S.in.COBAS 

REFERENDUM ART. 18:

NO AGLI INCIUCI CON BERLUSCONI E CONFINDUSTRIA

FACCIAMO VINCERE IL SI’ PER DIRITTI UGUALI PER TUTTI

 

Il Sincobas esprime grande soddisfazione per il via libera della Corte costituzionale al referendum sull’estensione dell'articolo 18, su cui aveva raccolto le firme insieme ad una vasta area del mondo del lavoro, dal sindacalismo di base alla Fiom, e a Rifondazione e Verdi. Anche se l’esclusione di altri quattro referendum del “pacchetto sociale” getta sin d’ora delle ombre sulle sue decisioni.

Non stupiscono le dichiarazioni di esponenti del Governo e della Confindustria contro questo referendum, cioè da parte degli artefici e dei protagonisti dell’assalto senza precedenti contro i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici che ha segnato tutto il 2002. Ma lasciano l’amaro in bocca le reazioni ugualmente negative provenienti dal centrosinistra, in particolare dalla maggioranza dei DS, e i silenzi e le ambiguità da parte della Cgil e dello stesso Cofferati.

Grazie alla forza dei movimenti ampi settori della sinistra moderata hanno assunto il no alla guerra come una bussola centrale. È un fatto estremamente positivo, perché ci dice che non è inevitabile rimanere ancorati alle subalternità e alle complicità del passato, che è possibile non arrendersi alle proprie sconfitte.

Ma nulla sembra cambiato dai tempi del governo di centrosinistra, del “governo amico” e della concertazione ad ogni costo, ascoltando le dichiarazioni da parte di chi dovrebbe fare opposizione politica e sociale al governo Berlusconi e agli interessi di Confindustria.

Oggi bisogna andare oltre la semplice resistenza, la semplice difesa di un diritto che tutela ormai una parte sempre più ristretta dei lavoratori. Sempre più lavoratori sono impiegati in aziende con meno di 15 dipendenti oppure costretti all’assenza di diritti e alla ricattabilità a causa della precarizzazione dei rapporti di lavoro.

Dire che l’estensione del diritto elementare di non venire licenziati senza giusta causa getterebbe l’economia nel disastro è un’evidente sciocchezza. È vero invece che oggi non è più possibile difendere i diritti esistenti senza estenderli a tutti e tutte, giovani e anziani, nativi e migranti. I diritti devono essere uguali per tutti oppure prima o poi cesseranno di esistere per tutti. Esattamente quello che vogliono Berlusconi e Confindustria.

Dare indicazione di astensione, come fa intravedere la Cgil, oppure impedire il referendum con un inciucio istituzionale centrodestra-centrosinistra sarebbe un errore gravissimo.

Per questo il Sincobas, insieme a tutte le forze sindacali, sociali e politiche disponibili, si impegna sin d’ora alla massima mobilitazione nei luoghi di lavoro e sul territorio, affinché il referendum per l’art.18 si trasformi in una occasione per ricominciare a vincere.

 

Milano, 16 gennaio 2003