| SLC-CGIL
GENOVA RAI- MILANO Ribellarsi allidea che otto potenti possano piegare le sorti del mondo alle loro convenienze, essere convinti che non si può continuare a sfruttare i paesi più poveri, credere nella necessità di avere un organismo che rappresenti tutte le nazioni e che riconosca ad ogni popolo uguale dignità. Argomenti sui quali si possono confrontare e far crescere gli ideali d intere generazioni di giovani, vistose ingiustizie che il mondo occidentale consuma nei confronti dei restanti abitanti del pianeta, e che alla fine portano allarricchimento di poche persone. Ingiustizie che entrano nel cuore e negli occhi di credenti e non credenti, e che portano alla mobilitazione di persone profondamente diverse tra di loro, una ventata di solidarietà che in qualche modo finisce per incidere sullintera opinione pubblica. Lobiettivo principale di chi vuole i vertici mondiali trasformati in un arrogante passerella per vendere la propria immagine, non poteva essere che quello di rompere questarmonia. Le cariche delle forze dellordine, con la volontà di fare emergere verso i cittadini solo laspetto violento di quella che è stata una grande manifestazione di massa, erano quanto ci si poteva aspettare e quanto avvenuto. Le principali reti della RAI si sono come sempre assoggettate velocemente ai poteri del più forte. Loperato dellunica rete che ha cercato di fornire la cronaca di quanto accaduto è strumentalmente utilizzato per attaccare lintera azienda. Mettere in difficoltà lala moderata dei manifestanti, spaventare i più giovani e le famiglie costringendoli così a rimanere a casa, era il primo obiettivo delle cariche, mentre poco è stato fatto per intercettare e isolare i violenti. Le manifestazioni di massa pacifiche, allegre, colorate, fanno sempre paura al potente, perché un clima positivo aumenta i rapporti personali, permette ai soggetti di aggregarsi, alle coscienze di crescere, si creano le condizioni che permettono ad ogniuno di noi di rompere il muro che si è alzato a difesa dei propri interessi, un muro che ci lascia soli e quindi strumentalizzabili. Non è un caso che pur essendoci decine daltre soluzioni per assicurarne lo svolgimento di questo vertice, alla fine si è scelto di alzare proprio un muro, tuttaltro che simbolico, per separare la zona rossa dal resto della città di Genova, dal resto della gente, dal resto del mondo. Unevidente provocazione ai manifestanti, quelli pacifici, mentre i violenti, quelli che i muri li hanno dentro se stessi, hanno messo a fuoco una città. Evidente lincapacità di chi ha gestito la sicurezza dei genovesi e dei partecipanti al corteo pacifico. Ci sarebbe da fare dellironia sulle due visite di Berlusconi a Genova nei giorni precedenti al vertice, visite in cui, nel rispetto del culto della sua immagine, rassicurava i cittadini che, salvo le fioriere tutto era a posto, ma lironia si spegne sulle immagini di un ragazzo di 23 anni morto negli scontri, forse ucciso da un altro ragazzo che di anni ne aveva 20. Al di la delle riflessioni sul come questo sia potuto accadere, molti tra noi si sono semplicemente chiesti perché due carabinieri ausiliari cosi giovani siano stati utilizzati in una situazione così critica, dove l esperienza conta; volendo essere buoni si tratta dellennesima dimostrazione del modo disastroso, in cui i responsabili delle forze dellordine non hanno gestito lintera situazione. Una spiegazione logica, il dibattito forse continuerà ... Come deve continuare la crescita di un movimento che si basa su dei principi etici giusti. Quella che invece non continuerà è la vita di un giovane manifestante, e quella che non finirà è langoscia di un padre al quale non possiamo che dare solo la nostra solidarietà, nella convinzione che i colpevoli di quella morte, più che negli occupanti della camionetta, stiano in chi dentro le istituzioni il clima di scontro lo ha volutamente ricercato. Per il resto, anche le interpretazioni strumentali della destra sulle violente perquisizioni nella sede del Genova Social Forum, si infrangono sulla marea di gente, che pur prendendosi le manganellate, ha continuato a sfilare pacificamente con le mani alzate per le vie di Genova. milano, 24 luglio 2001 |