| dalla RSU della Fiat Presse di Torino - 14 maggio 2002 FIAT - PROCEDURE DI MOBILITA' PER 2887 PERSONE 2.887 Un piano respinto da Fim-Fiom-Uilm, che proclamano due ore di sciopero con assemblee per i prossimi giorni. Che il gruppo torinese avesse intenzione di ridurre gli organici era cosa nota: tra i diversi ammortizzatori sociali a disposizione - cassa integrazione straordinaria, mobilità «normale», mobilità verso la pensione - lazienda alla fine ha optato per lo strumento meno «conflittuale», anche se meno drastico nei risultati. La mobilità colpirà i lavoratori più vicini alletà di pensionamento, con almeno 53-54 anni di età. Servirà un accordo con le organizzazioni sindacali, al termine del quale i lavoratori individuati usciranno dalla produzione, perderanno la titolarità del posto di lavoro, e riceveranno fino al momento del pensionamento - per un massimo di tre anni, quattro nel Mezzogiorno - un assegno mensile pari all80% dellultimo stipendio e non superiore agli 800 euro. In una nota consegnata ai sindacati, la Fiat spiega che «a causa dellandamento del mercato automobilistico e della conseguente necessità di riduzione dei costi di struttura è emerso che in alcune aree produttive e nelle aree delle strutture centrali e commerciali di Fiat Auto lorganico è sovradimensionato rispetto alle esigenze aziendali». In pratica, tirate le somme, sono 2.442 (1.831 operai e 611 impiegati) i lavoratori che hanno i requisiti di età per la mobilità verso la pensione. Di questi, 1.655 sono a Torino; 131 ad Arese; 233 a Termini Imerese; 97 a Cassino; 216 a Pomigliano; 110 nelle sedi commerciali. Altre 305 persone si trovano nella stessa situazione alla Gesco e 140 alla Sepim, società di servizi finanziari di Fiat Auto. Totale, 2887 lavoratori. Come detto, secondo i sindacati altri 500 sono gli esuberi alla Power Train, che produce motori e cambi a Torino, Termoli e Pratola Serra: gli esuberi interesserebbero soprattutto lo stabilimento torinese. Le procedure per la mobilità sono già state avviate Cgil-Cisl-Uil e i sindacati di categoria sono fortemente allarmati, e chiedono un progetto industriale per rilanciare la produzione di auto in Italia. «Per ragionare del futuro della Fiat bisogna ripartire da un progetto industriale, e non cominciare, come l'azienda vuole fare, dall'occupazione». «Gli esuberi non servono a niente, servono solo a risparmiare un po di soldi». Al termine dellincontro, in una nota
unitaria i sindacati hanno espresso un Dunque, subito due ore di sciopero e assemblee dalla prossima settimana.
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