Assemblea Nazionale dei "Piqueteros" (resoconto)

Martedi' 24 luglio 2001, a Matanza, provincia di Buenos Aires, si é tenuta
la prima assemblea nazionale delle organizzazioni sociali, territoriali e
dei senza lavoro. Preparata da più di una anno, la crisi politica scatenata
dalla settima manovra di aggiustamento lanciata dal governo in un anno e
mezzo soltanto, ha dovuto precipitare la sua convocazione.
Più di duemila delegati di tutto il paese hanno risposto all'invito.
L'organizzazione dell'assemblea é toccata ai "Piqueteros" di La Matanza, i
cui principali dirigenti erano membri della Federazione di Terra e Habitat
della CTA (Centrale dei lavoratori argentini) e della CCC (Corrente di
classe e combattiva, orientata dal PCR maoista), ma anche di gruppi più
piccoli come il Movimento dei lavoratori senza impiego-Teresa Rodriguez, il
Polo operaio ed altri.
Non c'erano soltanto dei senza lavoro. Dei dirigenti sindacali, dei
lavoratori dell'insegnamento e dell'università, dei pensionati, dei
dirigenti di quartieri e di associazioni di vicinato, dei produttori
agricoli che, tra gli altri, erano molto numerosi.
L'intervento del Segretario generale della CTA, Victor De Gennaro, é stato
calorosamente applaudito, mentre quello della CGT "ribelle" é stato
contestato e non ha quasi potuto parlare.
La reazione é stata molto forte quando si é menzionato Carlo Giuliani, il
giovane assassinato a genova. L'assemblea si é levata in piedi per
un'ovazione in sua memoria ed in effetti é stato inserito tra i martiri già
compresi nella lista dei "Piqueteros" uccisi dalla Gendaremeria argentina.
La convocazione a questa ssemblea aveva obbiettivi percisi: avanzare nel
coordinamento delle lotte a livello mondiale, migliorare i livelli di
organizzazione, discutere il modo di opporsi alla nuova manovra di
aggiustamento.
Il dibattito é stato ampio, democratico e aperto a tutti. Ogni oratore
disponeva di 3 minuti, e cosi' sono succeduti i piqueteros del nord e del
sud del paese, i dirigenti dei quartieri, delle associazioni, dei partiti
politici, cosi' come degli eletti dei partiti di sinistra: Patricio
Etchegaray del Partito Comunista, Vilma Ripoll del Movimento Socialista dei
Lavoratori e Jorge Altamira del Partito Operaio.
L'assemblea ha definito un piano di lotta nazionale che comprendeva il
blocco delle strade e delle vie di comunicazione delle 50 principali città
del paese, di una durata a scalare settimanalmente da 24, 48 e 72 ore.
Questo  piano doveva culminare in uno sciopero generale nazionale convocato
dalla CTA e dalla CGT "ribelle".
Gli obbiettivi politici del Piano di lotta erano:
a)      liberazione dei prigionieri sociali;
       b)        fine dei processi di oltre 2500 militanti sociali accusati;
       c)        rinuncia da parte del governo alla manovra di
aggiustamento e alle "amputazioni" dei salari nonché alle misure finanziarie;
Sul piano organizzativo, l'Assemblea ha deciso la creazione di un
coordinamento nelle principali città del paese e la costituzione di un
Comitato di avvocati per rispondere alle accuse e alle incriminazioni del
governo.
Al momento dir redigere questo rapporto si é saputo che la Plenaria dei
delgati dei lavoratori statali aveva votato la partecipazione ai blocchi
delle starde e delle  vie. In questo momento si discutono le forme
organizzative dei blocchi e le loro posizioni.
I dissensi e le proposte contapposte non mancavano, pero' i dirigenti
responsabili dell'Assemblea sono stati chiari e categorici: esserci in
massa, pacifici, multisettorializzati e trovarsi dell vie di aggiramento
del blocco per non ostacolare la circolazione ai lavoratori. Cosi' si
eviterà l'accusa governativa concernente la libertà di circolare.
Nel coso dei dibattiti dell'Assemblea un piquetero settentrionale ha detto:
<<noi sappiamo che quando blocchiamo una strada é come che tagliassimo
un'arteria ad un essere umano>>.
I piqueteros sapevano, senza troppe teorizzazioni, che nel rapporto di
forze attuale, é molto difficile agire nei centri di produzione e
accumulazione del capitale. Essi portano lo scontro al livello della
distribuzione e della circolazione di merci e persone, cio' che intralcia
la realizzazione dei profitti.

Rapporto di E. Lucita, Buenos Aires, 28 luglio 2001 (pubblicato su Inprecor
n°461-462 di agosto-settembre 2001)