MOZIONE

 

 

I lavoratori della RAI di Milano,

riuniti in Assemblea Generale il 2 dicembre 2002 indetta dalle Segreterie Nazionali di CGIL, UIL, SNATER, USIGRAI sulla Situazione RAI e responsabilità dei vertici aziendali, individuando nella qualità del prodotto fornito agli utenti l’unica garanzia per la sopravvivenza dell’azienda, non possono che costatare come oggi la RAI nel suo complesso viva uno dei momenti più alti di crisi d’ascolto e di credibilità verso l’opinione pubblica.

riconoscono

che gli attuali vertici generali della RAI hanno operato un'ulteriore accelerazione al processo di disgregazione del ruolo e delle potenzialità produttive del Centro di Produzione di Milano benché, come del resto è noto a tutti, resta un disegno avviato e messo in atto dalle passate amministrazioni.

 

Per questo motivo ritengono sia necessario un gesto di buon senso che porti all’azzeramento degli attuali vertici aziendali, e all’individuazione di nuovi amministratori con una chiara e indiscussa professionalità nel campo dei media, e su questo danno mandato alle segreterie nazionali per attivare le necessarie mobilitazioni di sciopero.

 

Contemporaneamente non possono che verificare come l’attuale crisi sia la più grave degenerazione di metodi di lottizzazione esistenti da decenni. E’ ora che si ritrovi un ruolo al servizio pubblico e una linea editoriale certa per l’azienda, è ora che s’individuino nuovi criteri per la nomina dei consigli d’amministrazione, regole che portino la RAI fuori dai partiti per rimetterla tra la gente. E’ ora che si abbandoni la sola logica del pluralismo partitico per entrare in un vero pluralismo sociale e territoriale, e su questo chiedono l’impegno delle segreterie nazionali, perché tali richieste siano portate negli incontri previsti con le istituzioni sulle vicende della RAI.

 

Ed è proprio nella ricerca del necessario pluralismo sociale, nella necessità dell’azienda di avere una linea editoriale che guardi all’intero paese anche da punti geografici diversi che riteniamo si debba pensare al rilancio di del centro di produzione di Milano.

 

Considerano,

quindi, improcrastinabile l'apertura della Vertenza Milano nella quale a questo, ormai quasi concluso, processo di disgregazione sia data una netta inversione di tendenza, dimostrando una progettualità sulla Sede RAI di Milano anche in risposta al problema degli insediamenti produttivi della Fiera: inversione di tendenza   misurabile a partire dalla soluzione dei problemi da sempre sollevati dai lavoratori al Sindacato

 

Danno mandato

alla RSU e al Comitato di Redazione di Milano di riformulare in questo senso le motivazioni che potranno sostenere la vertenza complessiva sui vertici RAI avviata dalle Segreterie Nazionali di CGIL, UIL, SNATER, USIGRAI, nonché di determinare per la Sede di Milano le date di eventuali azioni di lotta, indicando la domenica come data più opportuna e più incisiva visto la concentrazione di trasmissioni.