New Economy? Vecchio sfruttamento!

 

Allo SMAU si mettono in mostra tante aziende della cosiddetta New Economy, che sfoggiano tecnologie avanzatissime in una cornice di gadgets, lustrini e paillettes.

Dietro una facciata dorata e improntata al futuro e alla modernità, in realtà TUTTE queste aziende nascondono condizioni di lavoro molto da “Old Economy”: ritmi di lavoro forsennati, un’organizzazione da catena di montaggio, bassi salari, precarietà diffusa dei rapporti di lavoro.

 In aziende come Vodafone-Omnitel, TIM, Fastweb ecc, un terzo della forza lavoro e’ costituita da interinali e lavoratori a tempo determinato; i diritti dei lavoratori vengono visti come “gentili concessioni” che l’Azienda decide di fare o meno; la flessibilità degli orari e’ totale e a discrezione delle aziende. Come nella miglior tradizione industriale, le aziende scaricano i costi della competitività sui lavoratori, negando una condizione di lavoro migliore a chi, col suo lavoro, produce la ricchezza di cui beneficiano alti dirigenti e azionisti!

 Facciamo alcuni esempi:

 Alla Vodafone-Omnitel, l’azienda ha unilateralmente deciso di passare dal contratto dei metalmeccanici a quello delle telecomunicazioni, per i lavoratori fortemente peggiorativo dal punto di vista salariale e della normativa. Contemporaneamente, ha disdetto tutti gli accordi interni, riportando a zero le conquiste fatte in questi anni. Per aumentare la sua competitività, sceglie di aumentare la precarietà, la flessibilità selvaggia, e di abbassare i salari. I lavoratori sono in agitazione, e hanno intenzione di proclamare uno SCIOPERO TOTALE per il prossimo 4 novembre.

 In Fastweb, dietro le immagini pubblicitarie popolate  da splendide modelle e promesse ipertecnologiche si nasconde una realtà ubriaca di minacce, ritorsioni e mancanza totale di informazione. La precarietà agisce sulla possibilità di disporre liberamente del proprio tempo, di organizzarsi sindacalmente, creando figure del lavoro a cittadinanza limitata.

 I lavoratori Tim rivendicano il miglioramento delle condizioni lavorative cui sono sottoposti fatte di ritmi di lavoro tanto incalzanti quanto logoranti, e di un numero esorbitante di turni inseriti anche nella stessa settimana per il solo bisogno ‘produttivo’ dell’azienda; condannano la richiesta dell'azienda dell'utilizzo della flessibilità dell'orario di lavoro infrasettimanale e dei riposi settimanali discrezionali che fanno sì che non sia di fatto possibile avere una vita privata; denunciano il continuo e spropositato utilizzo di lavoratori interinali sfruttati fino all’ultimo rinnovo per esser poi licenziati e riciclati da nuovi ragazzi che verranno poi trattati nello stesso modo e soprattutto rivendicano il proprio diritto decisionale circa la costruzione di una nuova piattaforma riguardante la ‘ristrutturazione’ del customer da cui l’azienda vorrebbe estrometterci.

 I LAVORATORI SI STANNO SVEGLIANDO! Non crediamo più alle illusioni che ci spacciano le nostre luccicanti aziende, sempre più lavoratori si stanno rendendo conto che  non si può più accettare di essere trattati come merce usa e getta. Rivendichiamo il diritto ad una condizione di lavoro che tuteli la nostra dignità, e facciamo appello ai clienti delle nostre aziende ad essere solidali con noi, perché la qualità del servizio che offriamo non e’ slegata dalla qualità del lavoro che ci viene imposta.

Ci batteremo contro la precarietà, contro l’attacco alle conquiste dei lavoratori, sviluppando quella necessaria unità tra i lavoratori che e’ condizione all’aumento della nostra forza e capacità di essere incisivi!

 

Delegati e lavoratori di Vodafone Omnitel Milano, Fastweb, TIM, Wind