RSU - Rappresentanze Sindacali
Unitarie Perché diciamo NO NO alla privatizzazione della Sanità Pubblica perché è un ulteriore attacco ai diritti dei cittadini. Diritti previsti dalla Costituzione.NO all utilizzo del project financing (utilizzo di investimenti privati ): perché la restituzione dei 200 miliardi investiti dai privati comporterà lattenzione da parte dellospedale ai soli impegni economici che da lì deriveranno per ben 19 anni (e allora: appalti, superspecializzazione, accentramento dei servizi sguarnendo la provincia, diminuzione dei servizi meno remunerativi). E il primo esperimento economico di questo tipo in Italia che coinvolge un intera azienda ospedaliera; da ciò gli attuali dirigenti trarranno grande lustro -indipendentemente dalle conseguenze che subiranno la popolazione ed i lavoratori-.NO alla logica degli appalti o esternalizzazioni, altro passo previsto per remunerare gli investitori (si comincia con la lavanderia di Cantù, poi la mensa, la vigilanza, e così via) perché non vi è un vero risparmio di gestione (anzi ) . La gestione diverrà, però, privata a scapito della qualità dei servizi erogati e del controllo pubblico (con peggioramento dei servizi e delle condizioni lavorative in quanto si tenderà a risparmiare su tutto e tutti per ottenere profitti). Inoltre lospedale dovrà intervenire anche mettendo a bilancio una restituzione ai privati di 18 miliardi annui per quasi due decenni. Come potrà essere concretizzato? Non investendo sugli altri presidi, favorendo prestazioni remunerative a scapito di altre non remunerative.NO alla esclusione dalle decisioni di tutta la cittadinanza e dei lavoratori: lospedale è di tutti (pubblico) e non proprietà privata della direzione del S.Anna. Il progetto del nuovo ospedale con lingresso dei privati è nato da un idea del Collegio delle Imprese Edili e successivamente si è voluta ascoltare solo la voce di varie élite cittadine (Rotary, industriali, Primari, ) sopra la testa di ogni partecipazione dal basso e, peggio, sopra la testa dei rappresentanti dei cittadini nelle istituzioni (non sono stati coinvolti preventivamente Comuni e Provincia: per questo vi sono divergenze di opinioni). Oggi è QUEL PRIMO PROGETTO che si vuole attuare escludendo qualsiasi altro contributo a priori.NO alla favola della "cittadella sanitaria", fumo negli occhi solo per rendere esecutivo il progetto di nuova struttura ospedaliera con partecipazione di privati così come era stato pensato in prima battuta dalle élite cittadine: in realtà il fine è quello di ottemperare a degli impegni presi con ditte private (Astaldi & C.) perché possa entrare il vigore il project financing, non certo quello di rispondere alle volontà della cittadinanza.Se non ci sono i soldi per il nuovo ospedale (e si deve ricorrere a investimenti privati) come può prendere vita uno "sdoppiamento"? Si lasceranno le attuali strutture nelle condizioni in cui sono ? Con quale personale si intenderà lavorare? Già oggi è gravissima la carenza di personale infermieristico. Rivolgiamo la domanda anche ai primari. NO alla speculazione: lattuale zona su cui sorge lospedale è vincolata a servizio pubblico e sanitario. Con la firma fra sindaco e giunta lombarda si tolgono quei vincoli (cosa sempre negata in passato dallo stesso Comune) permettendo anche lutilizzo a fini residenziali privati, come ci ha esplicitamente detto il sindaco.NO alla disgregazione dei servizi sanitari pubblici sul territorio: perché dovendo restituire 18 miliardi annui per 19 anni alle aziende private per ledificazione del nuovo ospedale, si dovranno "tagliare" i rami economici secchi, dopo aver esternalizzato lesternalizzabile. Il territorio sarà il primo obiettivo dei non investimenti (vedi Mariano, Menaggio, Asso, Servizi territoriali e Cantù).NO alla confusione: perché la chiarezza è lelemento che è sempre mancato a tutta la vicenda impedendo di comprendere fino in fondo gli intrecci e gli sviluppi di ogni decisione.Più volte abbiamo richiesto alla azienda di ascoltare noi e la popolazione ma non abbiamo mai ottenuto alcuna risposta. Cosa succederà alla Sanità Pubblica nei prossimi 19 anni? Abbiamo anche sottoposto delle nostre proposte (nei giorni scorsi in merito alla esternalizzazione della lavanderia di Cantù, per esempio) ma lazienda non ha nemmeno voluto entrare nel merito della discussione. Questo progetto, è chiaro, si inserisce nella linea intrapresa dalla giunta regionale lombarda di lenta distruzione della Sanità Pubblica e Como costituisce il terreno di prova per una nuova sperimentazione economico-politica. A ciò noi ci opponiamo.
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