| Assemblea nazionale di Mestre (15 luglio) di solidarietà con i
lavoratori jugoslavi e contro l_embargo INTERVENTO DI RUZITA MILOSTAVLJEVIC, presidente del Sindacato Unitario della Zastava di Kragujevac (da sbobinatura)
La Zastava è stata motore di sviluppo del paese ma ora, dopo 10 anni di sanzioni e di embargo, lotta per la sopravvivenza ed ha perso molte fabbriche rimaste fuori dal territorio dell_attuale Jugoslavia, e tutta la produzione rimasta è stata portata a Kragujevac. Con l_embargo dell_ultimo anno ha poi praticamente perso la possibilità di produrre perchè non può più effettuare scambi di merci con l_estero per procurarsi materiali e quella che era la produzione giornaliera è diventata la produzione annuale: ci può dunque essere solo sopravvivenza in attesa della fine dell_embargo, dato che solo qualche paese dell_area balcanica acquista qualcosa della sua produzione. I bombardamenti del 9 e del 12 aprile _99 hanno distrutto 6 stabilimenti ed è cessata la produzione: sono rimasti senza lavoro 36.000 dipendenti, senza parlare dell_indotto che un tempo coinvolgeva fino a 240.000 lavoratori. I danni sono stati enormi per tutto il tessuto sociale: al di là della volontà, la forza dei lavoratori per la ricostruzione e la ripresa della produzione è stata molto limitata per la mancanza di investimenti e di fondi. Un decreto del Governo ha stabilito che tutti i lavoratori della Jugoslavia devolvano un giorno di lavoro al mese per costituire un fondo di solidarietà per la ricostruzione del paese e delle fabbriche, dando la priorità a case,elettricità, ospedali, scuole e ponti, quindi alla Zastava va il 5,3 di questo magro fondo. Tuttavia nell_anno appena trascorso è stata realizzata la prima fase della ricostruzione, che ha dato la priorità alla riattivazione della centrale termica, che serviva tutta la città di Kragujevac riscaldando case, scuole ed ogni altro edificio pubblico. 12.000 lavoratori della fabbrica, dotati anche di varie altre capacità, specie nell_edilizia, si sono inoltre volontariamente impegnati a sgomberarla dalle macerie, aggravate da diverse violentissime alluvioni (dopo la fine dei bombardamenti è piovuto ininterrottamente per 28 giorni), e a rifare le coperture degli edifici e i vetri alle finestre, lavorando notte e giorno, col caldo e col freddo, praticamente senza attrezzature.Ora negli impianti che erano stati distrutti è ripresa la produzione, ma è necessario aumentare la produttività (molto bassa, ovviamente), e ripristinare il reparto forgiatura, distrutto all_80%; ci sono gravissimi problemi per rimettere in funzione gli impianti, perchè le ditte straniere non possono inviare gli indispensabili ricambi; solo 600 lavoratori possono lavorare come prima dei bombardamenti, (e lo fanno a rotazione,quando ciò è possibile, per distribuire al massimo il reddito fra le famiglie). I maggiori problemi sono nella fabbrica di automobili, che occupava 580.000 m.q. e aveva 3 linee di produzione: ora una linea serve per 3 modelli e produce 18.000 vetture contro le 240.000 di un tempo. Il reparto di lastroferratura è stato ricostruito adeguando le linee alla produzione attuale. Molto difficile la situazione del reparto verniciatura auto (colpito), mentre la situazione è diversa per i camion. La ricostruzione richiederà diversi anni, ma non si vedono sbocchi futuri, data la pesantezza dell_embargo che viene continuamente aggravato da nuove proibizioni della Unione Europea circa l_import/export: proprio in questi giorni è stata pubblicata una _lista bianca_ di 190 imprese che possono commerciare con l_estero, tutte piccole e private , cosa che fa temere che la Zastava sarà sulla _lista nera_, impossibilitata a qualunque scambio di merci, e quindi definitivamente condannata (cambi e motori le venivano dall_IVECO), dopo essere già stata distrutta 3 volte. I lavoratori della Zastava, che nell_89 era stata la prima a firmare il contratto collettivo di lavoro che garantiva un salario minimo di 850 marchi al mese, ora sono per il 50% in aspettativa e percepiscono 20 DM, contrattando ogni mese con lo Stato aiuti in generi di prima necessità (olio, zucchero, farina), per circa altri 20 DM, (che però non sempre ci sono). Quelli impiegati ricevono 120 DM e viene applicata la rotazione, ma non sempre è possibile e alcuni operai sono fuori da 10 anni. Se si considera che per vivere occorre un minimo di 300 DM,non ci sono le condizioni per la sopravvivenza. Da anni non si pagano acqua, energia e simili, ma tutto viene scritto per un pagamento futuro che nessuno sarà in grado di affrontare. Intanto per fortuna c_è la solidarietà internazionale dei lavoratori tedeschi e italiani, al di là delle differenze politiche, che ha un grande valore morale oltre che economico in questa durissima lotta per la sopravvivenza. Gli aiuti servono prioritariamente di 3 tipi: 1°- materiali e fondi per la ricostruzione e la ripresa dell_economia distrutta: senza lavoro è impossibile la vita. La IG Metal e altre grandi fabbriche tedesche sono impegnate nel progetto di far pervenire pezzi utili agli impianti e hanno fornito un tornio di 12 metri di tipo molto specifico, mai avuto in Zastava ( ce ne sono due in tutta la Jugoslavia; c_è inoltre il tentativo di fare un contratto per ottenere parti per il funzionamento di centrali termiche e miniere. Questi sono aiuti molto importanti, perchè per la fabbrica l_isolamento è mortale. 