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La CGIL e il golpe in Venezuela
i rapporti tra il sindacato italiano e la Ctv
golpista
(8 gennaio 2003) |
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La Cgil avalla il totale appoggio che la Ctv
venezuelana - sindacato golpista, simbiotico con l'oligarchia, retto da una cupola
autoinsediatasi - riceve dalla Confederazione internazionale dei sindacati liberi (Icftu)
a cui aderiscono per l'Italia Cgil-Cisl-Uil e per il Venezuela la sola Ctv, che riunisce
meno del 7% della popolazione attiva, da cui la classe operaia sembra aliena e che ha
molto in comune con i famosi sindacati gialli messi su dagli imprenditori e dalle
multinazionali in diversi paesi latinoamericani.
L'appoggio del potente conglomerato sindacal-internazionale - la Icftu ha sindacati
aderenti in 150 paesi con 158 milioni di iscritti- certamente avvantaggia l'asse
Ctv-Fedecamaras.
Diversi sindacati, come i petroliferi della Colombia, altri in Argentina ed Ecuador,
alcune Comisiones obreras in Spagna e il Movimento Sem Terra del Brasile hanno condannato
il cosiddetto "sciopero" - più che altro una serrata padronal-dirigenziale, con
i protestatari a gridare "se ne vada, questo presidente contadino".
Quanto alla Cgil, spiega Nana Corosax, dell'ufficio internazionale, "è vero, non ci
siamo espressi sulla complessa vicenda venezuelana. Siamo in un organismo sovranazionale
come l'Icftu, ci rifacciamo alle loro posizioni...Speriamo in una soluzione pacifica,
vediamo gli sviluppi...".
Nessuna riserva sulla Ctv, in odore di mafia e in certezza di golpe?
"Non abbiamo rapporti stretti con la Ctv. Peraltro, Chavez ha violato la convenzione
187 Oil sulla libertà sindacale. Comunque siamo contro ogni tipo di golpe".
Purtroppo l'11 aprile, poche ore prima del golpe, l'Icftu a cui la Cgil si rifà
riesprimeva ufficialmente pieno appoggio alla Ctv e deplorava l'atteggiamento del governo.
Dopo un penoso silenzio sul putsch, il 16 aprile l'Icftu lanciava ancora una chiamata alla
solidarietà urbi et orbi in favore di Carlos Ortega, segretario generale Ctv, "fatto
oggetto di minacce e accuse per il suo presunto coinvolgimento negli spiacevoli
avvenimenti".
Bisogna aspettare giugno perché la sola Orit, braccio regionale interamericano
dell'Icftu, condanni il golpe, strattonata dalla richiesta della Cte, un sindacato
venezuelano della scuola.
Tornando alla Icftu, negli ultimi mesi più volte si è schierata con la Ctv.
E durante il XV incontro regionale dell'Oil (Organizzazione internazionale del lavoro) a
Lima, dal 10 al 13 dicembre, Icftu e la Confindustria mondiale (Ioe) hanno emesso un
comunicato congiunto in cui auspicano una soluzione pacifica alla crisi e chiedono al
governo di rispettare i diritti dei "lavoratori" - ovvero di Ctv e Fedecamaras,
i loro omologhi locali - e rigettando la candidatura di una sindacalista venezuelana
bolivarista come delegata dei lavoratori in seno all'Oil, lamentando l'esclusione della
Ctv, come se fosse l'unico sindacato del paese.
Forse che la Cgil non si renda conto di quel che è la Ctv, né della partita che si gioca
in Venezuela: non una opposizione democratica contro Chavez, ma i ricchi del paese, i
latifondisti, i petrolieri, i privilegiati, per non dire degli interessi degli Stati
Uniti, contro il popolo, che per la prima volta in 500 anni ha scritto da sé la
Costituzione e adesso la vuole difendere.
fonte: centro di documentazione e
lotta