L'inflessibilità di Cassino
- La nuova metrica del lavoro
Alla Fiat di Cassino viene applicato il Tmc-2 (vedi nota in
fondo alla pagina), il nuovo metodo di lavoro e rilevazione dei tempi, elaborato dalla
Fiat e accettato, dopo una lunga trattativa, da Fim, Uilm e Fismic il 15 marzo scorso
che ha segnato linizio della rottura dei rapporti unitari tra le sigle di
categoria (la Fiom è lunico sindacato contrario a quellaccordo). La nuova metodologia lavorativa, già contestata lo scorso inverno dai
lavoratori con circa 50 giornate di sciopero, è entrata in vigore il 20 agosto, in
concomitanza con lavvio della produzione della Stilo. "Più che una fabbrica,
un laboratorio di idee", recita lo slogan pubblicitario Fiat. La realtà, però, è
ben diversa.
Tutta la nuova organizzazione è, di fatto, virtuale, studiata a
tavolino dal management. Per ricostruire tutte le varie fasi di lavorazione del montaggio
di unautomobile è stata utilizzata una figura robot, in grado di riprodurre nel
minor tempo possibile ogni singola operazione.
Col Tmc-2 per la misurazione dei tempi non esiste più
la vecchia figura del cronometrista, le rilevazioni vengono fatte al computer. Con
la nuova metodologia, il lavoro in fabbrica si è intensificato del 20 per cento. Se prima
per montare un pezzo il lavoratore aveva a disposizione 60 secondi oggi ne ha solo
48. Questo si traduce, evidentemente, in un peggioramento delle condizioni di lavoro.
Oltretutto, a differenza del Tmc-1, il nuovo metodo non è neanche riconosciuto a livello
internazionale: in Europa lo ha adottato solo la Fiat, con lobiettivo dichiarato di
accentuare il più possibile i tempi di lavorazione, per ammortizzare quanto prima i costi
della nuova produzione.
Lazienda non ha ancora ufficialmente consegnato al personale i tempi di lavorazione,
anche se i carichi di lavoro sono già stati commisurati in base alla nuova metrica. Lo
farà a fine mese, quando, secondo i piani della Fiat, finirà la fase sperimentale e
tutto dovrà andare a regime.
I primi effetti dei nuovi ritmi "giapponesi" non hanno tardato a farsi sentire
anche sul piano della sicurezza. "Sono bastate poche settimane per registrare
un aumento considerevole degli infortuni. Senza dimenticare che già un 20 per cento di
lavoratori è affetto da forme dinvalidità e considerato a ridotte capacità
lavorative dallazienda: molti di questi sono già stati scaricati e trasferiti in
reparti e lavorazioni di recente terziarizzati dalla Fiat". Le patologie più
frequenti riguardano gli arti e la schiena: slogature, contusioni, tutte causate dalla
fretta con cui si è costretti a lavorare. E a vigilare sulla sicurezza in azienda non
cè nessuno: gli Rls non sono stati ancora eletti. La Fiat intanto si sbraccia per
annunciare di aver adottato sistemi allavanguardia dal lato ergonomico e ogni altro
tipo di accorgimento in materia di prevenzione. Non va dimenticato che il Tmc-2 esige
condizioni psicofisiche perfette. Se hai anche un semplice raffreddore sono guai, è
meglio che resti a casa. Verosimilmente, ciò si tradurrà, nei mesi freddi, in un aumento
dellassenteismo".
A metà ottobre partirà il terzo turno di lavoro per portare a 1.200 unità (dalle
attuali 800) la produzione quotidiana, sulla falsariga di quanto avviene nella fabbrica
integrata di Melfi. La dirigenza ha ipotizzato di riuscire a fare il turno di notte
con le persone che risultano eccedenti dai primi due turni, grazie ai risparmi di
manodopera derivanti dai tempi di lavoro più veloci.
La Fiat ha reso noto il pacchetto di assunzioni (15.000 le domande
pervenute), anchesso facente parte dellintesa chiusa lo scorso marzo. Entro
l8 ottobre verranno chiamati 600 giovani (su 800 previsti) per incrementare la
produzione della Stilo: 300 (fra i 21 e i 25 anni) entreranno con contratti di formazione,
altrettanti saranno i lavoratori interinali a sei mesi.
Anche questo capitolo è materia di scontro fra azienda e Fiom. "A noi interessa
discutere di occupazione precisa De Santis , non di assunzioni fatte in modo
clientelare dallazienda, che ricatta in stile mafioso i dipendenti, promettendo di
assumere i loro figli se si comporteranno bene.
Nei mesi scorsi i dirigenti sono arrivati a sostare davanti ai
tavoli dove stavamo raccogliendo le firme contro laccordo, per individuare chi vi
aderiva. In molti hanno preferito controfirmare a favore della Fiat, pur di non finire
nella lista dei proscritti. Anche lo scorso 7 settembre hanno tentato, assieme agli
esponenti di Fim, Uilm e Fismic, di non far venire la gente alla nostra assemblea con
Claudio Sabattini, ma hanno fallito il loro obiettivo". Alliniziativa della
Fiom era presente un migliaio di persone, circa la metà degli addetti. "Alla fine
conclude De Santis , il voto della platea è stato pressoché
allunanimità contro lintesa".
