| Gruppo di Lavoro "Pace e Guerra " Il gruppo di lavoro su "Pace e Guerra" ha riunito un centinaio di persone, con una ventina dinterventi, molti dei quali di compagni e compagne provenienti dai Forum Sociali locali. Il gruppo si è dato come obiettivo la discussione e lapprofondimento, per quanto limitato dallo scarso tempo a disposizione, delle questioni legate allattuale situazione di guerra, cercando di concentrare lattenzione sulle proposte e le idee per iniziative dopposizione alla guerra, al terrorismo e alla partecipazione italiana alle azioni militari sotto qualsiasi forma. Il gruppo ha anche deciso di mantenere una rete di contatto per proseguire la comunicazione e il dibattito tra le associazioni ed i Forum Sociali sul tema della pace e della guerra tema considerato centrale nella fase attuale8 per questo si è deciso di aprire un mailing-list alla quale invitiamo ad iscriversi tutti gli interessati. E stata anche rilanciata la proposta di un " Forum permanente contro la guerra come luogo di scambio e diniziativa di tutte/i quelle/i che vogliono costruire la mobilitazione. Lanalisi della guerra attuale è stata il punto di partenza di quasi tutti gli interventi, che in generale concordavano sulla necessità di smascherarne il preteso carattere di "guerra al terrorismo", essendo in realtà questa una guerra che ha la sua ragione dessere nelle dinamiche della globalizzazione capitalistica e nella strategia di controllo e dominio delle regioni dove si trovano le principali risorse energetiche.Una strategia preparata da anni dagli Usa e della Nato e che oggi rilegittima la guerra come strumento "necessario"contro la brutalità del terrorismo.Una guerra quindi che si presenta come "permanente", non limitata a qualche pur disastroso bombardamento. La generalità degli interventi sottolineava la scelta dei Social Forum di schierarsi con decisione contro la guerra, contro questa guerra, contro la partecipazione italiana e contro il terrorismo. Contro il terrorismo perché il guidato dalla stessa logica dattacco ai civili e perché, di fatto, si pone su un piano totalmente opposto alla nostra scelta di movimento per i diritti universali. E stata anche sottolineata la volontà di non farsi scippare le nostre parole dordine di "pace nella giustizia"che oggi è utilizzata come propaganda dal governo per creare maggior consenso allintervento militare.Lopposizione alla guerra dovrà vedere un grande impegno per contrastare la " cultura della guerra"che si manifesta nella xenofobia, nella propaganda sullo "scontro di civiltà", nelle pagine delle Fallaci di turno che vogliono creare un senso comune bellico e di cancellazione delle ragioni degli altri.A questa logica dobbiamo saper rispondere con una grande campagna dinformazione/controinformazione, in particolare tra i giovani e gli studenti, che hanno mostrato la loro attenzione e la loro volontà di mobilitarsi in molte città italiane. E stato anche proposto di costruire moduli dintervento per comunicare nelle trasmissioni radio a "microfono aperto" e per scrivere lettere ai giornali. Lopposizione alla scelta della guerra è stata da molti e molte sottolineato come sia unistanza politica, quindi anche dopposizione al governo della guerra, alla logica bipartisan in politica estera segnalando come sia evidente la frattura tra il paese reale. nel quale centinaia di migliaia di persone si esprimono contro la guerra, e un parlamento che al 95% vota per la guerra. In questo senso è stato sottolineata da molti la centralità di uniniziativa contro le spese militari e la "finanziaria di guerra", per costruire una grande campagna contro laumento del bilancio della difesa e le spese militari una campagna che deve essere portata avanti Social Forum cercando di coinvolgere sindacati, lavoratrici e lavoratori nella consapevolezza che il taglio delle spese sociali e per i contratti rappresenta laltra faccia della medaglia. Tutti gli interventi sono stati concordi sulla necessità che la nostra iniziativa pacifista debba essere caratterizzata anche da una forte mobilitazione per i diritti dei popoli colpiti e di quelli ai quali sono negati i diritti. In primo luogo del popolo palestinese, considerato da tutte/i centrale in questo momento.Sono state valorizzate le esperienze di solidarietà e di presenze nei territori occupati a favore dei palestinesi, portati avanti da associazioni come le Donne in Nero e molte altre. In questo senso è stata rilanciata invitando tutti i Social Forum a farla propria, liniziativa internazionale programmata per il periodo di Natale/Capodanno: una "Campagna di missioni civili per la protezione internazionale del popolo palestinese" che vuole portare a Gerusalemme