Petrolchimico di Porto Marghera:
La posizione della Cgil di venezia
5 novembre 2001Lamara pagina scritta il 2 novembre
dalla sentenza con cui si mandano assolti tutti coloro che hanno avuto responsabilità
dirette ed indirette nella gestione del Petrolchimico di Porto Marghera non sarà
cancellata facilmente.
Per 157 morti di tumore e 103 ammalati, per la laguna irreparabilmente avvelenata
non ci sono responsabili. Eppure è assodato che tumori e malattie del fegato sono
riconducibili allesposizione al cloruro di vinile monomero lavoro al Petrochimico e
lesposizione "forte" alle polveri cè stata. Ed è certo che gli
interventi sugli impianti
per ridurre lesposizione dei lavoratori avvennero in date più recenti, dal 1973 in
poi.
Il commento del segretario generale della
Cgil metropolitana di Venezia Diego
Gallo sulla sentenza del Tribunale di Venezia e sulle vicende del Petrolchimico
"La sentenza del tribunale di Venezia che assolve tutti gli
imputati di gravissimi reati
verso le persone e lambiente si basa sul formalismo esasperato che tecnicamente
non collega le responsabilità individuali al nesso causa - effetto che le produzioni del
CVM avevano sulla salute dei lavoratori. Linsufficienza normativa e
larretratezza della legislazione vigente negli anni 50, 60 e nei primi
anni 70 determinano un vuoto di responsabilità che ogni coscienza dovrebbe
rifiutare.A questo punto bisogna insistere con una domanda: se non cerano leggi
prescrittive e pur tuttavia si era a conoscenza della pericolosità del cloruro di vinile
monomero, perché si è continuato a produrlo senza adottare le misure tecnologiche,
organizzative e professionali idonee ad evitarne gli effetti sulla salute?
Questo è il motivo sul quale ci basiamo per ricorrere in appello come sindacato. Una
delle più grandi tragedie del lavoro industriale si è consumata giustificandosi
meschinamente con la mancanza di regole che prevedessero anche responsabilità
penali. Riteniamo che, oltre alle responsabilità politiche e morali, si debba scavare di
più per verificare le responsabilità soggettive che hanno imposto lo scambio
insostenibile tra diritto alla vita e diritto al lavoro.
Infine resta una domanda di fondo: può un sistema economico ed industriale
permettere che venga leso così gravemente un diritto fondamentale come quello
allintegrità fisica e psichica di un lavoratore? Credo che vada continuata la
battaglia
affinché non vengano mai più rovesciati questi valori. La nuova Porto Marghera
deve in primo luogo fondarsi sulla salute dei lavoratori e della cittadinanza.
Lo scenario che abbiamo davanti è molto complesso e irto di difficoltà ed è indubbio
che con questa sentenza tutto diventa più difficile. La strada maestra per noi deve
essere quella della coerenza per far applicare integralmente laccordo sulla chimica
e quello complementare sulle bonifiche. Già nelle prossime settimane ci saranno dei
passaggi cruciali per verificare se e a quali condizioni è possibile tenere aperta la
sfida della chimica pulita".
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