| Lodi, 26.7.01 Note a margine sulla manifestazione lodigiana Sulle differenze, sulle diversità, nessuna e nessuno può vantare verità assolute. Neppure sulle molteplici e velocissime proliferazioni delle conoscenze e dellagire che intrecciandosi costituiscono la rete dei movimenti. Il concetto di rete è ormai entrato nelluso comune non solo nel mondo delle imprese che, a differenza dei movimenti, non mancano di conservarsi il comando sempre centralizzato. Le tematiche sviluppate nella settimana organizzata dal Genoa Social Forum (il diritto ad avere acqua e cibo, il diritto alla salute, il diritto ad un lavoro con sicurezze garantite, il diritto allistruzione, il diritto alla democrazia), sono di interesse generale, di necessità pregnante: affrontano nella sostanza tutti gli sradicamenti culturali, le distruzioni sociali che la "globalizzazione liberista" ci impone. Un tribunale per i crimini economici , studi sul ruolo di subordinazione a cui le donne sono sempre più relegate, unapprofondita ricerca sul modo in cui i sovrastati transnazionali, FMI Banca Mondiale,WTO, risanano i paesi.: queste sono alcune delle tematiche di lavoro di cui si occuperà il Forum Sociale Permanente proposto a conclusione degli incontri del controvertice di Genova che noi intendiamo attivare anche nel nostro territorio. Tutto questo caratterizza le associazioni, le organizzazioni e i movimenti che hanno preso parte alla settimana genovese e caratterizza anche tutti e tutte coloro che hanno partecipato al presidio di martedì 24 luglio davanti alla prefettura. Non si devono strumentalizzare frange di emarginazione giovanile, espressione di un disagio realmente presente nella società, tramutate per loccorrenza in fenomeno politico, per oscurare i contenuti del comunicato prodotto dalla delegazione che ha incontrato il prefetto. I motivi che portano significativi settori della popolazione, soprattutto giovanile, allemarginazione e allesclusione sociale sono le scelte compiute da questa società, che mira solo al profitto economico e vuole imporre il suo "pensiero unico", che impone il mercato come unico modello possibile di esistenza e di relazione, che mercifica i corpi, le intelligenze e le risorse naturali ingabbiando i desideri e le passioni. Occorre chiedersi: perché è stato ucciso un ragazzo da un carabiniere della stessa età? perché decine di migliaia di agenti non sono riusciti a fermare qualche centinaio di provocatori fascisti? perché le forze "dellordine" hanno attaccato, a freddo e senza alcuna provocazione da parte loro, donne e uomini giovani e meno giovani che sfilavano pacificamente? perché le forze di polizia hanno organizzato la devastazione della sede del GSF? Polizia e carabinieri hanno occupato militarmente la città di Genova, hanno aggredito un popolo che stava manifestando il suo dissenso verso i G8, hanno impedito lesercizio di libertà sancito dalla Costituzione di questo stato. Così si conclude lappello che le organizzazioni hanno presentato al prefetto di Lodi:
O forse si preferisce dire che i 300.000 partecipanti alla manifestazione di Genova del 21 luglio e che i più di 200 manifestanti di Lodi non avevano diritto ad esprimere in modo democratico e costituzionalmente garantito il loro dissenso? Questa sarà la nostra battaglia: la difesa del principio costituzionale secondo il quale la sovranità appartiene al popolo, che la esercita liberamente per lo sviluppo della società verso forme sempre più perfette di democrazia partecipativa diretta. ReteLodigianaControil G8
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