SCIOPERO GENERALE NAZIONALE DI TUTTE LE CATEGORIE?

SI GRAZIE!!!

La decisione di CGIL-CISL e UIL di dichiarare uno sciopero di 2 ore "diluite" in tre giorni e poi uno sciopero dell’intera giornata solo del Pubblico Impiego non corrisponde né alla gravità dell’attacco del Governo e della Confindustria, né alle aspettative delle lavoratrici e dei lavoratori, né alle prese di posizione e agli scioperi che in questi giorni si sono effettuati in tante fabbriche e in tanti altri luoghi di lavoro: da Mirafiori a Napoli, dal Veneto alla Calabria migliaia di lavoratrici e lavoratori del settore privato hanno chiesto a CGIL-CISL e UIL la convocazione di un vero sciopero generale nazionale di tutte le categorie. Ma i sindacati "orfani della concertazione" fingono di non sentire e nonostante dicano, a parole, che le richieste della Confindustria e del Governo sono di una gravità inaudita, continuano a trattare senza alcun mandato delle assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici e privati. Martedì 11 torneranno a discutere delle nostre pensioni e ormai è chiaro che il loro problema è quello di "concertare" i provvedimenti che verranno presi non certo di contrastarli conseguentemente. Perché infatti continuano a mantenere separata la risposta delle varie categorie del mondo del lavoro? Perché l’industria e i servizi, le banche e i trasporti, la scuola e gli elettrici non sono chiamati a scioperare il 14 dicembre per l’intera giornata insieme ai dipendenti della pubblica amministrazione? Forse che l’art. 18, la finanziaria di guerra del Governo, il libro Bianco di Maroni, le pensioni, la fine che farà il nostro TFR non riguarda tutti/e? La frammentazione delle iniziative di lotta è funzionale solo ai giochi di potere ai vertici di CGIL, CISL e UIL non certo a sconfiggere i progetti di Berlusconi, Maroni e D’amato.

Conseguentemente alle decisioni dell'assemblea nazionale delle RSU appartenenenti a varie sigle sindacali di base e confederali tenutasi a Bologna l’1 dicembre, noi delegati RSU eletti nelle liste della Confederazione COBAS proponiamo di "estendere e generalizzare lo sciopero e la mobilitazione del 14 dicembre del Pubblico Impiego a tutti gli altri settori e aziende ove sia possibile" costruendo nel contempo un percorso che parta dai singoli luoghi di lavoro e che ancori le iniziative di lotta ad una piattaforma ed a un preciso mandato nella conduzione di una vertenza che deve, non solo respingere gli attacchi del Governo e della Confindustria, ma migliorare e dare maggiori tutele al lavoro.

Contro la guerra "permanente" di Bush che provoca migliaia di vittime civili.

Contro la Finanziaria di guerra di Berlusconi, che aumenta di 3.000 miliardi le spese militari; stanzia 9.800 lire mensili per i contratti del Pubblico Impiego e ne blocca le assunzioni; appalta a privati i servizi municipalizzati e i beni culturali; reintroduce i ticket sanitari, diminuisce i posti letto e privatizza 16 istituti di ricovero e cura; taglia migliaia di posti di lavoro nella scuola pubblica e regala soldi e potere alle scuole private.

Contro la legge delega sulla previdenza, che allunga indefinitamente l'età pensionabile, elimina le pensioni di anzianità, dà in pasto al mercato le nostre liquidazioni.

Contro la cancellazione dell'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori

Contro il libro bianco di Maroni, che generalizza il lavoro precario, mira allo svuotamento dei contratti collettivi e ad azzerare il diritto di sciopero.

La Confederazione COBAS ha indetto lo sciopero nazionale dell’intera giornata anche per i dipendenti della scuola e dei servizi soggetti alla regolamentazione per consentire loro la partecipazione alla mobilitazione laddove lo riterranno opportuno. Per i settori privati lo sciopero può essere indetto anche dalle singole RSU.

CONFEDERAZIONE COBAS

Milano Via Ettore Ponti , 40 - Tel. 02.89159171 – fax 02.89190528

Sede di Brescia Via Sostegno, 8/c – Tel/fax 030.2452080

Bs, 10 dicembre 2001


Riportiamo alcuni stralci dell’ordine del giorno approvato dall’assemblea dei delegati e delle delegate RSU che si è tenuta a Bologna il 1° dicembre scorso.

SCIOPERO GENERALE

CONTRO GUERRA, FINANZIARIA E LIBRO BIANCO -PER RISPONDERE ALLA PIATTAFORMA DEI PADRONI

COSTRUIAMO E SOSTENIAMO UNA NOSTRA PIATTAFORMA SU SALARIO, OCCUPAZIONE, DIRITTI

La decisione delle segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil di non indire lo sciopero generale di fronte all’offensiva di Confindustria e Governo contro i livelli salariali e i diritti fondamentali dei lavoratori italiani è un atto grave e fallimentare. Due ore di sciopero per tutti ed uno sciopero separato del pubblico impiego sono purtroppo la conseguenza di una visione tutta ancorata ad una ipotesi concertativa dalle conseguenze ormai insopportabili per il mondo del lavoro.

