| ORARIO: DIECI ANNI IN
PILLOLE 1993 - L'unione Europea emana una Direttiva (93/104/CE) con la quale interviene sulla disciplina sugli orari di lavoro, in particolare per le parti relative alla durata del lavoro notturno, ai periodi di riposo e ai turni di lavoro. Il campo di applicazione della Direttiva esclude alcuni settori, tra i quali quello del trasporto ferroviario. 1997 - In Italia, le parti sociali sottoscrivono un "avviso comune" per il recepimento nazionale della Direttiva 104. Non tutto il testo, però, viene trasformato in decreto legislativo dal Governo di allora per le difficoltà interne alla maggioranza parlamentare che, in quelle settimane, avrebbe poi condotto alla caduta del dicastero Prodi. 1998 - Recependo parzialmente l'avviso comune e sulla base della delega del Parlamento, viene emanato dal Governo il D.lgs 409 sulla limitazione del lavoro straordinario. 1999 - Ancora con una parziale recezione dell'avviso comune e sempre a seguito della delega del Parlamento, il Governo emana il D.lgs 532 in materia di lavoro notturno. Il recepimento della Direttiva 104 è, però, ancora incompleto e gli organi di controllo dell'Unione Europea avviano nei confronti dell'Italia una procedura di infrazione degli obblighi comunitari. Nello stesso anno, l'Unione emana due specifiche Direttive per la disciplina dell'orario di lavoro di due settori esclusi dal campo di applicazione della Direttiva 104 (la 99/63/CE per la "gente di mare" e la 99/95/CE per la "gente di mare a bordo di navi presso i porti dell'Unione Europea"). 2000 - Al termine del procedimento per infrazione degli obblighi comunitari, e nonostante il ricorso del Governo, la Corte di Giustizia Europea condanna l'Italia per la mancata o incompleta attuazione di alcune Direttive, tra le quali la 104: vengono comunque sospese le sanzioni previste dai trattati internazionali e prorogata ad aprile 2003 la scadenza per il definitivo recepimento nazionale. Intanto, l'Unione Europea emana la Direttiva 34 che modifica la 104 del 199- 3: tra le novità, l'estensione del campo di applicazione ad alcuni settori originariamente esclusi, tra i quali il trasporto ferroviario. 2002 - A settembre, Sindacati e Associazioni datoriali riprendono il confronto per la definizione di un nuovo avviso comune che indirizzi il recepimento legislativo nazionale delle Direttive 104 e 34. L'atteggiamento delle delegazioni datoriali che stavolta, a differenza del 1997, non vede al tavolo la sola Confindustria, e la totale assenza di qualsiasi ruolo svolto dal Governo, porta il confronto ad arenarsi a fine anno. Ai punti di dissenso "amplificati" dagli organi di informazione (es. la domenica) se ne aggiungono altri di notevole importanza (straordinario, nastri e riposi giornalieri, riposo settimanale) sui quali evidenti sono i tentativi di forzatura da parte datoriale. 2003 - Il Governo presenta il proprio testo di decreto legislativo per il recepimento nella legislazione italiana delle due Direttive U.E.. Su tutti i punti controversi nel confronto tra le parti sociali, il testo governativo adotta le interpretazioni datoriali le cui associazioni, infatti, sostengono il provvedimento. |