Metalmeccanici

La Fiom chiederà l'8% di aumento in piattaforma contrattuale

Dall'assemblea dei delegati Fiom Cgil, prevista per i prossimi 30 e 31 ottobre, probabilmente uscirà una piattaforma per i rinnovi contrattuali con una richiesta ben precisa: aumenti salariali medi tra l'8 e il 9%. L'ha spiegato oggi Giorgio Cremaschi: “L’ultimo dato sull’inflazione, che porta quella tendenziale ufficiale al 2,7%, ma che soprattutto dà l’indicazione di un ritmo di aumento dei prezzi superiore al 3% annuo, non potrà non avere delle conseguenze sulle piattaforme contrattuali". Per questo, prosegue il responsabile delle politiche contrattuali della Fiom, “per quanto riguarda i metalmeccanici, a questo punto il recupero dell’inflazione reale persa nel passato si avvicina al 3%. Le previsioni più ottimistiche e meno inflazionistiche possibili per il prossimo biennio fanno pensare a un’inflazione complessiva del 4,5-5%. A ciò si dovrà poi aggiungere una quota legata alla produttività di settore.”

La somma di queste quote porta esattamente a quell'8-9% d'aumento che corrisponde a un importo di circa 130 euro mensili a regime. Ma soprattutto la Fiom punterà a rivedere la distribuzione del reddito tra i
lavoratori dei diversi livelli, chiedendo aumenti percentuali più alti per i livelli più bassi. I metalmeccanici, infatti, vogliono rimodulare la scala "parametrale" sugli incrementi. In pratica se adesso la scala degli aumenti varia tra 100 (per il livello più basso) e 218 (per il livello più alto) tra le tute blu della Cgil si pensa a uno "schiacciamento" tra i due parametri. Se infatti sembra molto difficilmente accettabile l'ipotesi di richiedere una cifra uguale per tutti (la stessa quindi per operai e dirigenti indipendentemente dal salario di partenza) è probabile una discussione sulla base del cambio del parametro da 100-218 a 100-150 con aumenti percentuali più alti quindi per i livelli più bassi e più bassi per quelli più alti.

“Nell’assemblea dei delegati Fiom del 30 e 31 ottobre - prosegue Cremaschi -, proporremo per la piattaforma rivendicativa una cifra precisa rispetto agli aumenti retributivi. E’ tuttavia chiaro sin da oggi che la tutela dei salari richiederà aumenti diversi da quelli degli ultimi contratti e, probabilmente, anche distribuiti diversamente tra i lavoratori. Questo perchè tutti i dati in nostro possesso ci dicono che le categorie più basse dell’inquadramento metalmeccanico hanno subìto dall’inflazione un danno superiore a quello subìto dalle categorie più alte; per queste ultime, infatti, c’è stato un intervento di aumenti distribuiti unilateralmente dalle aziende. I primi livelli (soprattutto operai) hanno visto crescere i salari lordi negli ultimi cinque anni solo del 14% a fronte di aumenti per quadri e dirigenti del 23%. "C'é una forte spinta da alcune strutture - spiega - a definire in piattaforma richieste per aumenti uguali per tutti".

L'ipotesi è stata giudicata da Savino Pezzotta, segretario generale della Cisl, "fuori del mondo". ''Noi - ha detto Pezzotta a margine della Conferenza Cisl sul Mezzogiorno in corso a Napoli - siamo disponibili a sederci attorno a un tavolo per ragionare su come arrivare a una piattaforma unitaria. Io sono molto preoccupato per il fatto che si vogliono presentare piattaforme separate. Si parla molto di unita' - ha proseguito - ma cominciamo a fare l'unita' sulle piattaforme da presentare ai datori di lavoro. Questo servirebbe molto di piu' dei tanti appelli all'unita' sindacale che in queste ore arrivano da tutte le parti. Perche' su questo punto - ha detto - si sta rischiando grosso per le responsabilita' di una sola organizzazione, la Fiom''. Per il leader della Cisl, "se l'inflazione reale è al 2,5-2,7%, chiedere l'8% di aumento, come leggo, mi sembra una cosa fuori dal mondo. Noi non vogliamo essere quelli che vanno a scatenare la rincorsa tra salari e inflazione, perché così si fa solo del male ai lavoratori. Le nostre richieste, quindi, saranno leggermente al di sotto dell'inflazione reale".

Rapporti tesi anche con i metalmeccanici Cisl. Giorgio Caprioli, segretario generale della Fim, ha giudicato la proposta avanzata ieri dalla Fiom di sottoporre le piattaforme al voto dei lavoratori come un "ultimatum inaccettabile" col quale la Fiom 'ha messo una pietra sopra' sulla possibilità di discutere per una piattaforma unitaria per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici. "La Fiom usa un approccio inaccettabile - dice Caprioli - che è quello non di fare proposte ma di dettare condizioni agli altri. Fanno finta di non capire la proposta della Fim e confermano l'approccio populista e superficiale ai temi della democrazia. Il referendum non è usato da nessun sindacato in tutto il mondo. O la Fiom ritiene che tutti i sindacati del mondo siano antidemocratici oppure è la loro idea di democrazia che va rivista'. Caprioli ha detto di 'non vedere spazi' per la ripresa del dialogo sulla piattaforma contrattuale di fronte a un ultimatum 'che non può essere accettato'. Dopo la decisione della Fiom sulla piattaforma (attesa per il 30-31 ottobre) la Fim dovrebbe definire le proprie richieste il 5 novembre, data nella quale è fissato un consiglio generale del sindacato.

In sintesi, nel giorno della proclamazione dello sciopero unitario (previsto per il 15 novembre) sulla fondamentale questione della crisi Fiat, le sigle metalmeccaniche restano molto lontane sull'altrettanto fondamentale questione dei rinnovi contrattuali.

(23 ottobre 2002)