| La Cgil, protesta per la delegazione
bloccata a Tel Aviv 4 aprile 2002- ''La Segreteria della CGIL protesta con forza per la decisione del Governo israeliano di respingere all'aeroporto di Tel Aviv e di negare l'ingresso nel Paese a un gruppo di parlamentari italiani ed europei e di rappresentanti di forze politiche, sindacali e sociali, che si recavano in Israele e nei Territori palestinesi per testimoniare la volontà di pace del popolo italiano e la solidarietà a tutte le vittime del conflitto'' In una nota la Cgil ''condanna il comportamento ostile delle forze di polizia israeliana operanti nell'aeroporto''. Della delegazione sindacale facevano parte Claudio Sabbattini, Segretario generale della FIOM-CGIL, e Gian Franco Benzi del Dipartimento internazionale della CGIL insieme ad altri dirigenti sindacali, diretti in Israele e nei Territori palestinesi per testimoniare ai sindacati ed alla Autorità Nazionale Palestinese la solidarietà del sindacato italiano ''per dare il loro sostegno a quanti, come i promotori dell'iniziativa Time for Peace, nei due campi in conflitto continuano con ostinazione a promuovere la strada del dialogo e della pace, per denunciare le scelte di guerra del governo Sharon e esprimere il rifiuto della violenza e del terrorismo''. ''Questa decisione gravissima da parte del Governo israeliano -prosegue la nota- che fa seguito alle limitazioni imposte nei giorni scorsi al libero lavoro di informazione di molti giornalisti, non ha alcuna giustificazione, se non quella di non volere testimoni dei metodi, degli obiettivi e delle conseguenze delle azioni dell'esercito israeliano e dell'occupazione delle principali città dei territori palestinesi; essa colpisce autorevoli rappresentanti di un paese come l'Italia da sempre attivo nella difesa senza tentennamenti dei diritti del popolo israeliano e del popolo palestinese e sottolinea il vicolo cieco in cui la politica del Governo Sharon sta portando il suo Paese, una politica che minaccia di determinare un possibile allargamento del conflitto all'intera regione''. La CGIL chiede pertanto un'immediata ed energica protesta del Governo italiano per questi fatti e l'attivazione di misure concrete ed efficaci, sia dell'Italia che dell'Unione Europea ''per porre fine all'assedio di Yasser Arafat, Presidente dell'A.N.P., per raggiungere una tregua immediata, con la fine dell'occupazione dei Territori palestinesi e di ogni forma di terrorismo e procedere sulla base delle risoluzioni delle Nazioni Unite verso un accordo che preveda l'esistenza di due stati con la garanzia per entrambi di poter vivere in pace e in sicurezza''. La CGIL si unisce a quanti chiedono ''che questo tragico bagno di sangue debba terminare immediatamente, assieme alla miseria e alla sofferenza del popolo palestinese e al terrore in cui è costretto a vivere il popolo di Israele, e per questo occorre che la comunità internazionale si assuma le proprie responsabilità contribuendo a ripristinare subito la pace e la giustizia, a partire dallo schieramento sul terreno di forze di interposizione per perseguire questi obiettivi. Per queste finalità devono mobilitarsi la società civile e le forze politiche mettendo in campo da subito manifestazioni e iniziative in tutto il Paese, a partire dalla anticipazione, richiesta unitariamente da CGIL, CISL e UIL, della Marcia straordinaria Perugia-Assisi, capaci di coinvolgere nel modo più vasto quanti non si rassegnano ad assistere impotenti alla spirale di guerra ed odio''. Da "Carta" |