a cura dell'Ufficio Stampa Cgil Lombardia

CONTROLLI SUGLI SCIOPERANTI
I DOCUMENTI CHE TESTIMONIANO LE RICHIESTE DEL MINISTRO MARONI.

L'episodio è ormai noto a tutti, ma non tutti hanno letto le circolari ufficiali con le quali il Ministro Maroni ha richiesto i dati dello sciopero indetto dalla Cgil il 20 giugno 2002, alle Direzioni Regionali dell'Ufficio del Lavoro, per questo abbiamo deciso di renderle note e le pubblichiamo di seguito.

Tutto è cominciato nel pomeriggio dello stesso giorno dello sciopero, quando una segnalazione ha messo la Cgil Lombardia in allarme rispetto alla richiesta, proveniente dai carabinieri di Pero, del numero degli scioperanti in una industria metalmeccanica dell'hinterland.

Di lì è partita la denuncia politica; in un comunicato il Segretario Generale Susanna Camusso definisce "inusuale ed inaudita l'attività di controllo svolta dalla Arma dei Carabinieri; ci domandiamo"-aggiunge Camusso-" a quale titolo sia interessata a questo dato, visto che sicuramente lo sciopero non è un problema di ordine pubblico ma, anzi, un diritto sancito dalla Costituzione che deve essere liberamente esercitato.
Ci pare questa attività assolutamente singolare e dal punto di vista politico assolutamente grave perché può assumere un significato gravemente intimidatorio.

Successivamente ci arriva la segnalazione che il caso non è isolato, ma che addirittura ci sono documenti ufficiali, arrivati alle nostre strutture, nei quali la richiesta viene formalizzata.

Il Ministro Maroni prima nega, poi di fronte all'indignazione del gruppo dirigente della Cgil, tende a minimizzare, ammettendo però che la richiesta rappresenta una novità.

Certo, forse in molti hanno avuto la tendenza a minimizzare un fatto del genere, ma a torto, e il perché ce lo spiega lo stesso Maroni in un'intervista apparsa sulla Stampa il 23 giugno: "I miei predecessori"-dice testualmente il Ministro del welfare-"non chiedevano i dati, si affidavano a quelli dei sindacati, magari della Cgil. …..E io come faccio a sapere, a riferire al Consiglio dei Ministri? Ecco, per la prima volta gli Uffici hanno funzionato".

Dunque il Consiglio dei Ministri, che storicamente ha considerato le fonti giuste, quelle sindacali e quelle padronali, deve d'ora in poi avere una propria fonte da utilizzare. E a quale fine? Per decretare ufficialmente il fallimento di una mobilitazione e, di conseguenza, di un insieme di richieste contrattuali o sociali?
Per screditare un'organizzazione che, magari da sola come la Cgil, si trova a mobilitare i lavoratori contro le proposte del Governo come in questo caso?

Vedremo più avanti l'uso che di questa "novità" si potrà fare. In tanto bene ha fatto Cofferati a ribadire che "L'invito del Ministro Maroni alle sue strutture medesime avanzata poi agli organi di polizia per la rilevazione, non è soltanto un atto singolare, ma si configura come decisione, nei suoi effetti combinati, particolarmente grave, tesa e ledere dei diritti costituzionali e ad assumere oggettivamente il carattere dell'intimidazione".

Da questi episodi sono partite interrogazioni parlamentari e prese di posizione che sottolineano la pericolosità delle novità che ci sta riservando il Governo Berlusconi e la necessità di tenere molto alta la guardia.

Notevole in questo frangente l'attenzione dei mezzi di informazione che, tutti, hanno rilevato la stranezza della richiesta; naturalmente chi più chi meno. Cogliamo l'occasione per ringraziare, in particolare, l'Unità, Radiopopolare e il Manifesto.

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Di seguito riportiamo la lettera inviata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali alle Direzioni Provinciali del Lavoro e la lettera inviata dalla Direzione Provinciale del Lavoro e delle Politiche Sociali di Lodi alla CGIL di Lodi.

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Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Direzione Regionale del Lavoro di Milano
Settore politiche del lavoro

Milano, 18 giugno 2002

Ai Direttore delle
Direzioni Provinciali del Lavoro

Oggetto: Sciopero generale, articolato regionalmente, proclamato dalla CGIL nel periodo dal 20 giugno all'11 luglio. Richiesta rilevazione dati sulle adesioni.

Premesso che la segreteria nazionale della CGIL ha proclamato uno sciopero generale di 4 ore articolato regionalmente, e di ulteriori 2 ore di sciopero che saranno decise dalle categorie nelle loro articolazioni - per la Lombardia è previsto per il 20 giugno p.v. - la Direzione Generale per la Tutela delle condizioni di lavoro, Div. IV del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha chiesto allo scrivente ufficio, con nota n. 959 del 10 giugno 2002, di raccogliere i dati concernenti le adesioni alle preannunciate azioni di sciopero.
Per aderire alla suddetta richiesta, codeste Direzioni sono invitate a rilevare, nel proprio ambito territoriale di competenza, gli elementi di conoscenza necessari, indicando le fonti che si possono individuare, oltre che nella OS interessata, anche nelle Pubbliche Amministrazioni competenti, nelle sedi INPS e locali Prefetture, al fine di conoscere il numero dei lavoratori subordinati che hanno aderito.
Dette rilevazioni dovranno contenere, oltre agli eventuali dati analitici se disponibili, il dato di sintesi consistente nella percentuale di adesioni rapportata al totale dei lavoratori rispettivamente interessati.
Codeste Direzioni comunicheranno poi i dati rilevati, allo scrivente Ufficio, specificando contestualmente la fonte dei dati.
In ogni caso l'adempimento di quanto richiesto dovrà essere assicurato entro le ore 14 del giorno 21 giugno 2002, al fine di consentire il rispetto del termine stabilito per il riepilogo dei dati ricevuti ed il successivo inoltro al Ministero.

Il Direttore

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Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Direzione Provinciale del Lavoro Lodi

19 giugno 2002

Alla CGIL di Lodi

Oggetto: sciopero generale articolato regionalmente, proclamato dalla CGIL nel periodo 20 giugno - 11 luglio. Richiesta rilevazione dati sulle adesioni.

Si comunica che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - Direzione Generale per la Tutela delle condizioni di Lavoro - ha richiesto allo scrivente Ufficio di raccogliere i dati concernenti le adesioni alle azioni di sciopero in oggetto nel proprio ambito territoriale di competenza.
Al fine di consentire il tempestivo inoltro al Ministero dei dati richiesti si invita codesta O.S. a comunicare entro le ore 12 del giorno 21 giugno p.v., il numero dei dipendenti che, in provincia di Lodi, aderiscono allo sciopero previsto, per la Lombardia, per il 20 giugno p.v., distinguendo il dato numerico dei dipendenti pubblici da quello dei dipendenti delle aziende private.

p. il Direttore della D.P.L. il Responsabile Gestione Risorse e AA.GG.