una grande manifestazione con palestinesi e israeliani pacifisti, con lobiettivo di spingere lEuropa a farsi carico dellorganizzazione di forze internazionali dosservazione e protezione della popolazione palestinese.Alcuni interventi hanno segnalato la permanente gravità della situazione del popolo Kurdo e la necessità di mantenere gli impegni presi quando cera Ocalan in Italia, rilanciando il progetto di pace del Pkk per lidentità nazionale kurda e la convivenza.A questo proposito è stato proposto di partecipare alle prossime delegazioni a dicembre e in occasione del Newroz e di avviare una campagna daffido a distanza delle famiglie dei prigionieri politici kurdi. Forte attenzione è stata da molti dedicata alla popolazione afgana colpita oggi anche dai bombardamenti.Per questa è stata ricordata la missione internazionale di donne e non solo che si recherà nei campi profughi in Pakistan il prossimo 30 Ottobre.Altre hanno proposto di preparare una presenza nello stesso Afghanistan di pacifisti internazionali. E stata da molti ripresa la proposta di una solidarietà diretta e concreta verso le donne e gli uomini dellAfghanistan con una raccolta di fondi per i profughi e per lAssociazione RAWA. Connesso al tema di questa guerra è stato affrontato il tema dellONU, sul quale le posizioni si sono differenziate comunque richiedendo un approfondimento e maggiore dibattito, perché ritenuto uno dei punti critici sul quale concentrare gli sforzi di ragionamento e ricerca.Alcuni hanno dichiarato che rimane centrale una ricerca per la riforma dellONU, che è vista come unico strumento internazionale legittimato al "governo" del mondo (e a questo viene connessa la necessità della creazione di un efficace Corte Penale Internazionale. Altri hanno invece portato la critica allONU in quanto tale, per quello che ha fatto e continua a fare (interventi militari, embarghi) e per la sua intrinseca debolezza perché formata dagli Stati nazione oggi in crisi, oltre che dominata dagli stessi paesi che guidano la globalizzazione neoliberista. E stato anche affrontato il tema della non-violenza, da alcuni ritenuto discriminante per la partecipazione ai Social Forum e da altri segnalato come tema su cui avviare una maggiore riflessione perché la ritiene una strada possibile per unalternativa alla guerra. E stata in qualche caso affrontata anche lesperienza della Perugia-Assisi, valutandone positivamente gli esiti in termini di mobilitazione (anche come ulteriore risultato del movimento che si è visto a Genova) ma in molti casi criticandone la gestione della Tavola per la Pace e la presenza di due anime, una contro la guerra e unaltra a favore di questintervento denunciando anche la strumentalizzazione politica e mediatica operata da chi, come DAlema, ha cercato di stravolgere il senso della marcia attribuendole un significato opposto a quello evidente dopposizione a questa guerra. Molti comunque hanno considerato positiva la riuscita perché ha mostrato una gran volontà dopposizione contro la guerra (questa guerra) in settori diversi e non in modo scontato. Il gruppo di lavoro si è poi concentrato sulle iniziative pubbliche e da programmare. Quasi tutti hanno chiesto di mantenere il 10 Novembre come appuntamento nazionale (da alcuni motivato come giornata"contro la guerra economica, sociale e militare") anche se non vi è stata una posizione concorde sulla modalità della mobilitazione;
Vista la grande importanza di contestare la xenofobia e lattacco ai migranti, è stata proposta una grande manifestazione contro il razzismo e contro le guerre, in particolare contro la Legge Bossi/Fini, come momento visibile di un impegno a fianco dei migranti, fatto anche di un sostegno diretto locale. Sono stati ricordati gli scioperi programmati, il 31 Ottobre (da Cobas Scuola, contro la guerra e per la scuola pubblica); il 9 Novembre della Cub contro la finanziaria e la guerra; - il 16 Novembre, lo sciopero generale dei metalmeccanici indetto dalla FIOM (il cui rappresentante ha sottolineato come sia anche contro la guerra e la finanziaria). In molti hanno chiesto che i Social Forum lancino un appello ai sindacati legati ai Social Forum stessi perché si arrivi ad un unico grande sciopero generale contro la guerra e le spese militari, per un recupero di risorse per le spese sociali. Tutti hanno sottolineato limportanza di una presenza diniziative locali non sporadiche, di controinformazione e di mobilitazione (alcuni hanno segnalato la ripresa di "tende per la pace"in varie città). Sono stati anche ricordate campagne di boicottaggio (come quelle contro le "banche armate") e di solidarietà concreta.
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