SINDROME DEL TUNNEL CARPALE

  La STC è un complesso di sintomi causati da una riduzione delle dimensioni del tunnel carpale, con conseguente compressione del nervo mediano, dovuta ad una reazione infiammatoria locale provocata da movimenti ripetuti o da posizioni estreme dell’articolazione del polso.

 

La STC è patologia multifattoriale che può insorgere per diverse cause extralavorative nonchè in conseguenza di particolari condizioni di un lavoro male organizzato che costringe l’arto superiore (ed in particolare la mano) ad un’attività abnorme.

 

Sono particolarmente responsabili di tale sindrome una elevata ripetitività dei movimenti del polso, una postura incongrua imposta all’arto superiore, un notevole impegno muscolare richiesto per le singole operazioni lavorative. Accentuano il rischio della STC l’intensità e la durata del lavoro, l’assenza di pause di ristoro, la movimentazione di pesi, l’uso di strumenti vibranti.

 

La compressione del nervo mediano provocata da un’attività lavorativa che non tenga conto delle leggi della fisiologia e dell’ergonomia, causa una serie di disturbi sensitivi e motori nella regione del polso e nel territorio innervato dal nervo mediano (prime tre dita e metà del quarto della mano) che, per lo più, si concretizzano in dolori di varia intensità, parestesie e formicolii (soprattutto notturni) e, nelle fasi più avanzate della forma morbosa, ipostenia, riduzione della forza della mano, difficoltà di presa delle dita e dei movimenti dell’articolazione del polso, crampi. Questa sintomatologia, nei casi più gravi, può essere accompagnata da tendiniti, borsiti, epicondiliti interessanti l’arto superiore.

 

La cura è farmacologica, ma in molti casi quella risolutiva è chirurgica, finalizzata a liberare il nervo mediale dall’intrappolamento.

 

La STC di origine professionale risulta in crescita negli ultimi anni. Esposti al rischio di tale sindrome sono gli addetti a numerose lavorazioni, con una marcata maggior frequenza (3 a 1) delle donne sugli uomini.

 

Tra le lavorazioni che possono provocare la STC ci sono quelle dei settori manifatturiero, elettronico, tessile, alimentare, dei servizi. In particolare risultano più colpiti gli addetti alle operazioni di assemblaggio a catena, a lavori di dattilografia, di cassa, di taglio e cucito, di lavaggio e stiratura, di preparazione dei cibi, di macelleria, di confezionamento di pacchi, di carpenteria. E ancora, sono particolarmente esposti gli addetti ad operazioni di avvitamento, di etichettatura di prodotti confezionati nonché di uso di taluni strumenti musicali.

 

La prevenzione della STC si basa essenzialmente sul rispetto delle leggi della fisiologia e dell’ergonomia. Opportune risultano quindi la riduzione dei ritmi di lavoro e dei movimenti ripetitivi nell’unità di tempo, la rimozione di posture incongrue, l’introduzione di pause, la rotazione del personale in compiti alternativi, nonché l’uso di strumenti ergonomicamente progettati, la riduzione della movimentazione di pesi, la disposizione ottimale dei posti di lavoro.

 

La tutela assicurativa della STC, come di altre malattie muscolo-scheletriche, non è prevista dalla legge italiana che (a differenza di quanto in atto negli altri paesi dell’Unione Europea) non prevede tale patologia nell’elenco delle malattie professionali coperte da assicurazione Inail.

 

Tuttavia, in base ad una sentenza della Corte Costituzionale, tale sindrome, come ogni altra malattia dovuta a lavoro nocivo non inserite nell’apposito elenco, può essere curata ed indennizzata ugualmente dall’Inail, nei casi in cui essa possa documentatamente essere ritenuta provocata da un’attività lavorativa.

Per il riconoscimento dell’origine professionale della STC, l’INCA può mettere a disposizione delle lavoratrici e dei lavoratori i propri servizi con l’ausilio, se necessario, di medici e legali.

 

Dott. Giancarlo Vicinelli