Da varie fonti sono state sbandierate le storiche concessioni di
Barak e "l'ingratitudine" e la miopia politica di Arafat. In realtà, propaganda
israeliana a parte, le proposte di Tel Aviv erano inaccetabili e disconoscevano le stesse
risoluzioni ONU sul ritiro israeliano dai territori occupati con la "guerra dei sei
giorni" del 1967.
Questa a grandi linee la proposta israeliana visualizzata nella
cartina:
1. La zona azzurra rappresenta nei progetti l'annessione
israeliane di un 10% di territori occupati, raggruppa 69 colonie e cioè gli insediamenti
dove vivono l'85% dei coloni. Di fatto queste annessioni spezzano in tre il futuro stato
palestinese rendendo impossibile qualsiasi continuità territoriale.
2. La zona azzurra a righe viola rappresenta un ulteriore 10% di territorio a
"controllo temporaneo" militare e civile israeliano per un periodo
indeterminato.
3. I confini esterni, linea viola, restano sotto controllo israeliano
4. Nessuna accordo su Gerusalemme
5. Nessuna concessione seria sul rientro dei profughi
A Taba, nel Gennaio 2001, le proposte israeliane si avvicineranno
alle richieste palestinesi (niente fascia di sicurezza, minori annessioni, parziale
soluzione del problema dei profughi, concessioni per una diversa soluzione per
Gerusalemme...), ma a quella stessa data la situazione sul territorio è ben diversa. La
seconda intifada è già scoppiata e all'orizzonte si prospetta l'elezione certa di Sharon
a Primo Ministro, e questa realtà rende impossibile qualsiasi accordo.