CUB Scuola
Difesa della scuola pubblica: Il referendum scippato e la necessaria mobilitazione Fatto salvo che attendiamo di conoscere le motivazioni tecniche della delibera della Corte Costituzionale, un fatto è evidente: con questa delibera si sottrae ai cittadini la possibilità di esprimersi su di una questione di straordinaria rilevanza e cioè se sia accettabile che, con il denaro di tutti i cittadini si debba finanziare una parte. Mentre per la scuola pubblica si tagliano le risorse, aumentano gli alunni per classe, si riduce il personale di sostegno, non si garantiscono le immissioni in ruolo al personale che ne ha maturato il diritto ed, anzi, si riduce lorganico, aumentano i finanziamenti pubblici alla scuola privata e la scuola privata stessa, gestita secondo criteri aziendali e confessionali, viene equiparata a quella pubblica. Siamo, insomma, di fronte ad un classico caso di opposizione fra paese reale e paese legale. È noto, infatti, che la gran parte dei cittadini è contraria al fatto che chi intende mandare i propri figli in una scuola privata debba essere finanziato con il denaro di tutti. È altrettanto noto che le scuole private o sono scuole délite, riservate ai ceti privilegiati, o sono scuole confessionali e, quindi, di parte, o sono puri e semplici diplomifici. Con questa delibera la nostra libertà
è, ancora una volta, ridotta. La CUB Scuola invita i cittadini, i lavoratori della Scuola, le forze sociali, culturali e sindacali a organizzare una mobilitazione per la difesa della scuola pubblica, manifestazioni, presidi, scioperi. Il
referendum che ci è stato negato lo faremo nelle scuole, nelle piazze, nellassieme
della società!
CUB Scuola
|