Bruxelles 14 dicembre 2001

  

La dichiarazione dell'Assemblea europea delle disoccupate, dei disoccupati e dei precari in lotta. La dichiarazione è stata sottoscritta da decine di organizzazioni sociali e sindacali di tutta Europa il 13 dicembre a Bruxelles al termine di due giorni di assemblea sulla situazione della disoccupazione e del precariato nei vari paesi, sulle forme di lotta, sul reddito, sulle politiche dell'occupazione.

L'Assemblea si riunisce oramai con continuità dalle euromanifestazioni di Colonia. Tende a mettere insieme le esperienze e lotte di tutti i paesi al fine di contrastare più fattivamente le forme di disoccupazione e precariato che questa Europa vorrebbe continuare a nascondere.

  • Gli appuntamenti del prossimo anno sono di importanza vitale:  
  • Il summit a Barcellona sull’occupazione a Marzo
  • Quello di Siviglia a Giugno
  • Il 30 ottobre 2002 si chiameranno tutte le cittadine e i cittadini d’Europa a mobilitarsi insieme ai disoccupati e ai precari al fine di trasformare la giornata mondiale del risparmio in "giornata mondiale del reddito". Si proporrà questa iniziativa ai movimenti dei disoccupati e precari degli altri continenti a Porto Alegre.

 

Dichiarazione de

"L’Assemblea europea delle disoccupate, dei disoccupati in lotta"

QUANT’È LA MISERIA NELL’EURO?

La posta di Laeken

Questo summit rappresenta una tappa fondamentale nella costruzione neo-liberale dell’Unione Europea. Per "semplificare i trattati" si profila niente di meno che mettere in moto un progetto di Costituzione europea. Il preambolo ne sarà "La carta dei diritti fondamentali", proclamata a Nizza, da integrare a Laeken.

Questa carta (di qualità scadente) non riconosce in particolar modo

il diritto al salario, al lavoro alla casa. Una volta nella Costituzione, essa potrà divenire una macchina da guerra contro le conquiste sociali. Nello stesso tempo, questo summit deve ridefinire gli indicatori concernenti la soglia di povertà. Per questo il peggio da temere è il livellamento in basso e la regressione delle conquiste sociali di ogni paese allorché si dovrebbe ricercare una convergenza per la definire la qualità della vita.

Infine, dietro il pretesto di lottare contro il terrorismo, questo summit va a rafforzare la capacità di repressione contro tutte le forme di contestazione, tutte le resistenze dei movimenti sociali, nel quadro di una situazione internazionale di guerra senza fine.

Nel quadro di una recessione economica globale

Dopo qualche anno di rilancio economico non si parla più che di recessione.

Noi sappiamo ciò che si vuole: la macchina dei licenziamenti riprende al meglio come avviene nella aviazione civile, le cifre della disoccupazione aumentano, quelle della precarietà esplodono.

In effetti, la chiave della politica dell’Unione Europea consiste nel rimpiazzare la disoccupazione con una generalizzazione degli impieghi precari. Notoriamente con l’abbassamento delle indennità di disoccupazione e degli aiuti sociali.

Disoccupate e disoccupati devono acettare degli impieghi a qualsiasi prezzo e a condizioni senza limiti.

Non accettano più i diktat dei neo-liberisti!

La loro politica economica rompe i lacci sociali e getta nella disperazione milioni di uomini e donne in Europa.

Noi rifiutiamo il ciclo infernale di questa logica. Noi riaffermiamo le necessità di redistribuire le ricchezze per coloro che vivono in Europa ma anche per porre fine alle inguaglianze crescenti nei paesi dell’Est e del Sud, e alla sorte insostenibile riservata ai sans papiers di tutti i paesi.

Per questo nell’occasione di questo summit, noi vogliamo richiamare delle esigenze urgenti e indifferenziabili

  • Il diritto ad un reddito per vivere per tutti coloro che vivono in Europa senza distinzione d’età, di sesso, d’origine o di altro tipo.
  • Si propone al dibattito come soglia di reddito al di sotto della quale non si può vivere il 50% della ricchezza per abitante (PIB) in ciascun paese dell’Unione.
  • Il diritto a una vera occupazione e a una libera formazione, che formino un reale stato sociale. Ciò implica il rifiuto categorico di tutte le forme di lavoro precario o imposto.
  • Una riduzione significativa del tempo di lavoro senza flessibilità con la creazione di impiego corrispondente.
  • Il rifiuto delle privatizzazioni, il rafforzamento dei servizi pubblici e il loro accesso a tutti i disoccupati e precari.

Noi siamo ugualmente per incoraggiare tutte le forme di economia alternativa che indirizzino gli uomini e le donne al cuore del loro progetto, per ritessere il laccio sociale, per l’insieme dei paesi di queste terre.

C’è dato questo spirito con cui coordiniamo la nostra lotta per invertire le politiche attuali al fine di creare un mondo di solidarietà.

Noi fissiamo tre appuntamenti per l’anno che viene:

  • Il summit a Barcellona sull’occupazione a Marzo
  • Quello di Siviglia a Giugno
  • Infine il 30 ottobre 2002 noi chiameremo tutte le cittadine e i cittadini d’Europa a mobilitarsi insieme ai disoccupati e ai precari al fine di trasformare la giornata mondiale del risparmio in "giornata mondiale del reddito". Noi proporremo questa iniziativa ai movimenti dei disoccupati e precari degli altri continenti a Porto Alegre.

 

Bruxelles, Il 13\12\2001