Comunicato stampa

Lunedì 18 marzo CGIL, CISL e UIL hanno tenuto un presidio presso la sede del ministero del lavoro al fine di richiamare il governo al rispetto degli impegni assunti a tutela dei lavoratori esposti all'amianto.
I diritti dei lavoratori esposti sono stati messi in discussione da un gruppo di aziende che, lamentando vizi di forma e sostenendo pretestuose motivazioni, ha impugnato di fronte ai tribunali amministrativi (l'udienza di merito si teneva proprio il 18 marzo di fronte al TAR Lazio) i decreti del Ministero del lavoro in esecuzione dei quali sono state rilasciate o sono attualmente in fase di rilascio da parte dell'INAIL le certificazioni necessarie al riconoscimento dei benefici di cui all'articolo 13, comma 8 della legge n. 257 del 27 marzo 1992.
La deprecabile iniziativa dei datori di lavoro comporta rischi molto seri per i lavoratori interessati ai quali potrebbero derivare (nella ipotesi di annullamento dei cosiddetti atti di indirizzo ministeriali) danni gravissimi e, in qualche caso irreparabili (si pensi a coloro che, già pensionati o in corso di pensionamento, si ritroverebbero senza lavoro, in quanto dimissionari dalle rispettive aziende, e senza pensione, per effetto della cancellazione dei periodi di esposizione all'amianto già riconosciuti).

Una nutrita delegazione di lavoratori esposti, assistita dai rappresentanti CGIL, CISL e UIL, è stata ricevuta dal responsabile dell'ufficio legislativo del ministero, dott. Monticelli e dal dott. Cazzola, incaricato dal ministro Maroni per le questioni relative all'amianto.
Le richieste del sindacato, volte alla tutela dei legittimi diritti e delle aspettative dei lavoratori esposti, sono state sostanzialmente accettate: i rappresentanti del ministero hanno infatti ribadito l'impegno di Maroni a salvaguardare in ogni caso, indipendentemente dall'esito del giudizio, i benefici a favore dei lavoratori derivanti dagli atti di indirizzo già emanati. L'impegno del Ministero è già stato confermato con un comunicato stampa.
In base alle garanzie offerte dal ministero verrebbero pertanto ad essere fatte salve le posizioni di tutti i lavoratori ricompresi nei cosiddetti atti di indirizzo ministeriali, sia che siano già titolari di trattamenti pensionistici (liquidati o da liquidare), sia che siano ancora dipendenti. In entrambi i casi i benefici previdenziali saranno concessi con le medesime modalità di calcolo previste nella normativa attualmente in vigore. Viene quindi ad essere eliminata quella ingiustificata disparità di trattamento di situazioni analoghe prevista nelle iniziali proposte avanzate dal ministero e contestata da CGIL, CISL e UIL.
Il ministero si è anche impegnato ad affrontare con una apposita commissione tecnica, in un prossimo incontro con il sindacato, le questioni generali di applicazione della normativa sull'amianto (giustamente stralciate dall'emergenza su richiesta del sindacato), a partire dalla ingiustificata esclusione dai benefici dei lavoratori soggetti ad enti assicurativi diversi da INPS ed INAIL.

CGIL CISL UIL
Betty Leone Giovanni Guerisoli Carlo Fabio Canapa

Roma, 20 marzo 2002