| SOSPESA L'INIZIATIVA CON
INSINDACALISTI DELLA ZASTAVA PROGRAMMATA PER IL 7 NOVEMBRE A FIRENZE IN OCCASIONE DEL
FORUM SOCIALE EUROPEO. Purtroppo dobbiamo registare l'ennesimo boicottaggio del Social Forum. L'ambasciata Italiana di Belgrado non concede i visti ai delegati della Zastava ed alla esponente del sindacato metalmeccanici nazionale Jugoslavo. I visti erano stati richiesti 15 giorni fa dalla Cgil di Brescia con preghiera di sollecito per garantire la partecipazione dei rappresentanti sindacali Jugoslavi ad un ciclo di iniziative che si sarebbero svolte in Italia dal 4 al 12 di Novembre. Una procedura identica a quella utilizzata in tante altre occasioni, con addirittura un maggiore anticipo (in altre occasioni la richiesta, successivamente accolta, era stata anche di 5-6 giorni). L'Ambasciata Italiana a Belgrado, nonostante a conoscenza che la richiesta di visto riguardava il periodo dal 4 al 12 di novembre, comunica ai sindacalisti Jugoslavi di presentarsi all'ambasciata il giorno 7 novembre. Non già per concedere loro il visto ma per essere sottoposti ad un colloquio dal quale poi sarebbe dipesa la decisione di rilasciare o meno il visto, comunque non prima del 12 novembre. Una atteggiamento chiaramente provocatorio. L'ambasciata sapeva bene che la richiesta di visto, motivata, riguardava un periodo precedente, e che la richiesta era fatta appositamente per permettere ai sindacalisti Jugoslavi di essere presenti ad un ciclo di iniziative già programmato. Nonostante questo si è operato esplicitamente per non permettere che ciò evvenisse. Pretestuosi anche gli argomenti utilizzati per giustificare questa la stravagante procedura utilizzata dall'Ambasciata per rotardare il rilascio dei visti. Dall'ufficio visti, sollecitato successivamente, oltre che da noi, anche da interventi della Cgil Nazionale e di Brescia, da parlamentari di Rifondazione e dal compagno Vinci deputato europeo, ci è stato risposto che l'appuntamento per il giorno 7 è stato programmato per evitare a chi doveva presentarsi per ottenere il visto, lunghe ed estenuanti code. Una giustificazione, appunto, che smaschera l'intenzione dell'Ambasciata di ritardare il rilascio dei visti, dato che essa sapeva bene che il visto serviva dal 4. Infatti, perchè, visto che la richiesta era che la delegazione Jugoslava fosse in Italia il giorno 4, l'appuntamento è stato convocato per il 7 con la promessa che il visto sarebbe stato loro concesso il 12 ??. E perchè l'Ambasciata non ha ritenuto necessario avvisare di ciò il richiedente (cioè la Cgil di Brescia) per metterla almeno in condizione di riprogrammare le iniziative previste ??? Tra le motivazioni di questa lungaggine ci è stata segnalata dall'ambasciata di Belgrado la necessità di tenere sotto controllo un fenomeno di emigrazione ormai sempre più elevato (non gli è neppure venuto il dubbio che ciò è causato proprio dai bombardamenti effettuati sulla serbia, ed ora che fanno .. si stupiscono che la gente cerchi di scappare dalla miseria che gli occidentali hanno coscentemente prodotto in quel paese), trattando quindi la delegazione sindacaleJugoslava al pari di "furbi clandestini" che cercavano di scappare nel ricco occidente. Altra motivazione era quella di contrastare il diffondersi dei "falsi visti" ... (sic). Ma se il visto viene chiesto all'ambasciata ... ??? c'è il rischio che sia falso anche quello ???. Veniamo a sapere che uguale atteggiamento è stato tenuto da altre ambasciate. Una conferma in più di come in tanti stiano operando per il boiccottaggio del Social Forum Europeo. Non si potrà quindi tenere la prevista conferenza sulle condizioni della classe operaia in Jugoslavia prevista per il 7 novembre a Firenze. Ce ne rammarichiamo, sopratutto perchè questa sospensione fa venire meno una utile occasione per un confronto con rappresentanti sindacali di una realtà oggi in lotta per la difesa dei diritti e contro l'invasività di una agressione economica (dopo quella militare) iperliberista che sta distruggendo ogni tutela del lavoro e del salario, ogni dignità, con l'obiettivo di asservire alle leggi nel nuovo mercato globalizzato un'intero territorio e la sua forza lavoro. 2 novembre 2002 |