Cos'è il Tmc-2
- di Cesare Cosi Ufficio sindacale Fiom Piemonte
Spiegare in poche parole il più recente attacco padronale sullintensità della
prestazione di lavoro non è possibile senza un minimo di conoscenza dei sistemi in uso
nelle aziende per stabilire i carichi di lavoro. La sigla Tmc-2 (Tempi dei movimenti
collegati-seconda versione) indica uno dei "modelli cronotecnici" preposti alla
quantificazione dei tempi desecuzione delle mansioni operaie nella produzione di
serie (si parla, naturalmente, di lavoro a cottimo). Quando un lavoratore industriale
(metalmeccanico e non solo) varca la soglia di uno stabilimento, il suo tempo di presenza
in officina viene letto e gestito dagli uffici tecnici (analisi lavoro) in un modo
particolare, così ripartito:
tempi attivi o effettivi;
fattori di riposo;
fattore fisiologico;
pausa/e (dove previste)
Assegnando base 100 al tempo di presenza in officina, detta
ripartizione, a prescindere dallentità di ogni valore, che può variare da ciclo a
ciclo, si può suddividere così: tempi attivi, circa 84 per cento; fattori di riposo, 6-8
per cento; fattore fisiologico, 4-6 per cento; pausa, 4 per cento.
Gli ultimi tre punti possono essere contrattati, perché i riferimenti nazionali e
internazionali sono diversi e lentità delle pause per nocività e vincolo sono
frutto delle condizioni oggettive, degli usi e delle consuetudini presenti in azienda e
dei rapporti di forza operanti. Il primo punto (tempo attivo), che è lelemento
centrale per la determinazione del tempo desecuzione, non è contrattabile, perché
è scelto dal padrone (larticolo 11 del ccnl prevede la sola comunicazione del
sistema usato, mentre al sindacato è concessa unicamente la possibilità di contestazione
delleventuale divario tra previsione e realtà applicativa). Ovviamente, la
possibilità di contrattazione si esercita sulluso scorretto del modello stesso.
Questo aspetto dellarticolo 11 del ccnl non è mai stato modificato, perché
linsieme dei modelli usati in Italia nellambito cronotecnico (sistemi
cronometrici o sistemi tabellari) portava (doveva portare) a risultati simili; rendimento
133,33 come massimale, che significa maggiorare di un terzo la normale velocità
desecuzione a 100, scelta che recupera il più tradizionale rapporto del sistema
Bedaux 60-80.
Le scelte della Fiat
Nel dopoguerra, sullonda del piano Marshall, la Fiat si attrezza, acquisendo
lultima novità prodotta nellambito cronotecnico: lMtm (Method time
mesurement). Questo sistema è una rivoluzione rispetto al sistema cronometrico basato
sulla rilevazione corretta dal giudizio di velocità soggettivo del cronometrista, essendo
basato su tabelle predefinite che in funzione della microgestualità compiuta per lavorare
(raggiungere, afferrare, muovere, rilasciare, posizionare, movimenti del corpo ecc.)
assegna un tempo già incentivato che non necessita di correzioni o interpretazioni di
parte. Naturalmente, per rendere operativo il sistema bisognava renderlo compatibile con i
vincoli operanti in Italia (60-80; 100-133) e semplificarlo al fine di dotare gli uffici
analisi lavoro di uno strumento veloce, che mantenesse però i vantaggi insiti
nellMtm.
Nasce il Tmc
Alla fine degli anni quaranta nasce così il Tmc (Tempi dei movimenti collegati), che si
diffonde rapidamente in ambito Fiat. È importante sottolineare che il Tmc non modifica
nulla come risultato finale rispetto al sistema cronometrico (volumi produttivi
richiesti), dato che raffrontando una corretta analisi con il Tmc e una corretta analisi
cronometrica non si evidenziano differenze. In estrema sintesi, linsieme della
microgestualità presente nellMtm è stata raggruppata (per esempio: raggiungere,
afferrare, muovere, rilasciare diventa "spostare").
Lanaliticità dei pagati in relazione alle distanze (un centimetro nellMtm) è
consolidata in tre blocchi da un centimetro a 80 centimetri (spostare vicino, normale,
lungo).
