Sotto il fuoco
dell'agressione Israeliana al popolo palestinese.
1 Aprile 2002
Centinaia di volontari, anche Italiani, presenti
sul terreno degli scontri cercano di salvaguardare il diritto all'assistenza medica ad una
popolazione in perenne pericolo sotto gli attacchi dell'esercito Israeliano. Un messaggio
di pace e di giustizia per i diritti di un popolo che dobbiamo sostenere.
I Comunicati stampa e le informazioni inviate
in Italia ed al Mondo
dai volontari pacifisti.
La delegazione italiana si muove rapidamente. Abbiamo trasferito un
centinaio di persone a Ramallah a protezione della popolazione civile. La maggior parte
del gruppo dirigente della nostra delegazione, circa 70 persone, è a Ramallah. Altri 180
di noi stanno manifestando davanti al check point con altri gruppi internazionali. Io e
pochi altri stiamo cercando di organizzare i nostri movimenti dalla nostra postazione
operativa a Gerusalemme.
Arriva da Ramallah la richiesta di medicinali. Siamo riusciti a mandare quel poco che
abbiamo trovato. Il coprifuoco, dettato dall'esercito israeliano, impedisce i fornimenti
di cibo. La corrente elettrica è stata tolta da molti quartieri di Ramallah e da alcune
altre città palestinesi. La situazione è disperata. I palestinesi, dopo il discorso di
Sharon alla Nazione temono il peggio. Le notizie di decine di morti giustiziati a Ramallah
spezzano la speranza di una diminuzione del conflitto.
Abbiamo dato il cambio a 17 di noi che erano all' ospedale di Ramallah da ieri mattina.
Altri si concentreranno in un diverso punto. Luisa Morgantini e altri della Assopace
stanno cercando di aiutare il personale medico che deve raggiungere ambulanze e feriti.
Tra poco ci sarà la conferenza stampa delle persone che sono ritornate da Ramallah. Un
centinaio di persone sono andate verso Bethlhem per partecipare alla manifestazione che si
solgerà da Bethlem a Beit Jala, sperando di poter passare il check ponit principale di
Bethlehem.
Molti di noi, sapendo di correre un grave rischio, volontariamente hanno scelto di
spostarsi a Ramallah dove la loro presenza è indispensabile.
Inoltre, non avendo la garanzia di quando potranno tornare, rischiano di perdere il volo
di ritorno. Abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti voi. Occorre mobilitarsi per fare
pressione sul Parlamento Italiano per l'invio di una delegazione ufficiale in Palestina.
Raccolte di medicinali e fondi. Promuovete mobilitazioni. E' indispensabile non lasciare
soli i palestinesi in questo momento drammatico.
Farshid Nourai1 APRILE 2002
COMUNICATO DI ACTION FOR PEACE
Anche oggi, Action for Peace ha continuato a inviare suoi delegati a Ramallah, per tentare
di allentare la pressione dell?esercito israeliano sui civili palestinesi, in particolare
negli ospedali della città. Sessanta persone sono partite in piccoli gruppi da
Gerusalemme, a partire dalle 7.30 del mattino, e sono entrate nella città palestinese.
La prima delegazione di Action for Peace, che era a Ramallah già da giovedì mattina e
che è riuscita a portare viveri e medicine all'interno della residenza del Presidente
Arafat e a difendere l'ospedale Trauma Center dall'esercito israeliano, questa mattina ha
lasciato la cittadina.
Denunciamo i gravissimi fatti che sono avvenuti a Ramallah oggi pomeriggio:
un gruppo di pacifisti, insieme all'europarlamentare Luisa Morgantini, impegnati con
un?ambulanza a prestare soccorso ai feriti e a portarli nel Medical Relief gestito dal
dott. Moustafa Bargouti, sono stati aggrediti dall'esercito israeliano. Gli è stato
intimato di uscire immediatamente dal centro, perché i soldati avevano intenzione di far
esplodere il palazzo, così come avevano appena fatto nell'edificio accanto. Si sono
verificati episodi di una violenza inaudita: Luisa Morgantini ha raccontato che un bambino
ferito che era tra le sue braccia le è stato portato via con la forza, e il gruppo è
stato trattenuto per ore in mezzo alla strada tra le esplosioni e subendo continue
minacce.
Il resto della delegazione italiana di Action for Peace, nella giornata di oggi, ha
continuato l?azione di sostegno e di protezione del popolo palestinese.
Nella mattinata, siamo stati al check point di Al-Ram, verso Ramallah, con l'intento,
oltre che di manifestare la nostra solidarietà al popolo palestinese, di facilitare l'ingresso
dei nostri delegati nella città di Ramallah. Nel primo pomeriggio, si è tenuta la
conferenza stampa del deputato dei Verdi Mauro Bulgarelli, di Nunzio D'Erme, consigliere
comunale a Roma, di Fabio Galati, assessore alle politiche sociali nel Municipio Roma X, e
di tutti gli altri della prima delegazione di Action for peace a Ramallah.
Contemporaneamente, un centinaio di altri nostri delegati hanno tentato
di raggiungere Betlemme senza successo. Lo scenario che ci siamo trovati di fronte sulla
strada verso Betlemme è il tipico scenario dell'assedio, con una schiera lunghissima di
carri armati da una parte, gli insediamenti dei coloni in costruzione dall'altra.
Denunciamo il vergognoso comportamento dell'esercito israeliano che continua
le sue operazioni militari, a Ramallah e verso tutte le altre città palestinesi, e a
calpestare i più elementari diritti umani e civili, prima di tutto quello all'assistenza
dei feriti.
Ci appelliamo a tutte le forze e le persone democratiche e pacifiste in Italia, perché a
partire da domani organizzino delegazioni qui in Palestina per proseguire la nostra
missione di protezione della popolazione palestinese, e di informazione degli abusi
dell?esercito israeliano; riteniamo assolutamente necessario inoltre che in Italia
continuino e si rafforzino le pressioni alle istituzioni, a qualunque livello, perché
intervengano nei confronti del governo israeliano e a tutela di tutti i pacifisti di ogni
parte del mondo presenti a Ramallah, Betlemme e nei territori occupati. Ci appelliamo
alla società civile italiana affinché si continui a mobilitare, in tutte le città, per
fermare il massacro della popolazione civile palestinese, l'aggressione all'Autorità
nazionale palestinese e al Presidente Arafat.
Action for Peace - 1 APRILE 2002
Associazione per la Pace
0097255275952
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