IL RISCHIO CORRE SUL FILO
Inquinamento elettromagnetico e nocività  nei luoghi di lavoro
Il caso dei lavoratori delle ferrovie
Sala del Giudizio Museo della Città – via Tonini 1 Rimini
Sabato 19 ottobre  h. 10.00 /13.00  - h  14,00/16,30   

Intervengono:

Vittorio Buldrini    Assessore alle Politiche del Lavoro
Ariano Mantuano    Assessore alle Politiche Ambientali
Ezio Gallori     Redattore di “Ancora in Marcia”
Morando Soffritti    Fondazione Europea "B.Ramazzini"
Dante De Angelis    RLS – Macchinisti
Paolo Giacomini    RLS – Personale viaggiante
Roberto De Paolis   RLS – Macchinisti
Livio Giuliani   ISPESL - Venezia
Vito Totire     Azienda USL Città di Bologna
Michelangelo Bolognini   Azienda USL di Pistoia
Responsabili Trenitalia Spa 

Allegato:
Elettrosmog - 26 ferrovieri malati!
La denuncia dei sindacati, dopo la morte per leucemia del macchinista toscano emergono altri casi sospetti

FIRENZE, 2 MARZO 2001

Quattordici casi di leucemia in Toscana e sei solo a Rimini; sei di tumore alla mammella a Roma e in Toscana. I dati sulle richieste di riconoscimento di cause di servizio, promosse dal sindacato autonomo Comu, per la sospetta presenza di elevati livelli di emissioni elettromagnetiche nei locomotori, danno voce a Orietta Busoni. Lei è la vedova di Vincenzo Di Tommaso, il ferroviere morto di leucemia, che ha puntato il dito sui campi «pericolosi» che accompagnerebbero i macchinisti per migliaia di chilometri nelle cabine di guida.
Ezio Gallori, ex macchinista e voce storica del sindacato autonomo, attuale presidente del Samba associazione che si occupa di sicurezza sui luoghi di lavoro rilancia l'allarme: «In base alle nostre rilevazioni siamo in possesso di dati preoccupanti sottolinea e molti risultati sono riferiti a locomotori e treni tra i più utilizzati nel traffico ferroviario». Il Comu e il Samba puntano il dito sui mezzi di trazione più «avanzati», quali i treni Taf, E 464, Etr 500, E 402, ma anche sui locomotori 444 e 656 dei convogli intercity, dei treni pendolari e dei merci. Secondo le indagini del Comu, i campi elettromagnetici nei locomotori esprimerebbero valori ben oltre il limite di 0,2 microtesla: sarebbero provocati dalla variazione di corrente e dalle moderne strumentazioni elettroniche. «Abbiamo chiesto invano un'indagine epidemiologica sui dipendenti, ma finora le Fs hanno espresso collaborazione, ma niente più», continua Gallori.
Il sindacato e la vedova di Vincenzo Di Tommaso ritengono esista un chiaro e netto rapporto causale tra esposizione alla radiazione elettromagnetica e il cancro. Il Comu e il Samba lo hanno detto in convegni, lo hanno scritto negli esposti alla magistratura di Firenze e Roma, lo hanno ribadito agli ispettori delle Unità operative della sicurezza sui luoghi di lavoro dell'Asl e agli ispettore dell'Inail.
Oltre ai casi di leucemia, il sindacato ha chiesto la massima attenzione sui sei casi di accertato tumore alla mammella: malattia rarissima negli uomini. Ne sono stati colpiti cinque macchinisti due di Roma, due di Livorno, uno di Firenze e un operaio di Massa, addetto a Firenze alla riparazione di trasformatori. «Di questi quattro stanno lottando contro il cancro, uno è ridotto purtroppo a una vita in carrozzina e un altro è morto» dice Gallori.
Il caso di Vincenzo Di Tommaso è approdato anche in pretura, a Firenze. Era una causa pilota su cui il Comu faceva molto affidamento per poi proseguire la battaglia anche su altri casi. In primo grado la causa è stata persa perché non è stata riconosciuta la certezza del nesso causale tra leucemia ed esposizione ai campi elettomagnetici generati dai locomotori. «Abbiamo perso spiega Gallori soprattutto perché non c'è legislazione certa sull'elettromagnetismo». Comunque il Comu e la vedova del macchinista vanno avanti. L'avvocato Gabriele De Paola, ha presentato appello, chiedendo la rinnovazione della perizia. Il Tribunale ha dato incarico a un consulente d'ufficio di effettuare le misurazioni sull'elettromotore. Il dibattimento si dovrebbe svolgere a maggio. L'avvocato De Paola denuncia: «La causa rischia di rimanere congelata per ulteriori periodi in quanto le Ferrovie, accampando motivi di sicurezza, non consentono ai tecnici di ufficio l'accesso nel locomotore al fine di eseguire le necessarie misurazioni nel momento in cui il locomotore viaggia».
Di fronte alle cifre dell'incidenza dei tumori nei macchinisti, sia per leucemia che per tumori alla mammella, «siamo fortemente preoccupati: temiamo di aver scoperchiato un'altra emergenza come quella dell'amianto» conclude Gallori.

di Luigi Caroppo - Tratto da "Il Giorno" del 2 Marzo 2001