La concertazione, ed il quadro di compatibilità entro cui si muove l’azione sindacale ha significato meno salario e meno diritti per i lavoratori. Oggi padroni e governo vogliono di più, vogliono tutto: libertà di licenziare, abolizione del contratto nazionale, precarietà e sotto salario per tutti e negazione tout court dei diritti sindacali. (….….)

Intendiamo produrre un forte legame tra lotta ed obiettivi. Proponiamo a tutti i lavoratori, alle delegate ed ai delegati Rsu la necessità di costruire una piattaforma del mondo del lavoro da contrapporre alla piattaforma dei padroni.

Ci sono oggi bisogni sociali espressi dai lavoratori che non sono più mediabili nè rinviabili, che vanno anzi consolidati e rafforzati come:

  • la conquista della esigibilità di un riallineamento periodico e automatico delle retribuzioni e delle pensioni all'inflazione reale. Dobbiamo liberare la contrattazione (nazionale ed aziendale) dal quadro di compatibilità e dai vincoli derivanti dall'accordo del 23 luglio ’93.
  • dare maggiore certezza all'occupazione, respingendo tutte le soluzioni indicate nel "libro bianco" del Governo. Abbiamo invece bisogno di nuove rigidità, di ridurre l'attuale disponibilità di legge e contrattuale al ricorso al lavoro precario e flessibile….
  • respingere l'attacco allo statuto dei lavoratori, richiedendo inoltre l'estensione di questi diritti ai lavoratori precari, alle aziende sotto i 15 dipendenti ed ai lavoratori delle cooperative, per frenare il processo di divisione e subordinazione del lavoro agli interessi di un mercato sempre più liberista, sempre più oppressivo dei diritti.
  • respingere i nuovi interventi proposti dal Governo sulle pensioni, dobbiamo dire NO all’allungamento dell’età lavorativa e rilanciare la lotta per l’occupazione e la stabilità lavorativa. Dobbiamo anche mettere mano alla stessa Controriforma Dini, ridando vita a quella solidarietà intergenerazionale, cardine del sistema previdenziale pubblico, che la riforma Dini ha smantellato.
  • difendere lo stato sociale, la sanità e l'istruzione pubblica richiedendo che si aumentino e si rafforzino la quantità e la qualità dei servizi e delle prestazioni.

Siamo per l'immediato ritiro della decisione del Governo e della maggioranza del parlamento di partecipazione alla guerra. Siamo contro la guerra e gli obiettivi di egemonia territoriale, economica e politica che questa sottintende, siamo contro quell'economia di guerra che oggi sostiene l’aumento delle spese militari finanziandole con la riduzione dei diritti, dei salari, dello stato sociale. (….)

PER LO SCIOPERO GENERALE - PER UNA PIATTAFORMA RIVENDICATIVA

Dobbiamo partire dai territori, dalle tante iniziative che dovremo realizzare per preparare una assemblea nazionale delle delegate e dei delegati RSU che si terrà a Milano il prossimo 11 gennaio 2002. (…)

La nostra è quindi anche una battaglia di democrazia, anche dentro al sindacato per ridare alle assemblee dei lavoratori, alle loro rappresentanze dirette, le RSU elette nei luoghi di lavoro un peso ed un ruolo decisivo nella formazione delle linee e delle iniziative sindacali.

Colleghiamo quindi a questa battaglia la necessità non più rinviabile di maggiore democrazia e partecipazione, di una legge democratica sulla rappresentanza nei luoghi di lavoro. Occorre dare tutto il potere ai lavoratori per eleggere i loro rappresentanti eliminando, laddove sussiste, quel 33% di diritto di rappresentanza alle organizzazioni sindacali maggioritarie che godono così di una assurda rendita di posizione. Così come è necessario liberare i lavoratori del pubblico impiego dai pesanti condizionamenti normativi che favoriscono le OO.SS. "maggiormente rappresentative".

Abbiamo bisogno di un sindacato diverso, fondato sulla leggittimità che gli viene direttamente dai lavoratori che rappresenta, in cui le delegate ed i delegati siano tutti democraticamente eletti dai lavoratori, senza filtri di organizzazione. Abbiamo bisogno come lavoratori e come delegati di contare di più. (….)

Le delegate ed i delegati RSU riunitisi in "Incontro nazionale" a Bologna il 1 dicembre 2001

 

Distribuzione a cura dei delegati RSU Sin Cobas di Brescia