Lo scenario mondiale in cui ci prepariamo al vertice dei G8 a Genova, è uno scenario pieno di profonde ingiustizie. Il 20% della popolazione –quella dei paesi a capitalismo avanzato- consuma l’83% delle risorse planetarie; 11 milioni di bambini muoiono ogni anno per denutrizione e 1 miliardo e 300 milioni di persone hanno meno di 1 dollaro al giorno per vivere.

E la situazione, purtroppo, continua a peggiorare .

I G8 pretendono di governare e di fatto governano il pianeta senza alcun mandato e senza che il loro diritto a farlo sia stato legittimato da alcun trattato o accordo internazionale .

I G8 rispondono solo a se stessi e si autolegittimano, nonostante la crescente opposizione dei popoli.

I G8 riuniscono i paesi più potenti del pianeta - Canada, Francia,Germania,Giappone,Gran Bretagna, Italia,Russia e Stati Uniti- in accordo con l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) coadiuvati dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) la banca mondiale (BM) e l’organizzazione mondiale del commercio (WTO).

Applicano ed esportano politiche subordinate alla dittatura del mercato che stanno creando profondi scompensi tra paesi e ceti sempre più ricchi e paesi e ceti sempre più poveri . Del resto,se ci fermiamo ad analizzare la situazione ci accorgiamo che gli scompensi sono ovunque :

"Nel paese più ricco del mondo (U.S.A.) per la maggior parte della forza lavoro i salari sono rimasti fermi, quando non sono diminuiti ; gli orari di lavoro sono drasticamente aumentati, mentre le prestazioni dei sistemi di previdenza e sicurezza sociale hanno subito tagli " (Noam Chomsky)

Anche in Italia le politiche economiche neoliberiste hanno favorito gli interessi dei ceti possidenti contro i bisogni delle classi produttive – i tagli alle spese sociali (sanità,scuola,pensioni), l’aumento del precariato, della disoccupazione e della flessibilità sono stati il leit-motiv che ci ha accompagnato negli ultimi 20 anni e purtroppo,per noi, questo significa …da sempre!

In questo scenario ogni persona è chiamata a scelte chiare che implicano la ricerca della cooperazione e della collaborazione e il ripudio degli squilibri economico-sociali all’interno dei singoli stati e su scala planetaria, dello sfruttamento incontrollato delle risorse ambientali, delle attuali politiche imperiali,coloniali e patriarcali,e della guerra come strumento per risolvere le controversie tra le nazioni.

E’ necessario costruire un nuovo modo di pensare che sappia rispondere a quei modelli culturali dominanti che, passando attraverso una crescente disgregazione sociale, impongono comportamenti che impediscono anche il solo immaginarsi una società migliore.

Un mondo diverso è invece possibile !!

Un mondo diverso è ormai necessario !!

E’ possibile partire da questa riflessione per costituire un gruppo di lavoro che nei prossimi mesi potrà dare la possibilità di esprimerci pubblicamente, anche all’interno del nostro posto di lavoro, che, come ben sappiamo, ha la peculiarità di essere un potente "mezzo di comunicazione" considerando il numero delle persone che quotidianamente frequenta la libreria.

E’ una sfida che dobbiamo raccogliere e che dobbiamo necessariamente trasmettere a tutte le persone che, tutti i giorni, ricevono da noi un servizio così importante quale la diffusione della cultura nella maggior parte delle sue forme.

L’assemblea dei lavoratori della libreria Feltrinelli di Genova