IL RISCHIO CORRE SUL FILO
Inquinamento elettromagnetico e
nocività nei luoghi di lavoro
Il caso dei lavoratori delle ferrovie
Sala del Giudizio Museo della Città via Tonini 1 Rimini
Sabato 19 ottobre h. 10.00 /13.00 - h 14,00/16,30
FIRENZE, 2 MARZO 2001
Quattordici casi di leucemia in Toscana e sei solo a
Rimini; sei di tumore alla mammella a Roma e in Toscana. I dati sulle richieste di
riconoscimento di cause di servizio, promosse dal sindacato autonomo Comu, per la sospetta
presenza di elevati livelli di emissioni elettromagnetiche nei locomotori, danno voce a
Orietta Busoni. Lei è la vedova di Vincenzo Di Tommaso, il ferroviere morto di leucemia,
che ha puntato il dito sui campi «pericolosi» che accompagnerebbero i macchinisti per
migliaia di chilometri nelle cabine di guida.
Ezio Gallori, ex macchinista e voce storica del sindacato autonomo, attuale presidente del
Samba associazione che si occupa di sicurezza sui luoghi di lavoro rilancia l'allarme:
«In base alle nostre rilevazioni siamo in possesso di dati preoccupanti sottolinea e
molti risultati sono riferiti a locomotori e treni tra i più utilizzati nel traffico
ferroviario». Il Comu e il Samba puntano il dito sui mezzi di trazione più «avanzati»,
quali i treni Taf, E 464, Etr 500, E 402, ma anche sui locomotori 444 e 656 dei convogli
intercity, dei treni pendolari e dei merci. Secondo le indagini del Comu, i campi
elettromagnetici nei locomotori esprimerebbero valori ben oltre il limite di 0,2
microtesla: sarebbero provocati dalla variazione di corrente e dalle moderne
strumentazioni elettroniche. «Abbiamo chiesto invano un'indagine epidemiologica sui
dipendenti, ma finora le Fs hanno espresso collaborazione, ma niente più», continua
Gallori.
Il sindacato e la vedova di Vincenzo Di Tommaso ritengono esista un chiaro e netto
rapporto causale tra esposizione alla radiazione elettromagnetica e il cancro. Il Comu e
il Samba lo hanno detto in convegni, lo hanno scritto negli esposti alla magistratura di
Firenze e Roma, lo hanno ribadito agli ispettori delle Unità operative della sicurezza
sui luoghi di lavoro dell'Asl e agli ispettore dell'Inail.
Oltre ai casi di leucemia, il sindacato ha chiesto la massima attenzione sui sei casi di
accertato tumore alla mammella: malattia rarissima negli uomini. Ne sono stati colpiti
cinque macchinisti due di Roma, due di Livorno, uno di Firenze e un operaio di Massa,
addetto a Firenze alla riparazione di trasformatori. «Di questi quattro stanno lottando
contro il cancro, uno è ridotto purtroppo a una vita in carrozzina e un altro è morto»
dice Gallori.
Il caso di Vincenzo Di Tommaso è approdato anche in pretura, a Firenze. Era una causa
pilota su cui il Comu faceva molto affidamento per poi proseguire la battaglia anche su
altri casi. In primo grado la causa è stata persa perché non è stata riconosciuta la
certezza del nesso causale tra leucemia ed esposizione ai campi elettomagnetici generati
dai locomotori. «Abbiamo perso spiega Gallori soprattutto perché non c'è legislazione
certa sull'elettromagnetismo». Comunque il Comu e la vedova del macchinista vanno avanti.
L'avvocato Gabriele De Paola, ha presentato appello, chiedendo la rinnovazione della
perizia. Il Tribunale ha dato incarico a un consulente d'ufficio di effettuare le
misurazioni sull'elettromotore. Il dibattimento si dovrebbe svolgere a maggio. L'avvocato
De Paola denuncia: «La causa rischia di rimanere congelata per ulteriori periodi in
quanto le Ferrovie, accampando motivi di sicurezza, non consentono ai tecnici di ufficio
l'accesso nel locomotore al fine di eseguire le necessarie misurazioni nel momento in cui
il locomotore viaggia».
Di fronte alle cifre dell'incidenza dei tumori nei macchinisti, sia per leucemia che per
tumori alla mammella, «siamo fortemente preoccupati: temiamo di aver scoperchiato
un'altra emergenza come quella dell'amianto» conclude Gallori.