Macchinisti disobbedienti in Gran Bretagna -

Da "Il Manifesto" del 10 Gennaio 2003.

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«Armi? Signori si scende»
Convoglio militare inglese per l'Iraq: i due macchinisti bloccano il treno


Sono cominciate in Gran Bretagna le azioni di disobbedienza civile contro l'aggressione in Iraq. A dare il via alla nuova strategia del movimento contro la guerra sono stati i ferrovieri di un convoglio destinato a trasportare armi ed equipaggiamenti militari dell'esercito britannico pronte con ogni probabiltà per essere utilizzate nel Golfo. La direzione delle ferrovie Motherwell ha ieri dovuto cancellare il servizio ferroviario destinato alla base di Glen Douglas in Scozia, dopo che i macchinisti,
definiti «obiettori di coscienza» hanno confermato che non avrebbero guidato i treni. La base di Glen Douglas è la più grande base-deposito di armi della Nato in Europa. Si tratta della prima azione di disobbedienza civile compiuta dai lavoratori britannici contro la guerra. Ieri il sindacato dei macchinisti, Aslef, ha dovuto subire le pressioni di governo e direzione delle ferrovie che sperano di scongiurare azioni future. Ma molti iscritti alla Union dei macchinisti si erano espressi in diverse assemblee contro la
guerra in Iraq.

Imbarazzati dall'azione sia il ministero della difesa che la direzione di Ews (la compagnia ferroviaria che gestisce il trasporto merci per il ministero della difesa alla base di Glen Douglas) hanno cercato di smentire e coprire l'imprevisto blocco del treno. L'azienda si è rifiutata di commentare limitandosi a dire che la notizia era priva di fondamento, mentre il ministero della difesa in serata ha diffuso un comunicato nel quale afferma che effettivamente il treno non è arrivato alla base Nato scozzese
ma per motivi tecnici. Eppure il quotidiano The Guardian , il primo a dare la notizia dell'azione di boicottaggio, ha confermato che fonti interne ai macchinisti hanno fornito il numero del treno bloccato sostenendo che sono stati due I macchinisti coinvolti nell'azione.

Nelle scorse settimane il movimento contro la guerra ha tenuto diverse assemblee, molte con i sindacati proprio per discutere e decidere strategie diverse da quelle tradizionali per cercare di bloccare la guerra in Iraq. O comunque per rendere «la vita estremamente difficile a Tony Blair» e far sentire al premier «la voce della maggioranza degli inglesi» che continua a dirsi contraria alla guerra contro Saddam Hussein in ogni sondaggio.

Tra i sindacati si sta valutando anche la possibilità di proclamare uno sciopero generale e diversi altri scioperi, a partire «dal giorno dei bombardamenti». I sindacati che sostengono i lavoratori che si rifiutano di caricare armi o di trasportarle rischiano azioni penali e multe molto pesanti.
I portavoce di Stop the War Coalition, la coalizione contro la guerra nata dopo l'11 settembre ieri ha espresso solidarietà ai due macchinisti e ha dichiarato che si tratta soltanto della prima azione.

I dockers inglesi scesero in sciopero per non caricare le navi cariche di Armi destinate al Cile dopo l'assassinio di Salvador Allende nel 1973.