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punti della delega Riduzione 3-5 punti dei contributi Per incentivare occupazione "con carattere di stabilità" e incrementare le risorse da destinare ai fondi integrativi il Governo punta a una riduzione non inferiore a 3 e non superiore a 5 punti degli oneri contributivi dovuti dal datore di lavoro alla previdenza pubblica per i neo assunti. La misura valida per coloro che non hanno mai lavorato (privi quindi di anzianità assicurativa) non dovrebbe avere effetti negativi sulla pensione futura e quindi dovrebbe essere a carico della fiscalità generale. Liberalizzazione eta' pensionabile Il lavoratore che supera l'età di vecchiaia (65 anni per gli uomini, 60 per le donne) potrà restare al lavoro con l'accordo del datore di lavoro. Per lui varranno gli incentivi contributivi previsti per chi resta al lavoro nonostante il diritto alla pensione (esenzione dai contributi se si lavora ancora due anni). Verso abolizione divieto di cumulo Si amplierà progressivamente la possibilità di totale cumulabilità tra pensione di anzianità e redditi da lavoro dipendente o autonomo "in funzione dell'anzianitàcontributiva e dell'età". L'abolizione non si estenderà ai dipendenti pubblici che comunque non potranno lavorare oltre i 67 anni (70 per i dirigenti). Certificazione dei diritti acquisiti Il lavoratore che matura i requisiti per la pensione di anzianità può avere un certificato dall'ente di previdenza a cui è iscritto che attesti il diritto alla pensione. Se deciderà di restare al lavoro potrà ritirarsi dall'attività in qualsiasi momento anche se cambieranno le regole per l'accesso alla pensione. Zero contributi se si resta al lavoro almeno due anni Per chi dopo aver ottenuto i requisiti per la pensione di anzianità si impegna a restare al lavoro almeno due anni è prevista l'esenzione totale dal pagamento dei contributi. Questi contributi saranno destinati "in misura non inferiore al 50%" al lavoratore (che quindi avrà una busta paga più pesante) e per il resto alla riduzione del costo del lavoro. L'opzione può essere esercitata più di una volta (le volte successive alla prima anche per periodi inferiori a due anni). Aumento contributi parasubordinati Per il collaboratori aumenta l'aliquota contributiva dal 13% al 16,9%. Una parte dell'incremento dell'aliquota dovrebbe essere destinata a prestazioni di carattere sociale e formativo a favore di questi lavoratori. Sono esclusi dall'aumento gli amministratori, sindaci e revisori di società e coloro che sono iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria o già percepiscono trattamenti pensionistici. Meno contributi sui contratti aziendali La delega prevede l'aumento fino a un punto percentuale del limite massimo di esclusione dall'imponibile contributivo delle erogazioni previste dai contratti aziendali o di secondo livello. Adesione automatica a fondi pensione Il rilancio della previdenza integrativa dovrebbe passare per una previsione di "silenzio assenso" nel versamento del Tfr da maturare ai fondi pensione. Il Governo si impegna a garantire che il conferimento del Tfr sia "senza oneri per le imprese". Dovrebbero quindi esserci quindi, in particolare per le Pmi, compensazioni in termini di accesso al credito, riduzioni del costo del lavoro e eliminazione del contributo relativo al finanziamento del fondo di garanzia del Tfr. Parita' fondi chiusi e aperti Si punta a una concorrenza tra fondi contrattuali e aperti ma anche alla "libera circolazione" tra le forme previdenziali integrative. Nella delega si prevede anche l'ampliamento della deducibilità fiscale della contribuzione ai fondi e la riduzione dell'imposta sui rendimenti dei fondi stessi. Misure contro sommerso Il Governo punta a far emergere il lavoro sommerso dei pensionati con misure in linea con quelle previste dalla legge sui '100 giorni' per gli altri lavoratori. Separazione tra previdenza e assistenza Il Governo punta a completare il processo avviato con la riforma Dini. Destinazione risparmi Il governo punta a destinare i maggiori risparmi e le maggiori entrate alla riduzione del costo del lavoro e incentivare lo sviluppo dei fondi integrativi. (19 dicembre 2001) |