Genova, 31 luglio 2001 GENOVA PER NOI .. CHE CERAVAMO 19-20-21 luglio 2001
Desideriamo innanzitutto esprimere la nostra solidarietà alla famiglia Giuliani per la perdita di Carlo nellimbarazzo di pensare di non aver fatto abbastanza per impedire il consumarsi di questa tragedia. I gravissimi fatti accaduti a Genova sono stati determinati dal governo Berlusconi che, rifiutando ogni forma di dialogo e riproponendo vecchie strategie, ha messo in atto una aggressione premeditata alle libertà democratiche e costituzionali; illudendosi di poter cancellare ed umiliare una moltitudine di uomini e donne giunti a Genova per manifestare il proprio dissenso alle politiche liberiste ratificate dal "g8". Reputiamo intollerabile in uno Stato Democratico di Diritto la rappresaglia notturna scatenata dalle Forze dellOrdine alle scuole Diaz e Pertini, la prima sede del Genoa Social Forum, con lovvio obiettivo di intimorire e stroncare sul nascere ogni forma di critica e di opposizione sociale, un insulto alla dignità ed allintelligenza di qualsiasi persona di buon senso. Dopo aver letto il comunicato stampa (datato 23.7.2001) della CGIL, ci sentiamo, pertanto, di proporre alcune riflessioni rispetto alle posizioni assunte dalla maggioranza della Segreteria CGIL prima, durante e dopo lo svolgimento del vertice. Oggi più di ieri ci appare incomprensibile la decisione, della Segreteria della CGIL, di non aderire al Genoa Social Forum; scelta settaria di chi, evidentemente, pensa di poter difendere Democrazia e convivenza civile rimanendo marginale alla costruzione politica e materiale di un movimento mondiale come quello espressosi a Genova, allinterno del quale le differenze delle mille anime che lo compongono sono diventate una grande ricchezza. Non capiamo con quale legittimità si formulino richieste a forze politiche e sociali del Genoa Social Forum non assumendosi la responsabilità di aderire ad esso. Respingiamo in toto il tentativo di delegittimare e criminalizzare il Genoa Social Forum. Crediamo un grosso errore della maggioranza del gruppo dirigente della CGIL non aver aderito al Genoa Social Forum ed alle manifestazioni contro il "g8" e di aver sottovalutato con quale scientificità sia stato portato lattacco a quei stessi diritti ampiamente illustrati nella Conferenza al cinema Augustus e ripresi dal comunicato stampa. Riteniamo che questo comportamento non abbia salvaguardato lincolumità dei lavoratori e delle lavoratrici presenti alla mobilitazione, convocati da importanti strutture sindacali, quali la FIOM, la Sinistra Sindacale CGIL, alcune Camere del Lavoro, il Coordinamento Nazionale RSU ed i Sindacati di base Chiediamo alla Segreteria Nazionale Confederale di abbandonare posizioni e comportamenti anacronistici e settari per lavorare insieme, alle varie anime del movimento anti globalizzazione, con la consapevolezza di non essere né gli unici né i migliori; elaborando piattaforme che superino un agire politico sindacale resistenziale, con proposte reali di trasformazione. Ci trova discordi lanalisi, che tende ad azzerare le responsabilità e le scelte politiche (canti, richiami al ventennio e caroselli vittoriosi), di quei tanti "lavoratori di Polizia e Carabinieri " che si sono resi coscientemente responsabili di vili aggressioni ai danni di migliaia di lavoratori e lavoratrici che in quei giorni manifestavano pacificamente, quegli stessi lavoratori e lavoratrici che, con il loro contributo, permettono ad una organizzazione come la CGIL di esistere e che non si sono sentiti né rappresentati né tutelati da essa. Con ciò non riteniamo né intelligente né utile aprire una discussione pro o contro le Forze dellOrdine, ma è nostro interesse stabilire comportamenti illeciti e responsabilità oggettive di quanto accaduto e di quanto poteva essere evitato. Emblematico in questo senso, a nostro vedere, il comportamento di quel funzionario della Digos di Genova che si scagliava su manifestanti già immobilizzati. Rifiutiamo e respingiamo la violenza tutta: quella dei g8 in primis, quella che ha subito il movimento, ma anche quella sostenuta dalla "contingente necessità" abbattutasi sulla popolazione Jugoslava durante la guerra dei Balcani. Appare incomprensibile come nel comunicato stampa non vi sia un attacco chiaro alle responsabilità del governo, chiedendo, quanto meno, la rimozione del Ministro degli Interni e del capo della Polizia, riconoscendoli come primi responsabili della feroce repressione poliziesca scatenatasi a Genova in quei giorni. Restiamo esterrefatti nellapprendere che il direttivo della Camera del Lavoro di Genova ha assunto un allucinante e pilatesco comportamento non solo, non aderendo alla manifestazione indetta a Piazza De Ferrari per il ripristino della Democrazia e della Libertà, ma rinviando la discussione di quanto accaduto a settembre, mentre, tra gli altri, anche iscritti ed iscritte alla CGIL risultavano fermati o feriti. Dobbiamo riconoscere che a partire da Seattle sino alle giornate di Genova "gli anni del grande freddo, del disinteresse e dellabbandono della politica sono finiti; i temi della liberazione dallo sfruttamento, delluniversalità dei diritti, della critica delleconomia drogata ed inquinante delle multinazionali sono di nuovo agitati, e per la prima volta su scala globale, da uno straordinario movimento di massa" dal quale anche la CGIL non può rifuggire. Condividiamo quanto espresso nel comunicato stampa circa il giudizio negativo sullesito del vertice: " linefficacia di tale appuntamento quando in discussione vi sono temi che riguardano popoli e stati diversi da quelli lì rappresentati ", proprio su questa Vostra valutazione ribadiamo lillegittimità del vertice. Solo lunità tra le varie componenti e generazioni del movimento può sconfiggere le derive neo liberiste governate dalle multinazionali che affamano e sfruttano il sud del mondo, alimentano diseguaglianze sociali, cancellano diritti, sfruttano immigrati, donne e bambini, deturpano lambiente. Quanto sopra espresso vuole essere un contributo per aprire un dibattito, partendo dai luoghi di lavoro, ampio, costruttivo ed articolato allinterno della CGIL; non per alimentare e cristallizzare differenze, ma per costruire dal basso una politica sindacale che contrasti lavoro precario, disoccupazione e flessibilità; per la difesa dello stato sociale e degli interessi dei lavoratori e delle lavoratrici e per una giusta ridistribuzione della ricchezza. A Genova il cuore di migliaia e migliaia di lavoratori e lavoratrici dellEuropa è tornato a battere. Da Genova promuoviamo e sosteniamo la mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici alle future scadenze del Genoa Social Forum. Contro la globalizzazione dei profitti per una globalizzazione dei diritti.RSU Aeroporto di Genova
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