l’obiettivo di tutelare i diritti acquisiti!

Si tratta di un segnale di resa alle strategie della controparte, tutte rivolte all’abbattimento del costo del lavoro e all’eliminazione quanto più accelerata possibile del differenziale salariale e normativo ancora presente nell’azienda ex monopolista.

Non ci serve un CCNL di Settore qualunque, basta che sia! Il nostro approccio al problema non può che essere quello di porre oggi le basi per un contratto tendente a ridurre i differenziali esistenti e non ad esaltarli : bisogna cercare il consenso dei lavoratori, non delle controparti!

Analogamente sull’armonizzazione del CCNL Telecom la posizione nazionale, riportata in modo più sfumato anche nel comunicato della segreteria regionale lombarda di SLC, non può essere condivisa: che razza di Sindacato è quello che accetta a priori un doppio regime salariale tra lavoratori in servizio e nuovi assunti ?

Non si tratta di emendare la posizione della controparte, ma di contrapporvi un chiaro progetto sindacale fondato innanzi tutto sulla parità effettiva di condizioni tra lavoratori all’interno di una stessa azienda.

Le assemblee, laddove si sono tenute, hanno mostrato con chiarezza il malessere di cui è intrisa una categoria in balia dell’azienda sul terreno della ristrutturazione e sgomenta di fronte a relazioni sullo stato della vertenza contrattuale lacunose e non confrontabili con una posizione di partenza.

In questa condizione lo sciopero del 26 giugno prossimo rischia di essere una vera e propria capitolazione : non convince nei contenuti, tanto meno nel metodo con il quale è stato indetto e, più in generale, con il quale è stata finora affrontata l’intera partita.

Bisogna avere il coraggio di riconoscere gli errori quando la strada imboccata si rivela senza uscita: siamo ancora in tempo a tornare indietro, possiamo bloccare le trattative sia di settore che di armonizzazione per dotarci finalmente di una posizione definita e nostra su tutti i principali temi da risolvere precedentemente citati. Lo sciopero diventerebbe allora l’occasione per tanta gente di rialzare la testa, guidata dal proprio Sindacato sentito, finalmente, come strumento utile e sicuro per difendersi e proseguire in un cammino che si preannuncia comunque difficile.

 

L’Ordine del Giorno è stato presentato all’attivo regionale Slc della Lombardia del 2 giugno 2000. L’ordine del giorno è stato respinto con 21 voti favorevoli, 1 astenuto e 26 contrari. L’attivo regionale ha approvato un ordine del giorno proposto dalla segreteria regionale SLC-CGIL.