I diversi gradi dinterferenza, difficoltà, ecc., presenti nellMtm sono
ridotti a tre soli (f=facile, m=medio, d=difficile). I pagati dellMtm espressi in
Tmu (0,06 centesimi di minuto) sono trasformati tramite un coefficiente di correzione e
operando anche medie varie, in millesimi di minuto e a rendimento 133,33. Tutti questi
passaggi sono ben spiegati nel manuale edito dal servizio lavoro della Fiat e, dopo anni
di verifiche e di sperimentazioni da parte di decine di sindacalisti e di delegati, non ci
sono dubbi riguardo non allequità del modello, ma alla corretta derivazione
dallMtm e alla coerente rispondenza ai canoni operanti in Italia rispetto ai
massimali di rendimento e, quindi, agli accordi nazionali e aziendali. Questo modello,
sempre presente come momento formativo per gli analisti, nel corso degli anni cinquanta e
sessanta era sostanzialmente inutilizzato in officina, perché sostituito dal deleterio
strapotere della gerarchia. Il Tmc riemerge dopo il 1971, per gestire laccordo di
gruppo che ripristina regole volte a consentire ai consigli di fabbrica di contrattare i
carichi di lavoro,
lorganizzazione del lavoro, le saturazioni ridotte, le pause per il disagio linea
ecc.
Dal Tmc-1 al Tmc-2
Le regole stabilite nel corso degli anni settanta sono rimaste sostanzialmente operanti in
tutto il gruppo Fiat, fino allaccordo per i nuovi stabilimenti della Sata di Melfi e
dellFma di Pratola Serra dell11 giugno 1993. Detti stabilimenti pur essendo
Fiat a tutti gli effetti, formalmente sono società autonome e quindi corso Marconi ha
preteso che lintero patrimonio di contrattazione fosse azzerato, imponendo e
ottenendo, soprattutto sul tema della prestazione di lavoro, il completo stravolgimento di
razionali modelli di gestione e di contrattazione operanti da più lustri nel gruppo. Non
è questo il momento di analizzare e comparare gli accordi Fiat con laccordo di
Melfi, anche perché troppe sarebbero le assurdità e gli arretramenti da mettere in
evidenza. La cosa eclatante da denunciare è che per la prima volta in ambito Fiat viene
sottoscritto il Tmc-2 in sostituzione del Tmc-1.
Lazienda afferma che le modifiche apportate non sono altro che un più preciso
adeguamento Tmc alloriginario Mtm. Non è così. Non bisogna certo essere dei
cronotecnici per accorgersi che il passaggio da 16-42 millesimi a 9-36 millesimi non è la
stessa cosa per il movimento degli spostare, che è identico nella gestualità con il
Tmc-1. E anche per lazione del posizionare, i tagli sono considerevoli, e anche in
questo caso incomprensibili, dato che il movimento non può subire reinterpretazione
alcuna, essendo nel dettato Mtm rigidissimo. Quanto poi ai movimenti del corpo, pure in
questo caso la logica dei pagati è rimasta la medesima, ma i tempi sono stati tagliati
del 20 per cento sul facile (passi) e del 7 per cento sul difficile (flessioni del tronco
ecc.).
Durante la trattativa per Melfi abbiamo sfidato lingegnere che guidava la
delegazione Fiat a dimostrare che le due metriche fossero equivalenti, fornendoci
lesempio di rilevazione accluso al manuale del Tmc-1 (montaggio manuale
contemporaneo di due pompe alimentazione carburante) con il Tmc-2. Esempio non
contestabile da nessuno, scomposto e analizzato in tutte le sue parti, paradigma sul quale
intere generazioni di analisti si sono formate. Il giorno successivo ci è stata fornita
fotocopia del nuovo rilievo (protocollata dalla Fiat e gelosamente custodita) che con
identica gestualità, prodotto e tecnologia usata prevedeva il passaggio da 141,5 a 155,54
pezzi allora, con un incremento di 14,04 pezzi, pari al 9,92 dincremento
percentuale. Sottoponendo però a esame il rilievo Fiat, questo è risultato gravato da
due
grossolani errori (evidentemente voluti, per abbassare i volumi) e direttamente rilevabili
raffrontando sia i rilievi Tmc-1 e Tmc-2 che le logiche Mtm presenti sui loro manuali.
Eliminando gli errori, il volume produttivo con il Tmc-2 passa, con il loro rilievo, a
171,5 pezzi, con un incremento di 30 pezzi allora, pari a un 21,2 dincremento
percentuale.
Da Melfi a Cassino
La vicenda di Cassino, nella sua drammaticità, illumina ulteriormente il sinistro
scenario aperto a Melfi. Essendo un accordo di gruppo a tutti gli effetti,
lazzeramento di tutte le intese precedenti era un compito arduo e la Fiat non ci ha
provato. Di tutte le assurdità imposte a Melfi sul tema della prestazione di lavoro
(diminuzione di 20 minuti della pausa linea, recupero di tutte le fermate, erosione dei
fattori di riposo e fisiologici in presenza di disfunzioni tecnico-impiantistiche) non
cè traccia. Linteresse dellazienda si è concentrata sui due aspetti
primari: la metrica del lavoro (Tmc-2) e le procedure per la contestazione dei carichi di
lavoro. Oltre agli evidenti vantaggi economici e politici, non bisogna dimenticare che
lattacco è portato nel cuore del gruppo, in Fiat Auto. Solo un cieco non vedrebbe
il rischio gigantesco per i lavoratori qualora laccordo separato passasse e si
consolidasse.
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