APPELLO
PER LA COSTITUZIONE DEI COMITATI LOCALI PER IL SI AI REFERENDUM SUGLI ARTICOLI 18 E 35 DELLO STATUTO
DEI LAVORATORI La raccolta
delle firme per estendere i diritti del mondo del lavoro attraverso referendum popolari
sugli articoli 18 e 35 dello Statuto dei lavoratori si è conclusa con successo: oltre
1.400.000 firme sono state consegnate il 9 agosto alla Corte di Cassazione di Roma. In questo
modo nella primavera del 2003 i cittadini italiani saranno chiamati a esprimersi su una
questione che non solo riguarda la libertà e la dignità nel lavoro, ma che caratterizza e definisce modi e qualità della convivenza
civile. La libertà
di licenziamento è un tratto di vera barbarie sociale che fonda i rapporti sociali
sullarbitrio e nega i principi costituzionali di difesa dei soggetti più deboli.
Oggi la tutela da questo arbitrio riguarda solo una minoranza di lavoratrici e lavoratori
dipendenti il 95% delle imprese e il 64 % dei lavoratori ne sono privi e
questo determina una condizione evidente di disparità e di ingiustizia. Estendere
larticolo 18 vuol dire rendere effettive la nostra Costituzione e larticolo 30
della Carta europea dei diritti fondamentali su una questione che tocca dignità,
sicurezza sul posto di lavoro e libertà dei lavoratori. La libertà incontrollata di
licenziamento ha ricadute sostanziali su diritti fondamentali quali la libertà di
pensiero, di espressione, di adesione a partiti politici, a formazioni sindacali, su ogni
altra forma di tutela e su ogni altro diritto di fonte contrattuale e legale, poiché
rende il lavoratore totalmente indifeso di fronte allarbitrio e inoltre impoverisce
il suo contributo alla qualità del lavoro a detrimento anche dellimpresa. Con questo spirito abbiamo proposto i referendum popolari per lestensione dei diritti e delle tutele dello Statuto dei lavoratori, Con questo
spirito, aprendo la campagna per il SI ai due referendum sugli articoli 18 e 35 dello
Statuto dei lavoratori proponiamo che in ogni regione si avvii la costituzione del
comitato per i due SI, allargando la
partecipazione, costruendo momenti di confronto aperto a tutti i soggetti politici e
sociali, con un percorso che si concluderà nel gennaio del 2003, dopo che la Corte
costituzionale avrà emesso la sentenza sulla legittimità dei quesiti e di fatto
inizierà la campagna elettorale. Un appello
che parte da chi ha sostenuto nei luoghi di lavoro e nel paese la raccolta delle firme e
che ora si rivolge alle forze sociali e politiche mobilitate per la difesa e
lestensione dei diritti nel lavoro e nella società, alle associazioni, a
lavoratrici e lavoratori, alle personalità della cultura, agli operatori della giustizia,
ai cittadini attenti allesigenza di costruire rapporti sociali fondati sulla
giustizia e non sullarbitrio. Con il
referendum poniamo una questione di merito:
la battaglia per il SI è una battaglia per la
giustizia, per la civiltà. Su questo merito chiediamo un giudizio. I comitati che si
costituiranno saranno perciò occasione di un confronto generale e insieme articolato sul
territorio affrontato con spirito unitario e di confronto aperto, con tutti e tra tutti,
senza barriere ideologiche, senza steccati di schieramento, senza logiche di primazia:
occasione vera per far crescere e diffondere nel nostro paese una cultura di giustizia
sociale. 12 Ottobre 2002 Appello approvato nellincontro promosso dal comitato promotore nazionale e dal comitato nazionale di sostegno il 12 ottobre 2002 per avviare la campagna per i due SI |