| PER UN SINDACATO INTERNAZIONALISTA Come tutti hanno notato le manifestazioni anti G8 di Genova hanno evidenziato una presenza massiccia di ragazze e ragazzi che si trovavano per la prima volta a manifestare. Tale fattore è la novità che ci troviamo di fronte sullo scenario politico italiano e non solo. Purtroppo la cronaca di queste grandi manifestazioni ha visto scatenata una repressione da parte delle forze dell'ordine come non si registrava da tanto tempo. In particolare nella giornata del 21 la polizia ha impedito al corteo di sfilare determinando lo spezzettamento in due tre tronconi del corteo al fine di non far comprendere ai manifestanti l'enorme forza dispiegata, e di bloccare lo sviluppo ulteriori di questo movimento, risultato tutt'altro che raggiunto anzi . In questo movimento è forte anche la presenza di tantissimi lavoratori che hanno ben compreso l'attacco senza precedenti che il capitalismo globalizzato e per esso il padronato italiano sta portando nei loro confronti. Sia a Genova che nelle successive manifestazioni tenute in Italia, hanno partecipato numerosi lavoratori ma spesso sfilacciati e disorganizzati, forti della loro voglia di opporsi ad un sistema economico che esclude, affama e uccide, ma disorientati per la debolezza, le titubanze se non addirittura la presa di distanza delle confederazioni sindacali (e dei D.S.). La presenza dei lavoratori sarebbe stata decisamente più numerosa ed energica, se queste organizzazioni avessero avuto la capacità di cogliere questa occasione e destarsi da un torpore che ormai le annichilisce e le allontana sempre di più dalle reali esigenze di operai, studenti e lavoratori che stanno con forza indicando la strada da intraprendere. Occorre sottolineare che la mancata adesione di CGIL-CISL-UIL ha permesso indirettamente che la repressione colpisse duramente il movimento, mentre una forte presenza dei lavoratori avrebbe rappresentato la migliore garanzia di sicurezza per i giovani e giovanissimi presenti nei cortei. Tale nostra affermazione trova facile riscontro nei fatti di SEATTLE. Grazie alla presenza del' AFL-CIO, il più grande sindacato americano, che ha portato in piazza decine di migliaia di lavoratori le manifestazioni si sono potute svolgere in maniera ordinata ed organizzata senza subire la repressione poliziesca ed ottenere l'interruzione anticipata del G8. L'AFL-CIO in quella occasione, pur essendo un sindacato che ha al suo interno tendenze corporative e nazionaliste, ha voluto raccogliere il dato evidente a tutti, ovvero, che la globalizzazione capitalistica, oltre a rappresentare un vero e proprio disastro per il sud del mondo, rappresenta una iattura per i lavoratori del mondo occidentale (delocalizzazione delle azienda, concorrenza al ribasso con i paesi del sud del mondo, precarizzazione dei rapporti di lavoro ect..). Vero compagni dell'Ilva di Genova? La maggioranza del gruppo dirigente della CGIL, il sindacato a cui facciamo riferimento, con le dichiarazioni di Cofferati ha preso le distanze dalla contestazione, dando indicazione a non partecipare alla lotta contro la globalizzazione capitalistica. La volontà della gran parte dei delegati e lavoratori ne siamo sicuri era quella di seguire l'esempio dei metalmeccanici. Del resto questo è stato il messaggio che abbiamo raccolto dall'assise sul G8 organizzato dai sindacati confederali. Infatti, l'intervento del portavoce del GSF ha raccolto gli applausi sentiti e prolungati di delegati e lavoratori, in particolare quando ha chiuso il suo discorso chiamando alla partecipazione dei lavoratori, criticando l'atteggiamento dei suoi dirigenti. L'esempio della AFL-CIO non è stato raccolto dal nostro sindacato, l'esperienza fatta dai lavoratori americani che si sono posizionati su un vero percorso di lotta alla globalizzazione è stato evitato. Al contrario preoccupato da tale percorso, il sindacato italiano ha assunto una posizione di delega agli organismi internazionali come il G8, i cui governi che lo compongono sono coloro che hanno creato i problemi che questo sarebbe deputato a risolvere. Questo atteggiamento aiuta soltanto le proprie economie nazionali a quelle dei propri padroni, mentre i lavoratori vengono sempre più colpiti in modo devastante e nei modi più disparati in tutte le parti il mondo. Alla luce di quanto successo, l'isolamento in cui è stata lasciata la Fiom (che ha subito la repressione e due arresti) ed i delegati e lavoratori che hanno partecipato alle giornate di Genova risulta gravissimo. Non possiamo accettare questo, il mondo del lavoro deve partecipare ed essere attore principale in questo movimento.
Roma, 30 luglio 01 Canti Daniele (segretario S.A.S. Fisac/Cgil Banca del Fucino) Maiorano Antonio (segretario S.A.S. Fisac/Cgil Iccrea Banca) Stefano Paglia (segretario S.A.S. Fisac/Cgil Banca di Roma) Tiziano Troiani (segretario S.A.S. Fisac/Cgil Bnl) Direttivo aziendale Fisac/Cgil Fonspa
|