| NE INTIMIDITI,
NE INCASTRATI! Siamo ormai in piena globalizzazione della concorrenza giudiziaria. Non appena il teorema costruito dalla procura di Cosenza si sgonfia e tutti i/le compagni/e arrestati/e ritornano in libertà, riconquista la scena la procura di Genova che tramite la GIP Daloisio, su richiesta dei PM Canepa e Canciani, sferra un altro colpo al movimento antiliberista: 23 provvedimenti restrittivi (carcerazioni, arresti domiciliari, obblighi di firma in questura), 55 perquisizioni e decine di comunicazioni giudiziarie hanno raggiunto compagni di tuttItalia, da Genova a Palermo, da Milano a Roma, da Padova a Reggio Calabria. Questa
volta -ci vogliono rassicurare Digos e procura genovese- non si tratta di reati
associativi, ma di fatti specifici, addebitati a 16 mesi distanza dai giorni del G8, dopo
scrupolosi accertamenti e visioni di chilometri di filmati e migliaia di foto. I reati
contestati sono però pesantissimi: devastazione e saccheggio, porto di materiale
esplosivo, lesioni aggravate,
; i reati vengono attribuiti perché i compagni sono
stati riconosciuti tramite un capo di abbigliamento, un tatuaggio, un piercing, una
somigliante corporatura. Molti di questi compagni avevano già ricevuto comunicazioni
giudiziarie afferenti gli stessi episodi oggi contestati. In più è
spuntato fuori, nellordinanza dei PM, il reato di compartecipazione psichica,
ne sarebbero colpevoli coloro che, non avendo commesso nulla di penalmente rilevante, non
hanno operato per impedire o almeno esecrare la commissione di reati quali il saccheggio,
la devastazione, lincendio,
Allora diciamo subito che non ci sono compagni buoni colpiti da grotteschi reati associativi con cui si deve solidarizzare e compagni cattivi inquisiti per reati specifici, tra cui quellobbrobrio giuridico della compartecipazione psichica, che devono arrangiarsi da soli e magari additati come soggetti che rovinano limmagine del movimento. Diciamo
forte che rispetto alla mattanza di Genova -in cui il compagno Carlo Giuliani è stato
ucciso dai carabinieri, e centinaia di dimostranti sono stati pestati a sangue dalle forze
dellordine e migliaia gasati dai mefitici gas dei lacrimogeni- la locale procura con
la richiesta di archiviazione per luccisione di Carlo cancella le responsabilità
palmari dei carabinieri nellomicidio, mentre costruisce improbabili capri espiatori
di due giornate di violenza premeditata orchestrata da polizia, carabinieri e guardia di
finanza. Diciamo
forte che saremo subito di nuovo in piazza per richiedere la liberazione di tutti i
compagni arrestati e soggetti a provvedimenti restrittivi. Diciamo
forte che si sta costruendo un clima di intimidazione contro tutto il movimento
antiliberista, che le provocazioni probabilmente continueranno, proprio mentre le ragioni
del movimento trovano sempre maggiori consensi, mentre si realizzano significativi momenti
di intreccio e saldatura sociale tra il movimento e le lotte dei lavoratori Fiat e del
Pubblico Impiego, mentre si avvicina la guerra e cresce lopposizione nei suoi
confronti. Riempiono
le galere, noi riempiamo ancor di più le piazze. Manteniamo i nervi saldi, non ci facciamo intimidire, ma neanche incastrare dalle loro squallide provocazioni. Tutti/e
i/le Compagni/e Liberi/e subito! Confederazione Cobas
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