| G8: POCHI
RISULTATI E TANTA VIOLENZA E DISTRUZIONE
Il G8 si č concluso con pochi risultati concreti e strutturali rispetto ai problemi, lasciando dietro tanta violenza , distruzione e la morte di un giovane. In questi giorni sono avvenuti fatti inauditi che non devono succedere in un paese democratico e civile. In una cittā blindata dalle forze dellordine e con la presenza dei servizi segreti č stato incomprensibilmente permesso a dei delinquenti, totalmente estranei al movimento contro la globalizzazione liberista, di agire indisturbati per giorni. Le tute nere, conosciute da tutte le polizie europee hanno potuto fare vandalismo e distruzione, agire provocatoriamente, infiltrarsi in continuazione tra le centinaia di migliaia di pacifici manifestanti, senza che da parte delle forze di polizia si attivasse un'azione efficace di prevenzione e di repressione. Sabato 21 luglio a Genova cerano oltre duecentomila manifestanti aderenti alle molte organizzazioni democratiche. Si era promosso il "controvertice" e la manifestazione per sollecitare il G8 ad affrontare strutturalmente problemi reali, che attanagliano il nostro pianeta nellera della globalizzazione. Un movimento complesso e articolato, che per giorni ha discusso di proposte e di problemi concreti, che ha organizzato una grande e pacifica manifestazione per denunciare i disastri sociali, ambientali e culturali che la globalizzazione dominata dalle multinazionali e non governata porta con se e per affermare che i diritti umani sono di tutti: il diritto alla libertā e alla pace allistruzione, al lavoro e ad un salario dignitosi, alle libertā sindacali, alla salute ed alla salvaguardia dellambiente. Le stesse organizzazioni sindacali, tutte, hanno chiesto anche una riforma che renda trasparenti e democratiche istituzioni e organismi internazionali e ridia ruolo centrale alle Nazioni Unite. Tutto questo č stato messo in secondo piano. La violenza, la distruzione e la morte di un giovane hanno preso il sopravvento. Ci chiediamo a chi giovi tutto questo. Noi, delegati, lavoratori e democratici non possiamo restare indifferenti di fronte alle violenze e alle inadempienze che si sono resi responsabili anche le forze dellordine. Ci sono responsabilitā del Ministro degli Interni e di chi doveva organizzare e dirigere le forze dellordine. Abbiamo assistito a troppa violenza verso persone indifese, a cariche militari nei confronti del corteo composto da migliaia di pacifiche persone, a lanci di lacrimogeni ad altezza duomo, ad ingiustificate irruzioni e una violenza inaudita verso giovani inermi e nei confronti degli strumenti di lavoro nella sede del Social Forum. Sono stati picchiati giornalisti, medici, avvocati e deputati. Abbiamo visto scene raccapriccianti daltri tempi, a comportamenti che ci rimandano a paesi a dittatura e non ad un paese civile e democratico. Giornalisti e democratici, politici di tutta Europa chiedono come questo sia potuto avvenire. Noi, delegati sindacali, lavoratori e cittadini di questo paese vogliamo rimarcare il bisogno di ristabilire regole democratiche, il diritto di manifestare il dissenso respingendo con la forza delle idee e dell'azione democratica la violenza e il sopruso. Manifesteremo ancora in difesa della democrazia e dei diritti Costituzionali, contro chi nellattuale Governo vuole spingerci nel clima di stato di polizia, senza distinguere e assimilando la protesta di centinaia di migliaia di donne e uomini con i pochi che hanno esercitato con troppe coperture una vigliacca e non giustificabile cieca violenza. Milano, 23 luglio 2001 R.S.U. ITALTEL Castelletto
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