DOCUMENTO CONCLUSIVO ATTIVO CGIL 12 FEBBRAIO 2003 LAttivo delle delegate, dei
delegati, delle pensionate e dei pensionati
della CGIL Provinciale di Lodi, tenutosi il 12 febbraio 2003 alle Gerette di San
Colombano, con la presenza di quasi 200 attivisti, condividendo la relazione del
Segretario Generale della Camera del Lavoro, Giuseppe Foroni e assumendo il dibattito e le
conclusioni di Pino Vanacore, della Segreteria CGIL Regionale, con il presente documento
intende riassumere e sottolineare, le posizioni emerse nella discussione. 1.
Il grave pericolo di un attacco allIRAQ da parte
degli USA è sempre più vicino. Il Governo Italiano, in palese violazione della nostra COSTITUZIONE, nella totale mancanza di
rispetto del popolo italiano e persino sordo alle parole del Papa, ha espresso pieno
appoggio alle scellerate decisioni di Bush. Noi diciamo NO ad ogni GUERRA, senza se
e senza ma. E sempre più evidente che la guerra che si vuole
iniziare in Iraq, nulla centra con ogni presunto terrorismo, ma vogliamo ugualmente
ribadire la nostra fermezza e condanna contro il TERRORISMO. Le guerre non
sconfiggono affatto il terrorismo, anzi, al contrario possono, invece scatenarlo. Non cè
dubbio che le ingiustizie sociali, le prevaricazioni, le
smanie di conquista e di dominio dei paesi forti sui deboli, rappresentano
il terreno che fa crescere ed alimenta il terrorismo. Il legame tra pace e diritti non solo è iscritto
nella Carta dellONU e nella COSTITUZIONE ITALIANA, ma è nellordine logico
delle cose. Il processo di pace si costruisce e si consolida affermando e diffondendo i
diritti umani e i diritti sociali, migliori condizioni di vita e di lavoro delle persone e
riducendo le diseguaglianze e il divario tra il nord e il sud del mondo. Oltre ad essere presenti a Roma sabato 15 febbraio alla
Manifestazione Nazionale CONTRO LA GUERRA, la
CGIL si impegna su un terreno di costante iniziativa, di discussione sui temi della pace e
dei diritti dei popoli. 2.
Il prossimo 21 febbraio 2003 la CGIL ha dichiarato 4 ore di
sciopero dellindustria e dellartigianato per dire NO al declino
industriale del Paese, NO alla precarietà del lavoro, SI allo sviluppo e ai diritti.
Davanti allo scenario che abbiamo di fronte il Sindacato italiano ha il dovere, nellinteresse
di lavoratori e pensionati, di esprimere posizioni nette e chiare contro la
politica economica e sociale del governo, non solo con proprie proposte, ma anche con
iniziative che coinvolgano i lavoratori, così come ha fatto la CGIL. Interi settori,
oltre la FIAT, sono in crisi e il rischio di una deindustrializzazione del Paese è forte.
Le scelte del governo in linea e subordinate a quelle della Confindustria, sono tutte
incentrate sulla competitività basata sulla riduzione dei
costi (dei salari) e dei diritti. Nella Finanziaria, il governo da un lato
decide tagli alle risorse, destinate
alla ricerca, allinnovazione, alla formazione e alla scuola, e dallaltro
premia gli evasori fiscali con i condoni: queste scelte
la dicono lunga sul modello di
sviluppo che ha in mente questo governo. Altrettanto sono chiari
i contenuti della Legge Delega sul Mercato del Lavoro, appena votata:
flessibilità estrema nel lavoro che porterà inevitabilmente ad una ulteriore
precarizzazione e contrazione dei diritti dei
lavoratori. Ogni categoria della CGIL deve sentirsi impegnata a far
conoscere le ragioni dello sciopero del 21 febbraio, con assemblee e confronti con i
lavoratori e pensionati. 3. Lattivo dei delegati e dei pensionati della CGIL sostiene tutte le categorie che sono impegnate nelle vertenze per i rinnovi contrattuali, sostenendo limportanza di questi momenti. Per la CGIL, impegnata nella battaglia sui DIRITTI, è
fondamentale la difesa del diritto per tutti i lavoratori ad avere il rinnovo CCNL e la
difesa dei due livelli contrattuali. Un particolare sostegno va alla difficile vertenza della FIOM. Condanniamo e respingiamo il grave atto di provocazione della FEDERMECCANICA che in questi giorni ha dichiarato che non erogherà lIVC ai lavoratori che aderiranno allo sciopero della CGIL del 21/2. E un pesante attacco al diritto di sciopero che tutti insieme dobbiamo respingere. Lattivo esprime, inoltre, solidarietà ai lavoratori
della FELISI colpiti da licenziamenti collettivi, condanna le scelte dellazienda che
non ha voluto trovare un possibile accordo proposto dal Sindacato e in più, ha proceduto
al licenziamento dellintera RSU. Sosteniamo la lotta dei lavoratori per modificare
le posizioni aziendali. 4.