2° - Data l_impossibilità delle cure mediche serve aiuto economico diretto per medicinali e attrezzature del presidio sanitario che ha buone professionalità e copriva il livello diagnostico, ma le sue macchine vecchie di 20 anni, essendo vicino ai reparti colpiti, sono andate fuori funzione. Non è più possibile fare diagnosi. La CGIL italiana ha procurato un apparecchio per mammografia (una donna su due ha tumori al seno), e dalla Germania sono giunte lastre e attrezzature dentistiche e cardiologiche: tutto ciò è stato trasferito all_ospedale di Kragujevac che serve 800.000 abitanti e sarà molto utile perchè lo stato di salute generale è molto grave; l_età media dei lavoratori della Zastava è di 43 anni perchè da 10 anni non ci sono più assunzioni di giovani, e inoltre la fabbrica non è più riscaldata a causa dei costi, per decisione dei lavoratori stessi. A questo si sono aggiunte le bombe, il PCB, l_uranio impoverito. Dagli esami del sangue la salute risulta in condizioni allarmanti, e il problema più grave è che, se è difficile fare diagnosi (l_embargo proibisce di importare anche il tubo per le schermografie), poi non ci sono farmaci e sostanze per fabbricarli (le poche fabbriche jugoslave sono state bombardate anch_esse).Le farmacie di stato sono vuote, quelle private hanno prezzi inavvicinabili, i medicinali sono garantiti dal mercato nero e lo sfruttamento è terribile, perciò, per combatterlo, coi farmaci fatti arrivare con gli aiuti è stata formata una farmacia _umanitaria_, severissimamente controllata, per i lavoratori, gli ex lavoratori e le loro famiglie, (cioè 2/3 della città). Gravissima la proliferazione di carcinomi, si è all_inizio di una vera epidemia, e le diagnosi sono difficili a causa della vecchiezza degli apparecchi; inoltre non c_è produzione di terapie: gli ospedali, dove i tumori sono curati gratuitamente per legge, non possono fare altro che mandare a casa i malati: c_è quindi un_infinità di tragedie personali, senza speranza, e la paura che i più saranno abbandonati a se stessi. Il presidio sanitario della Zastava, che ha sempre funzionato molto bene nel campo della protezione sul lavoro, tramite diagnosi veloci ed esami sistematici, soprattutto del sangue, ha constatato che sono in forte aumento i bambini sofferenti di asma da stress, diabete (per la cura del quale manca l_insulina), ed epilessia, e che si diffondono nuove malattie, quali la leucopenia (malattia del sangue). Forti sono le paure per settembre, quando si riapriranno le scuole: ci saranno gravissimi problemi per il riscaldamento e aumenteranno le malattie delle vie respiratorie. 3°- molto importante si è rivelato il sistema degli affidi a distanza, praticato solo dall_Italia, che ha dato ottimi risultati, aiutando a sopravvivere le famiglie poste nelle peggiori condizioni: data la situazione generale il Sindacato ha dovuto con molta fatica individuare criteri generali per la loro selezione, che sono stati accettati senza nessuna critica o polemica da tutti gli operai; fino ad ora le adozioni sono 1.140, ma i bambini in attesa sono 10.000, e sono i più bisognosi tra i bisognosi. Solo chi ha visto può realmente rendersi conto della lotta che combatte anche solo per sopravvivere una famiglia, mediamente di quattro persone, con l_equivalente di 20.000 lire al mese. In questa terribile situazione la gente è molto unita e solidale e non si è verificato alcun problema fra le 34 _etnie_ presenti fra i lavoratori, così come non ce ne erano mai stati in precedenza: serbi, rom, albanesi, ebrei, turchi, kossovari, croati, goranci, ecc: hanno sempre lavorato e vissuto insieme, e continuano a farlo, aiutandosi a vicenda. Al Sindacato Unitario del Gruppo Zastava aderisce il 92% dei lavoratori, al di là delle diverse opinioni politiche, e il Sindacato si occupa delle loro condizioni di vita e di lavoro, senza porre nessuna altra questione. Le scelte politiche dei singoli non possono mettere in discussione il loro diritto al lavoro e alla vita, che potrà avere qualche speranza solo se verrà tolto subito questo terribile embargo contro i lavoratori che condanna a morte indiscriminatamente una intera popolazione, da sempre multietnica. Questo è l_aiuto veramente fondamentale, indispensabile per la sopravvivenza del popolo jugoslavo: gli aiuti possono in qualche (limitato) modo alleviare l_attesa, ma solo i mezzi delle nazioni possono intervenire sui tanti tipi di inquinamento e avvelenamento del suolo, dell_acqua e dell_aria causati dai bombardamenti della NATO, che l_embargo rende impossibile perfino monitorare. Il popolo jugoslavo non può capire questo accanimento, ma non vuole odiare nessuno:solo augura che quello che gli è accaduto non succeda a nessun altro popolo.
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