| Santiago del Cile - 20 Luglio 2001
Apprendiamo dalla cronaca e dalle testimonianze dirette di amici, colleghi, e compagni che hanno vissuto le giornate di Genova una serie di fatti estremamente gravi, su cui è necessario soffermarsi e riflettere. Ciò che è avvenuto non sarà senza conseguenze: le tragedie di Genova dovevano essere evitate, si poteva e si doveva fare uno sforzo di coordinamento e prevenzione che trentamila uomini schierati per le forze dell'ordine erano in grado di realizzare. Ciò che è invece stato evidente è stata la chiara intenzione da parte del Governo di criminalizzare il movimento del Genoa Social Forum, di farne cadere le istanze, facendole scomparire nel fumo dei lacrimogeni, nei cocci delle vetrine, e nel sangue di troppe persone, tra cui quello di Carlo Giuliani, 23 anni, vittima e strumento di una strategia che assomiglia troppo ad un copione già visto. Ci sono migliaia di testimonianze della crudeltà gratuita della polizia, della commistione tra "Black Blocks" e reparti speciali: si cercano duecento persone scomparse, di cui la polizia non fornisce generalità e luogo di detenzione, ma i cui familiari hanno già ricevuto perquisizioni domiciliari Il Governo in carica e quello precedente hanno perseguito la stessa strategia, si sono rifiutati di dialogare con il Movimento No Global, composto da più di ottocento associazioni in cui moltissimi di noi militano a vario titolo: gli otto capi di stato si sono asserragliati sulla loro nave fantasma, stanziando la cifra esorbitante di 600 lire per ogni malato africano di aids, e questa è stata l'unica gentile concessione .. Dopo Seattle, Davos, Puerto Alegre, Vienna, Goteborg, Genova, gli otto Grandi ancora non sono disposti a cedere su nulla, dalla cancellazione del debito alle emissioni inquinanti, allo sfruttamento minorile delle multinazionali, ai trattati missilistici, al commercio di armi e mine antiuomo: queste sono le rivendicazioni del "Popolo di Seattle" rivendicazioni condivise da grande parte delle Chiese mondiali, da grandissimi pezzi della società civile, da studenti, sindacati, contadini, che non si sentono ne ascoltati ne rappresentati da questi Governi. In Italia si è cercato, fomentato, ed infine trovato un epilogo drammatico: gli allarmi dei Servizi Segreti, una base missilistica a difesa dell'aeroporto, incursori della marina, una città violentata ed un Premier che si è preoccupato di far togliere le mutande stese e di appendere limoni con fili di nylon agli alberelli delle sale degli 8, ma che non ha imposto il rispetto delle regole democratiche ai suoi uomini,o che, peggio, li ha scagliati contro la gente.
I FATTI DI GENOVA SONO STATI DEFINITI "PROVE TECNICHE DI FASCISMO": IN ITALIA LA DEMOCRAZIA E' SOSPESA, MENTRE I FATTI, PER IL MINISTRO DELL'INTERNO, VANNO INTERPRETATI: IN PAROLE POVERE NON SUSSISTONO. APPOGGIAMO LA RICHIESTA DELLE DIMISSIONI DI SCAJOLA DA PARTE DELL'OPPOSIZIONE PARLAMENTARE, E COME LAVORATORI CI SENTIAMO CHIAMATI A VIGILARE SULLA DEMOCRAZIA, DOPO I FATTI DI GENOVA SAREMO TUTTI UN PO' MENO SICURI, MA NON PER QUESTO RINUNCEREMO A SCENDERE NELLE PIAZZE OGNI VOLTA CHE SARANNO MINACCIATI I VALORI IN CUI CREDIAMO, LA LIBERTA' DI PENSIERO E D'OPINIONE, IL RIFIUTO DELLA VIOLENZA, LA CERTEZZA DEL DIRITTO. UN ALTRO MONDO E' POSSIBILE R.S.U. ALCATEL CONCOREZZO 25 LUGLIO 2001
|