Un chiaro fallimento della programmazione e degli interventi di
sviluppo della Regione Lombardia è accentuato nel settore dei trasporti. La questione delle infrastrutture in Lombardia deve assumere il ruolo di rilevanza che le compete, sul piano delle strategie per lo sviluppo economico e della crescita sociale dei territori. Lo sviluppo dovrà riguardare i diversi segmenti del trasporto (autostradale, viario e ferroviario) rendendolo compatibile con lequilibrio ambientale, oggi fortemente in crisi. 5.
Nella nostra Regione, la Giunta Formigoni, ha deliberato pesanti
ticket sui farmaci e sul pronto soccorso: ciò rappresenta un taglio su salari e
pensioni dei cittadini. Si scarica sui bilanci delle famiglie la privatizzazione della sanità che regala risorse ai privati, tagliando
in continuazione sulla sanità pubblica. Questa pesante decisione si aggiunge, in modo
negativo, alla scelta di tagliare 4.000 posti letto negli Ospedali. Dopo la riuscitissima manifestazione regionale del 21 gennaio scorso davanti alla sede
della Regione Lombardia, limpegno della CGIL deve
continuare sulla strada per la totale modifica della delibera Regionale sui ticket. 6.
La CGIL si è impegnata con lavoratori e pensionati in una battaglia
per la difesa e lestensione dei diritti e delle tutele. Occorre ricordare che il
nostro rifiuto alla firma del Patto per lItalia del 5 luglio 2002 è da ricondurre unicamente ai contenuti di quellaccordo,
negativi per i lavoratori e per il Paese e che stanno trovando la loro esplicitazione
nelle recenti scelte del governo. La raccolta di 5 milioni di firme promossa dalla CGIL a
sostegno delle nostre posizioni e preliminare alla presentazione di una proposta di legge, ha trovato la conferma di grande condivisione dei nostri obiettivi. Ci siamo impegnati, con la raccolta di oltre 5 milioni di
firme (5.500.000), in una battaglia per ottenere
diritti e tutele in materia di licenziamenti, oltre che a favore di tutti i lavoratori
dipendenti, anche per tutti quei lavoratori e lavoratrici che con la semplice estensione
dellart. 18 dello Statuto dei Lavoratori ne resterebbero comunque esclusi (i
lavoratori cosiddetti atipici: parasubordinati Co.Co.Co., ovvero i
Collaboratori Coordinati e Continuativi). Inoltre, per la CGIL parallelamente a questa battaglia, è fondamentale
una riforma degli ammortizzatori sociali che unifichi il mondo del lavoro in
materia di sostegno al reddito. In tali direzioni si sta muovendo la CGIL, sia attraverso la proposta di legge sulla riforma degli ammortizzatori sociali , sia attraverso il disegno di legge di questi giorni, sulla estensione dei diritti nel lavoro. E anche da ricordare che qualora diventasse legge la Delega in Parlamento 848-bis (il peggioramento dellattuale art. 18 dello Statuto) la CGIL si farà parte attiva per promuovere un referendum abrogativo di tali norme. Per tutte queste ragioni è necessario che la CGIL mantenga posizioni di coesione per la difesa e nellinteresse
di tutti i lavoratori e le lavoratrici. Infine, nella ferma
convinzione che la battaglia sulla strada legislativa è per noi
prioritaria, poiché rappresenta lunico strumento per raggiungere gli obiettivi complessivi di tutela
che ci siamo proposti, riteniamo
che la CGIL
non possa esimersi dal sostenere il
SI al
quesito del Referendum appena ammesso dalla Corte Costituzionale sulla estensione dell art. 18. La diffusione e
il confronto con lavoratori e pensionati sulle proposte e sulle posizioni della CGIL,
nonché sui contenuti del presente documento, debbono costituire limpegno di
ciascuno di noi.
Approvato
a larga maggioranza con 5 astenuti
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