ORDINE DEL GIORNO CONTRO LA GUERRA

assunto dal Congresso della Fisac-Cgil di Roma Centro

e proveniente dai Congressi di base di Iccrea Banca e Banca del Fucino

Il mondo è cambiato dopo l’11 settembre o questa scoperta è una novità solo per l’occidente che ha visto, in modo drammatico, la tragedia sul proprio suolo?

La gran parte dei paesi del mondo conoscono la politica dei paesi democratici occidentali, che hanno portato guerre, devastazioni, saccheggi delle risorse e sfruttamento. Con azioni militari dirette, altre volte facendo intervenire eserciti mercenari al servizio degli interessi occidentali, o ancora con la presenza in molte parti del mondo di "Stati fantocci" tirati su e manovrati, dove spesso si registrano crimini e repressioni delle popolazioni, annullando ogni forma di diritto internazionale.

Il progresso di questi paesi è stato bloccato, le condizioni di vita di queste popolazioni sono inumane. La gran parte delle multinazionali sfruttano le risorse naturali, occupano territori e governano autonomamente con eserciti privati queste aree. Quando queste popolazioni intraprendono un percorso di conquiste primarie e sociali si scontrano con le multinazionali e con gli interessi vitali dell’occidente. In definitiva, nella gran parte dei paesi del globo (i ¾ della popolazione mondiale) aumenta la disperazione e la rabbia nei confronti dell’occidente.

I lavoratori e le lavoratrici americani sono stati colpiti direttamente da un terrorismo che è sempre e comunque, nemico dei lavoratori e delle lavoratrici e sono rimasti interdetti dal devastante attacco alle "torri gemelle". Una buona parte dei morti accertati sono di nazionalità arabo-islamica o latino-americana, "sguatteri", camerieri, lavoratrici e lavoratori da pochi dollari al giorno, incolpevoli dei danni che i propri governi possono procurare altrove, però vittime allo stesso modo.

La crisi economica, precedente all’11 settembre, ha procurato decine di migliaia di licenziamenti. Le aziende se ne stanno approfittando scaricando le responsabilità proprie e del sistema su chi ha congegnato l’atto terroristico e sulle popolazioni arabo-islamiche.

Nella guerra le prime vittime sono i lavoratori e le lavoratrici:

- lo sono nei paesi colpiti dall’occidente perché bisogna distruggere, innanzitutto, i sistemi produttivi;

- lo sono nei paesi occidentali perché gli atti di terrore colpiscono, innanzitutto, chi lavora ed opera ai più bassi livelli;

- tutti quanti perché il costo della crisi e dell’economia di guerra lo paga, innanzitutto, il lavoratore sui diritti e sul salario.

 

La CGIL deve impedire ogni possibile tentativo di compattamento interno del paese atto a perseguire una tendenza verso la guerra, a partire da chi, politicamente, considera ogni critica del capitalismo e delle sue storture come brodo di coltura del terrorismo.

Non possiamo essere complici dell’eliminazione di altri lavoratori e lavoratrici e di gran parte dell’umanità.

LA CGIL DEVE MOBILITARE I LAVORATORI E LE LAVORATRICI CONTRO LA GUERRA E LA SUA ESTENSIONE.