Dal dibattito che si è svolto nel forum tematico lavoro,
diritti, precarietà sono emersi alcuni punti centrali, comuni a tutti gli
interventi, che prefigurano per lautunno un percorso di lotta che investa non solo lultimo
accordo neocorporativo, il Patto per lItalia, ma che integri tra loro i
vari contenuti su cui le lotte sociali e sindacali degli ultimi mesi si sono espresse.
La reale convergenza che si è registrata nel corso della discussione consente di
prefigurare una piattaforma realmente antiliberista e anticapitalista sulla cui base sia
possibile costruire dal basso non solo forti iniziative di sciopero generale e
generalizzato ma anche momenti di conflitto in ambito categoriale e territoriale in modo
da coinvolgere lintera società.
Una piattaforma che abbia come tema centrale la lotta per i diritti non solo dei
lavoratori ma di tutte le persone e che quindi rivendichi con forza la cancellazione della
legge Bossi-Fini, che non costituisce soltanto una misura razzista e liberticida ma anche
un attacco ai diritti di tutti, che imponga la difesa intransigente della democrazia in
tutta la società e nei luoghi di lavoro, garantendo a tutti una rappresentanza
liberamente eletta ed ai lavoratori il diritto di esprimersi sulle piattaforme e sui
contratti, che estenda a tutti i lavoratori le tutele dello statuto dei lavoratori, che
abbandoni la strada fallimentare della concertazione e della moderazione salariale e
introduca la rivendicazione del reddito di cittadinanza, che tuteli realmente i lavoratori
precari e si opponga con decisione alle privatizzazioni.
Su queste questioni, tutte centrali e che attraversano i vari soggetti dellopposizione
antiliberista, andrà aperta in tempi ravvicinati una discussione, il più allargata
possibile, al fine di individuare le modalità di impegno nelle lotte dautunno delle
espressioni del sindacalismo di base, delle parti più sensibili ed impegnate del
sindacalismo confederale, dei fori sociali e dei diversi soggetti del movimento insieme,
auspichiamo, allintera CGIL, ma senza condizionamenti né tentazioni
egemoniche.
Su questo percorso, partecipato e democratico, pensiamo che tutte le realtà del movimento
possano riconoscersi.