CGIL
LAVORO E SOCIETA' Oggi alle 18.00 in Piazza
San Babila Siamo indignati. La rappresaglia ingiustificata della polizia contro la sede del Genoa Social Forum nella notte del 21 luglio ci riporta alle pagine più buie della storia della Repubblica, sia per la violenza che lì è stata esercitata, che per la volontà politica che esprime. Dopo la riforma e la smilitariazzazione del 1981 si era avviato un processo di democratizzazione degli apparati della sicurezza. L'azione della scorsa notte ci riporta indietro di anni, in un clima di preoccupazione ed incertezza che credevamo di esserci definitivamente lasciati alle spalle. Gli agenti di polizia sono parte integrante del movimento dei lavoratori. Per questo non possiamo che indignarci contro il Ministro e le gerarchie militari e di polizia per le azioni viste a Genova. Se la politica dell'ordine pubblico si trasforma in atto illegale e vendicativo, si squadernano scenari da regime che non possiamo accettare. Il Governo e il Ministro degli Interni debbono rispondere al popolo italiano delle violenze e dell'approssimativa preparazione delle forze dell'ordine. Condanniamo senza appello la violenza scatenata dai provocatori del Black Block, ma non possiamo tacere il ruolo negativo dei tutori dell'ordine che hanno perso il controllo della situazione e dei nervi. Un ragazzo di 23 anni ucciso da un ragazzo della sua stessa età in divisa da carabiniere; gruppetti di provocatori vestiti di nero che si aggiravano impunemente ai margini di un enorme, pacifico, colorato, determinato corteo; centinaia di feriti in moltissimi casi ragazze e ragazze impauriti vittime di pestaggi assolutamente immotivati, di maganelli utilizzati alla cieca. Così uno straordinario incontro di esperienze, culture, storie, sensibilità, raccolto attorno al rifiuto di un mondo diviso tra ricchi e poveri, di una globalizzazione che annulla diritti e produce nuove schiavitù ed ingiustizie, è stato oscurato dal fumo dei lacrimogeni e dei cassonetti bruciati. Così le immagini belle di una moltitudine di uomini e donne con i propri simboli che si mescolavano in corteo sono state sostituite da quelle, inquietanti, di guerrieri medievali con vessilli neri su luccicanti lance d'acciaio e da quelle, altrettanto spaventose di uomini in divisa in assetto da guerra che travolgevano persone inermi. Erano tanti in quel corteo le lavoratrici ed i lavoratori: hanno portato anche nei momenti più difficili, la ragionevolezza e la compattezza della loro storia democratica. La loro presenza ha permesso che la situazione non degenerasse ulteriormente. A Genova, nella tormentata giornata del 21 luglio, una nuova generazione è scesa in campo; lo ha fatto con le sue contraddizioni, confusamente. Dobbiamo fare in modo che il sindacato, il movimento dei lavoratori non spezzi l'esile filo di un rapporto che lì si è creato e sappia parlare con le ragazze ed i ragazzi di Genova. Lasciarli soli oggi, spingerli nelle braccia di un manipolo di violenti o ributtarli nell'apatia, sarebbe un errore fatale. Per questo continueremo il dialogo avviato con il Genoa Social Forum, anche per espellere prassi che nulla hanno a che vedere con la nostra storia e sostenere gli obiettivi di un movimento che tenta di affermare una diversa politica economica e sociale. Per questo partecipiamo al presidio organizzato questa sera alle ore 18.00 in Piazza San Babila ed alle manifestazioni che di terranno domani, 24 luglio per la democrazia ed invitiamo le lavoratrici ed i lavoratori a mobilitarsi e vigilare sugli appuntamenti futuri. Milano, 23 luglio 2001 |